CARATTERI DELLA RIVELAZIONE SPIRITICA

VERSIONE COMPENDIATA DAI LIBRI
DI
ALLAN KARDEC


TRIESTE
STABILIMENTO TIPOGRAFICO APPOLONIO & CAPRIN.
1874.

Sofia Camorra Editrice.

 


GIOVANI MIE CONCITTADINE!

L'impavida Matilde, Media esordiente in ardua missione, a Voi offrì il frutto de' suoi primi studi sui libri di Allan Kardec (*) per iniziarvi alla cognizione della nuova spirituale dottrina; mossa dallo stesso desiderio, io Vi offro in queste pagine alcuni altri dettami del nostro Maestro che mi sembrano poter dare un giusto concetto della Rivelazione che, per diradare le tenebre dell'ignoranza e rigenerare la povera umanità, sta ora providenzialmente propagandosi sulla terra. — Quasi ovunque si rende ai giorni nostri manifesta la necessità d'una forza moralizzatrice atta a redimere la Società dalla degradazione in cui si va rapidamente inabissando, e pur troppo, la città nostra in ciò si distingue. Le classi agiate vi sono ammorbate dal cieco materialismo che rintuzza in loro ogni nobile aspirazione dello spirito, e l'egoismo, la cupidigia, le basse sensualità generalmente prevalgono; le classi dipendenti dal lavoro ne subiscono fatale influenza; dissipazione e vizi d'ogni sorta rendono ben misera la loro condizione.

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(*) Spiritismo ed Evangelica sua dottrina.

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Concittadine, mie sorelle, “i tempi sono arrivati”, viene affidato a noi, non smarrite nel comun vortice, il grave compito della redenzione: non sarà questa una lieve impresa — la via che ci è aperta è irta di minacciosi ostacoli — apparentemente sono insuperabili, ma non saranno superiori alle nostre forze: — Se ci presteremo all'opera animose, con piena fede ed incrollabile fermezza, il divino aiuto non ci verrà meno. La nostra ricompensa sarà in ragione dei sagrifizii che avremo fatti; ne sia il primo il distacco dalle tante vanità che ora assorbendo tutta la nostra attenzione in cose futili e di effimera durata ci distolgono dal pensare a quelle che sono proprie alla vita non peritura dello Spirito.
Pace a Voi.
TRIESTE, Agosto 1874.
Sofia Camerra.


CARATTERI DELLA RIVELAZIONE SPIRITICA.

Se vi sieno dirette rivelazioni divine, noi non diremo, ma non poniamo in dubbio che gli Spiriti che più si approssimano a Dio in perfezione, penetrati dal Suo pensiero, non lo possano trasmettere. I Rivelatori incarnati potranno attingere istruzione nelle proprie cognizioni, ma più ancora riceverle da Spiriti elevati: per coloro che conoscono i fenomeni spiritici, e come abbiano luogo i rapporti fra gl'incarnati e le intelligenze incorporee, tal sorta di comunicazioni nulla hanno di singolare.
Una grande rivelazione si compie ai giorni nostri, quella che ci palesa la facoltà a noi concessa di comunicare con gli esseri di un mondo spirituale. Questa cognizione non è nuova, ma restò finora lettera morta senza profitto per l'umanità, oscurata sotto il velo della superstizione. Lo spiritismo avendoci fatto conoscere il mondo invisibile che ci circonda, le leggi che lo governano, la natura e lo stato degli esseri che lo abitano, i loro rapporti con la terra ed il destino nostro dopo morte, è una reale rivelazione Divina e scientifica ad un tempo. E' Divina in ciò che il suo avvento è provvidenziale e non già il risultato dell'iniziativa dell'uomo, e che i principî fondamentali della dottrina relativa, sono il risultato dell'insegnamento dato dagli Spiriti con divina missione d'illuminare gli uomini su ciò che non potevano da loro stessi imparare, e che ora sono maturi per comprendere.—  E' scientifica in quanto che quest'insegnamento non è un privilegio gratuito individuale; niuno è dispensato dal lavoro di osservazione e d'indagine, facendo uso della sua ragione; l'esame è raccomandato a tutti, e la sua dottrina, lungi dall'essere imposta alla cieca credenza dell'uomo, è dedotta dall'osservazione de' fatti a lui posti in evidenza e dalle istruzioni degli Spiriti ch'egli studia e comenta, traendone illazioni che ne derivano e facendone applicazione. — Ciocchè pertanto caratterizza essenzialmente la nuova rivelazione si è, che la sorgente è divina, che l'iniziativa appartiene agli Spiriti e che dagli uomini viene elaborata.
Qual mezzo di elaborazione, lo spiritismo procede esattamente allo stesso modo delle scienze positive servendosi del metodo esperimentale. Quando si presentano fatti di un ordine nuovo, che le leggi conosciute non possono spiegare, questi si osservano, si comparano, si analizzano, e dagli effetti rimontando alle cause, si giunge alle leggi che li governano; se ne deducono quindi le conseguenze, e se ne indagano le utili loro applicazioni. — Si ammise l'esistenza e l'intervento degli Spiriti come gli altri principî della dottrina, solo quando queste verità risultarono di tutta evidenza mediante l'osservazione de' fatti. Egli è adunque di rigorosa esattezza il dire che lo spiritismo sia una scienza di osservazione.
La scienza giunse a scoprire un elemento generatore delle trasformazioni della materia, ma questa abbisogna di unione col principio spirituale e lo spiritismo fu il primo a darci dimostrazione di questo principio, a renderne evidente l'azione. — Elemento materiale, elemento spirituale, sono questi i due principî, le due forze vive della natura: la loro unione ci dà spiegazione di fenomeni rimasti finora insoluti. Il solo fatto della possibilità di comunicare con gli esseri del mondo spirituale ci porge conseguenze della più grande importanza — è un mondo del tutto nuovo che a noi si rivela. Questa cognizione rendendosi comune non può mancare di produrre una modificazione profonda nei costumi e nelle credenze che hanno sì grande influenza nei sociali rapporti. — E' una completa rivoluzione che si opera nelle idee, rivoluzione tanto più grande e potente che non è esclusiva, che non è circonscritta ad un popolo, ad una casta, ad un culto, ma s'impossessa simultaneamente al cuore di tutti gli uomini. Con ragione pertanto lo spiritismo viene considerato come la terza grande rivelazione. — Vediamo in che differisca dalle altre.
Mosè ha rivelato la cognizione di un Dio unico, onnipossente e creatore di tutte le cose. — Cristo, prendendo dall'antica legge ciò che è eterno e divino, aggiunse la rivelazione della vita futura, di cui Mosè non aveva parlato, e quella delle pene e ricompense dopo morte. — La parte più importante della rivelazione di Cristo è il nuovo aspetto sotto il quale si considera la divinità. — Non è più il Dio terribile, geloso, vendicativo di Mosè; il Dio crudele che bagna la terra di sangue umano, che impone il massacro, l'esterminio dei popoli senza risparmiare le donne, i bambini, i vecchi; non è più il Dio ingiusto che punisce tutto un popolo per un fallo del suo capo, che si vendica del colpevole sulla persona dell'innocente, che colpisce i figli per la colpa del padre — ma è un Dio clemente, giusto, misericordioso, che perdona al peccatore pentito, che rende a ciascuno secondo le sue opere. Non è più il Dio di un popolo privilegiato, il Dio delle armate che presiede ai combattimenti contro altri popoli — ma è il comun Padre del genere umano. — Non è più il Dio che ricompensa e punisce coi soli beni terreni, che fa consistere la gloria e la felicità nel soggiogamento di popoli rivali — ma colui che dice agli uomini: "la vostra patria non è in questo mondo, ma nel regno celeste, ove gli umili di cuore saranno innalzati ed i superbi abbassati". — Non è il Dio che permette la vendetta — ma il Dio di misericordia che dice: "perdonate le offese se volete che a voi sia perdonato — rendete bene per male — non fate ad altri ciò che non vorreste che a voi fosse fatto". —  Non è più il Dio che impone, sotto pene rigorose, il modo col quale vuole essere adorato — ma il Dio che non si onora della forma, guarda l'intenzione — non vuole essere temuto, vuole essere amato.
La dottrina di Cristo è fondata sul carattere da lui attribuito alla Divinità: — con un Dio giusto, buono e misericordioso, Cristo ha potuto dell'amore di Dio e del prossimo la condizione di salute e dire: "Sta in ciò tutta la legge ed i profeti" — sopra questa sola credenza Egli ha potuto stabilire il principio dell'eguaglianza degli uomini al cospetto di Dio, e di universale fratellanza.
Questa rivelazione modificava profondamente i mutui rapporti fra gli uomini, imponeva loro nuovi doveri, faceva considerare la vita presente sotto un diverso aspetto e pertanto reagiva sui costumi e le relazioni sociali. E' questo incontestabilmente il punto dominante della rivelazione di Cristo, di cui però non si è bastantemente compresa l'importanza. — Cristo, invero, aggiunse: "Molte delle cose che vi dico voi non potete comprendere, ed altre molte ne avrei a dirvi che voi non comprendereste; è perciò che a voi parlo in parabole, ma più tardi vi manderò il Consolatore, lo Spirito di Verità che ristabilirà tutte le cose". Se Cristo non ha detto tutto ciò che avrebbe potuto dire, egli è perchè credette di dover lasciare velate alcune verità finchè gli uomini fossero in grado di comprenderle. Conveniva egli stesso che il suo insegnamento era incompleto, dappoichè annunziò l'avento di chi doveva compierlo; prevedeva dunque che sarebbero male interpretate le sue parole, che si fuorviarebbe dall'insegnamento suo, che si disfarebbe ciò Ch'Egli fece, giacchè non si ristabilisce se non ciò che fu disfatto.
E perchè chiama egli Consolatore il nuovo Messia? Questo nome significante, non ambiguo, è un'intera rivelazione. — Egli prevedeva che gli uomini avrebbero bisogno di consolazioni, ciocchè implica l'insufficienza di quelle che troverebbero nella credenza in cui entravano. Cristo non fu forse mai tanto esplicito quanto in queste sue parole delle quali ben pochi approfondirono il senso profetico.
Se Cristo non potè svolgere il suo insegnamento in un modo completo, egli è perchè mancavano quelle cognizioni che gli uomini non potevano acquistare se non col tempo, cognizioni senza le quali essi non lo potevano comprendere. Rendere completo il suo insegnamento deve dunque intendersi nel significato di spiegare e di svolgere, ben più che in quello di aggiungere nuove verità; dappoichè nelle sue parole tutto vi si trova in germe; mancava la chiave per capirne il senso.
In questo secolo di emancipazione intellettuale e di libertà di coscienza, è permesso a tutti l'esame delle scritture ed ora soltanto lo si rende possibile, mediante le cognizioni che la scienza ci ha rivelate. Per quanto fossero sapienti i teologhi di que' tempi non potevano comprendere le cause che dipendevano da leggi delle quali non avevano cognizione alcuna. Per essi, l'Universo, era il quasi impercettibile atomo, il pianeta da poco tempo reso abitabile al genere umano. Quali verità avrebbero mai potuto conciliarsi con sì crude nozioni? Gli uomini ognor più illuminati, a misura che, nuove leggi verranno rivelate, sapranno separare le utopie dalla realtà; — ora la scienza fa conoscere alcune leggi; altre ne fa conoscere lo spiritismo, le une e le altre sono indispensabili per l'intelligenza de' sacri testi di tutte le religioni da Confucio e Budha fino al Cristianesimo.
Lo spiritismo prendendo il suo punto di partenza dalle parole del Cristo, come Cristo prese il suo da Mosè, può considerarsi quale conseguenza diretta della sua dottrina. — All'indefinita idea della vita futura, lo spiritismo aggiunge la rivelazione dell'esistenza del mondo invisibile che ci circonda; con ciò ne rende precisa la credenza, fornisce al pensiero consistenza, realtà — fa conoscere i vincoli che legano l'anima al corpo, toglie il velo che nascondeva agli uomini i misteri della nascita e della morte — sa donde viene, ove va, perchè egli sia sulla terra, perchè soffra — vede in tutto la Divina giustizia — sa che l'anima progredisce incessantemente a traverso una serie di successive esistenze, finchè sia arrivata a quel grado di perfezione che deve avvicinarla a Dio — sa che tutte le anime sono create eguali, colla stessa attitudine a progredire in virtù del loro libero arbitrio — conosce che non va fra loro se non la diversità del progresso compiuto — che tutte hanno lo stesso destino, che tutte arriveranno alla stessa meta, più o meno prontamente a seconda delle loro opere.
Lo spiritismo insegna inoltre che quelli che sono chiamati demoni sono spiriti ancora arretrati ed imperfetti, i quali fanno il male allo stato di spiriti come lo facevano quando erano uomini, ma che essi pure migliorandosi progrediranno — che gli angeli o puri spiriti non sono esseri a parte degli altri per la loro origine, bensì spiriti giunti alla meta dopo averne percorsi i gradi di progresso — che la creazione tutta è sotto la dipendenza della Suprema legge di unità che regge l'Universo, e che tutti gli esseri gravitano verso uno scopo comune che è la perfezione.
Mercè dei rapporti che l'uomo può ora stabilire con coloro che lasciarono la terra, non solamente egli ha la prova materiale dell'esistenza e dell'individualità dell'anima, ma comprende eziandio la solidarietà che lega i viventi ed i morti di questo mondo — conosce la loro condizione nel mondo degli spiriti — li segue nelle loro emigrazioni — è testimonio delle loro gioie e delle loro pene — sa perchè sieno felici od infelici e qual sorte lo attenda egli pure a seconda del male o del bene operato —  questi rapporti lo iniziano alla vita futura in tutte le sue fasi, in tutte le sue peripezie — l'avvenire non è più per lui una vaga speranza; è un fatto positivo, una certezza matematica — la morte nulla ha per lui di spaventevole, dappoichè è la sua liberazione, è la porta di entrata alla vita vera.
Se la ragione rigetta, come incompatibile colla bontà di Dio, l'idea di pene eterne che anche il più ardente pentimento oltre tomba più non può mitigare — s'inclina invece al cospetto di una giustizia distributiva imparziale che mai chiude la porta al pentimento che stende incessantemente la mano al naufrago invece di respingerlo nell'abisso.
La pluralità delle esistenze di cui Cristo ha stabilito il principio nel Vangelo , è una delle leggi più importanti rivelate dallo spiritismo, in quanto che ne dimostra la realtà e la necessità per progredire. — Mediante questa legge l'uomo si dà ragione di tutte le apparenti anomalìe che presenta la vita umana, delle diversità nella posizione sociale, delle morti premature, che senza la rincarnazione renderebbero inutili le vite troncate prima di fame alcun uso, dell'ineguaglianza delle attitudini intellettuali e morali, stante l'anzianità dello spirito che ha più o meno vissuto, più o meno appreso, progredito, e che, rinascendo, porta seco quanto ha acquistato nelle sue anteriori esistenze. — Colla rincarnazione cadono i pregiudizi di razza e di casta, dappoichè lo stesso spirito può rinascere ricco o povero padrone o dipendente, libero o schiavo. Di tutti gli argomenti posti in campo contro l'ingiustizia della schiavitù e contro la soggezione della donna alla legge del più forte, non ve n' ha alcuno che primeggi in logica quanto il fatto materiale della rincarnazione; — gli uomini non nascono dipendenti che per il corpo; per lo spirito sono liberi.
Colla certezza dell'avvenire, con quella di ritrovare in altra vita quelli che egli ha amato ed il timore di rivedere quelli che egli ha offeso, l'uomo cambia tutte le sue idee. — Non avesse lo spiritismo se non che tolto il dubbio della vita futura, avrebbe fatto assai più per il miglioramento dell'uomo di qualsiasi legge disciplinare la quale, se pure gli è talvolta di freno, non lo cambia mai.
Colla preesistenza e la rincarnazione, l'uomo porta al suo nascere il germe delle passate sue imperfezioni, delle mancanze di cui non si è corretto e che si manifestano co' suoi istinti, colle sue propensità al vizio. —  E' questo il vero peccato originale di cui subisce inevitabilmente le conseguenze, qual pena de' falli suoi, e non d'un fallo del primo uomo come ci veniva insegnato. V'ha in ciò d'altronde la consolante, equa, incoraggiante prospettiva, che ogni nuova esistenza gli offre i mezzi di riscattarsi colla riparazione, e di progredire fin tanto che, sufficientemente purificato, più non abbia bisogno di vita corporea, e viver possa esclusivamente della vita spirituale. Chi ha progredito moralmente ed intellettualmente, porta, rinascendo, le relative qualità ed idee che diconsi innate. — Chi è identificato col bene, lo pratica senza sforzo, senza calcolo, per così dire, senza pensarvi. — Chi è obbligato di combattere delle male tendenze, è ancora nella lotta: — il primo ha già vinto, il secondo si dispone a vincere. Havvi adunque virtù originale, sapere originale, come havvi peccato, ossia vizio originale.
Lo spiritismo sperimentale ci fa conoscere le proprietà de' fluidi spirituali, e l'azione loro sulla materia, ci dimostra inoltre l'esistenza del perispirito, vagamente conosciuto fino dall'antichità, e da San Paolo chiamato corpo spirituale. Ora sappiamo che questo è un inviluppo inseparabile dell'anima; che è uno degli elementi costitutivi dell'essere umano; che è il veicolo di trasmissione del pensiero, e che durante la vita del corpo, è il vincolo fra lo spirito e la materia. Il perispirito ha una parte importante nell'organismo, il suo studio si lega alla fisiologia ed alla psicologia.
Lo studio delle proprietà del perispirito, dei fluidi spirituali e degli attributi fisiologici dell'anima, apre nuovi orizzonti alla scienza e dà la chiave di molti fenomeni che rimasero finora incompresi per mancante cognizione della legge che li governa. Tali sono i fenomeni detti della seconda vista, della vista a distanza del sonnambulismo naturale ed artificiale; degli effetti psicologici della catalepsia e della letargia, della prescienza, dei presentimenti, delle apparizioni, delle trasfigurazioni, della trasmissione del pensiero, del fascino, delle guarigioni istantanee, delle ossessioni ed altri.·— Dimostrando che questi fenomeni dipendono da leggi naturali quanto quelli dell'elettricità, facendo conoscere le condizioni normali nelle quali si possono riprodurre, lo spiritismo distrugge l'impero del meraviglioso e del soprannaturale, e con ciò la sorgente della maggior parte delle superstizioni.
E ben lungi dal distruggere il Vangelo, la dottrina dello spiritismo conferma, spiega e svolge, in virtù delle nuove leggi che rivela, quanto Cristo disse e fece, e reca luce sui punti oscuri del suo insegnamento, di maniera che coloro per i quali alcune parti del Vangelo erano inintelligibili, o parevano inammissibili, possono coll'aiuto dello spiritismo, meglio vederne la portata, meglio discernere quanto spetta alla realtà e quanto all'allegoria; Cristo loro appare più grande. Se si considera inoltre la potenza moralizzatrice dello spiritismo per lo scopo che imparte a tutte le azioni della vita, per le conseguenze del bene e del male che rende evidenti, per la forza morale, il coraggio, le consolazioni nelle afflizioni, per una inalterabile fiducia nell'avvenire, per il pensiero di avere sovente presso di noi gli esseri che abbiamo amati, la sicurezza di rivederli e la possibilità di trattenersi con loro; finalmente per la certezza che di tutto ciò che si fa, di tutto ciò che si acquista in intelligenza, in scienza, in moralità fino all'ultima ora della nostra vita, nulla è perduto e che tutto contribuisce a farci progredire. —  Considerando tutto ciò si riconosce che lo spiritismo effettua tutte le promesse del Cristo relativamente al Consolatore annunziato. E siccome è lo Spirito di Verità che presiede al grande movimento della rigenerazione, la promessa del suo avvento si trova pure effettuata dappoichè è lui stesso il vero Consolatore.
Se ai sopra esposti risultati si aggiunge la rapidità nella propagazione dello spiritismo malgrado i continui tentativi per soffocarlo, si dovrà convenire che provvidenziale ne sia il suo avvento mentre trionfa di tutte le forze e cattive volontà umane. — La facilità colla quale si accetta mediante la sola potenza dell'idea, prova che lo spiritismo corrisponde ad un sentito bisogno e può ben dirsi essere venuto a suo tempo, per riempire il vuoto che lascia l'incredulità. Gli afflitti formano il numero maggiore, dove è conosciuta, e fervorosamente accolta una dottrina che consola; più che ai felici della terra lo spiritismo si rivolge ai diseredati. — L'ammalato gravemente vede avvicinarsi il medico con maggior contento di colui che poco ne abbisogna. Gli afflitti sono gli ammalati, il Consolatore è il loro medico.
La terza rivelazione non è sorta da alcuno speciale culto, affine di servire un giorno qual punto di riunione a tutti i culti. Le due prime essendo personali, hanno avuto luogo sopra un solo punto dal quale si sono sparse, dopo molti secoli estesamente, ma non ovunque. — La terza non personificata da un individuo, si è prodotto simultaneamente sopra migliaia di punti diversi, divenuti centro di radazione; questi centri moltiplicandosi, i loro raggi a poco a poco si riuniscono estendendosi sull'insieme, — finiranno col coprire tutta la superficie della terra. Se fosse questa rivelazione, come le altre, sorta in un punto solo, se fosse stata l'opera esclusiva di un uomo, appena avrebbe potuto bastare mezzo secolo per propagarsi nel paese ove fosse nata. Questo carattere dà alla dottrina una forza di azione irresistibile; se viene compressa su di un punto non lo può essere d'un tratto ovunque, e contrariata in un luogo può prosperare in molti altri. Ben più, se è soffocata negli individui non può essere soffocata negli spiriti che ne sono la sorgente, ed essi la farebbero riapparire quand'anche restasse ovunque spenta. Si dovrà pure osservare che per i centri isolati in lontani paesi — un tratto di unione si richiedeva per porsi in comunione di pensiero co' fratelli. Questo tratto di unione, che avrebbe mancato nell'antichità, ora si trova nelle pubblicazioni che si mandano in ogni parte del globo, che condensano metodicamente l'insegnamento dato ovunque, sotto molteplici forme ed in lingue diverse.
Le due precedenti rivelazioni non potevano se non che essere il risultato di un insegnamento diretto — dovevano imporsi alla fede sull'autorità della parola del maestro, ma rimarchiamo nulladimeno fra loro una sensibile disparità che tiene al progresso de' costumi, e delle idee, nell'intervallo di dieciotto secoli. La dottrina di Mosè è assoluta, non ammette discussione, s'impone a tutto il popolo colla forza; quella del Cristo è essenzialmente consigliera, liberamente accettata, e si propaga colla persuasione.
La terza rivelazione, venuta ad un'epoca d'emancipazione e di maturità intellettuale, in cui l'uomo nulla accetta ciecamente, vuol vedere ove lo si conduce, sapere il come ed il perchè di ciascuna cosa — doveva essere ad un tempo il prodotto dell'insegnamento ed il frutto del lavoro, della ricerca studiosa, del libero esame. —  Gli spiriti non insegnano se non quanto è necessario per mettere sulla via della verità, — si astengono di rivelare ciò che l'uomo può trovare da per sè stesso, lasciandogli la cura di discutere, e sottoporre il tutto al crogiuolo della ragione, lasciandolo anche talvolta acquistare nell'errore l'esperienza a suo carico. Essi danno il tema ed i materiali, sta a lui il trarne profitto, il metterli in opera.
Gli elementi della rivelazione spiritica essendo stati dati, quasi simultaneamente, sopra molti punti ad uomini di ogni condizione sociale, e di vario grado d'istruzione, è evidente che diversi ne dovevano essere i risultati; soltanto dall'insieme e dalla correlazione de' fatti, risortire potevano le condizioni che dovevano fissare le idee. Però ogni centro isolato, e circoscritto in ristretto cerchio, non vedendo, il più di sovente, che un ordine particolare di fatti talvolta apparentemente contradditori, generalmente non comunicando se non che con una stessa categoria di spiriti, e più ancora contrariato da male influenze locali, si trovava nell'impossibilità di formarsi un'idea comprensiva dell'insieme. Apprezzando ognuno i fatti dal punto di vista delle sue cognizioni e delle sue anteriori credenze, ossiavero dell'opinione particolare —  degli spiriti comunicanti, ne verrebbe ben presto altrettante teorie e sistemi che vi sono centri isolati. Ciascuno si sarebbe reso immobile nella sua rivelazione parziale, credendo di avere tutta la verità per mancanza di sapere che in tanti altri luoghi si otteneva più e meglio.
Devesi altresì osservare che l'insegnamento non fu dato in verun luogo completo — desso si riferisce ad un sì gran numero di osservazioni, a soggetti sì vari, che esigono, sieno cognizioni, sieno attitudini medianiche speciali, che sarebbe stato impossibile riunirsi sopra uno stesso punto le necessarie condizioni. L'insegnamento dovendo essere collettivo e non individuale, gli spiriti hanno diviso il lavoro disseminandolo. — Per tal modo la rivelazione si fece parzialmente in diversi luoghi e mediante molteplice concorso di uomini e di spiriti, ed è nel medesimo modo che ora prosegue, avvegnachè tutto non è rivelato. Ogni centro trova negli altri centri il compimento di quanto abbisogna per sua istruzione. Egli è l'insieme la coordinazione di tutti i parziali insegnamenti, che costituisce la dottrina spiritica.
A tal'uopo richiedevasi di annodare i fatti sparsi per conoscerne la correlazione — riunisce i documenti e le istruzioni degli spiriti sopra ogni punto per compararli, per studiarne le analogie e le discrepanze. Essendo le comunicazioni date dagli spiriti di ogni ordine, e perciò più o meno illuminati, bisognava apprezzare il grado di fiducia che la ragione permetteva di accordare alle medesime — si dovevano distinguere le idee sistematiche individuali, e isolate da quelle che avevano la sanzione del generale insegnamento degli spiriti — le utopie, dalle idee pratiche — si dovevano rigettare quelle che erano notoriamente smentite dai dati della scienza positiva e della logica — e per la cognizione dello stato del mondo invisibile, e per formarne un tutto omogeneo, si doveva pure utilizzare gli stessi errori forniti dai dettati degli spiriti del più basso rango.
Si richiedeva finalmente un centro di elaborazione, indipendente da ogni idea preconcetta e da ogni pregiudizio di setta, determinato di accettare la verità divenuta evidente, dovess'ella essere contraria alle personali sue opinioni. Questo centro si formò da per se, senza disegno premeditato per la forza stessa del grande evento su di un punto concentrata. (1).

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(1) Il libro degli Spiriti (Le livre des Esprits), prima pubblicazione che abbia fatto entrare lo spiritismo nella via filosofica per la induzione delle conseguenze morali dei fatti, e che abbia considerate tutte le parti della dottrina toccando alle più importanti questioni che faceva sorgere, è stato, fino dal suo apparire il punto di unione verso il quale vennero spontaneamente a convergere i lavori individuali. Dalla pubblicazione di questo libro, data l'êra dello spiritismo filosofico, fino a quel periodo era rimasto nel dominio delle esperienze di curiosità. Trovò simpatia perchè recava conferma e dava razionale spiegazione de' fatti che si ottenevano individualmente. — Se fosse stato discorde col generale insegnamento degli spiriti, sarebbe ben presto caduto nell'obblio. — Questa spontanea concentrazione di forze diseminate, ha dato luogo ad un'immensa corrispondenza, quadro monumentale della vera storia del moderno spiritismo, ove si riflettono ad un tempo i lavori parziali, i sentimenti destati dalla consolante dottrina, i morali risultati, i sacrifici e le mancanze; archivî preziosi per la posterità che potrà giudicare degli uomini e delle cose sopra dati autentici. — Con queste irrecusabili testimonianze non potranno prevalere a lungo le false allegazioni.
(A. K.)


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Da questo stato di cose ne derivò una doppia corrente d'idee: le une dirigendosi dalle estremità al centro, le altre dal centro diramandosi verso le estremità. —  Egli è a questo modo che la dottrina si è consolidata verso l'unità malgrado la diversità delle sorgenti dalle quali scaturiva — a questo modo i sistemi divergenti sono, poco a poco, caduti in dimenticanza per il loro isolamento, di fronte all'ascendente dell'opinione generale. Una comunione di pensiero si è da quel punto stabilita fra i centri parziali; parlando la stessa lingua spirituale, si compresero e simpatizzarono fra loro. — Trovandosi in tale unione più forti, gli adepti combatterono con maggior coraggio: i fenomeni, de' quali erano testimoni, più non li sembravano anormali quando hanno potuto conoscerli dipendenti da leggi generali, quando hanno potuto vedere nell'insieme un grande scopo umanitario. Ma come si potrà sapere se un principio è insegnato ovunque, o se è il risultato di opinione individuale? I gruppi isolati non potendo avere cognizione di ciò che si otteneva altrove, era necessario che un centro riunisse tutte le istruzioni degli spiriti per fare uno spoglio ragionato delle voci e portare alla cognizione di tutti, l'opinione di una valida maggiorità (1).

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(1) E' questo l'oggetto delle nostre pubblicazioni, che si possono considerare come il risultato di questo spoglio. Tutte le opinioni vi sono discusse, ma le questioni non sono formulate in principî se non che dopo avere ottenuto quella solenne sanzione di rigoroso confronto che sola può dare forza di legge, e permetterci di affermare. — Ecco perchè noi non preconizziamo leggermente nessuna teoria ed è in ciò che la dottrina procedendo dall'insegnamento generale non è il prodotto d'alcun sistema preconcetto. Ed è pure ciò che fa la sua forza ed assicura il suo avvenire.
(A. K.)

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Non havvi scienza alcuna che sia sortita completa dal cervello di un solo uomo; tutte senza eccezione sono il prodotto di osservazioni successive che si appoggiano ad osservazioni precedenti come su di un punto conosciuto per ritrovare l'incognito. — Egli è così che gli spiriti hanno proceduto per lo spiritismo ed è perciò che il loro insegnamento va per gradi; essi non mettono in campo le questioni se non di mano in mano che i principî sui quali si devono appoggiare sono sufficientemente elaborati, e che l'opinione è matura per assimilarseli. — E' anche da rimarcarsi che ogni qualvolta i centri particolari hanno voluto trattare delle questioni premature, essi non ottenero se non che responsi contradditori inconcludenti. Ed al contrario quando il momento opportuno è giunto, l'insegnamento si verifica identico su tutta la linea, nella quasi universalità de' centri.
Havvi nondimeno una differenza essenziale nel progredire dello spiritismo ed in quello delle scienze, ed è, che queste non sono giunte al punto in cui ora si trovano se non che dopo lunghi intervalli, mentre allo spiritismo bastarono pochi anni per raccogliere una somma di osservazioni sufficientemente grande per costituire una dottrina. — E questo risultato attribuir devesi alla moltitudine di spiriti che, per la volontà di Dio, si sono simultaneamente manifestati, apportando ciascuno il contingente delle loro cognizioni. Da ciò ne venne che tutte le parti della dottrina che ci furono date, invece di essere elaborate successivamente nel corso di più secoli, poterono esserci comunicate in breve tempo, e bastò annodarle per formarne un corpo. Non confidando ad un solo spirito od a un solo uomo la cura della promulgazione della dottrina, Dio ha voluto che tutti portassero la loro pietra all'edificio affine di stabilire fra tutti un vincolo di solidarietà cooperativa; d'altronde nessuno spirito, siccome nessun uomo poteva possedere tutte le cognizioni richieste per trattare ex-professo le tante questioni alle quali tocca lo spiritismo (1).

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(1) Vedasi nell'Evangile selon le Spiritisme introduzione p, VI e Revue Spirite, aprile 1864, p. 90: Autorité de la doctrine spirite; contrôle universel de l'enseignement des Esprits.

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Altro carattere distintivo della rivelazione spiritica, derivante dalle condizioni stesse della sua origine, si è, che appogiandosi sui fatti, dessa è essenzialmente progressiva come lo sono tutte le scienze di osservazione. Le scoperte della scienza glorificano Dio; desse distruggono soltanto ciò che gli uomini hanno fabbricato sulle false idee che si sono formate della Divinità.
Lo spiritismo non pone adunque in principio assoluto se non che ciò che è dimostrato con evidenza, o ciò che logicamente emerge dall'osservazione. Toccando a tutti i rami dell'economia sociale ai quali reca il lume delle sue scoperte, si assimilerà sempre tutte le dottrine progressive arrivate allo stato di verità pratica ed accompagnandosi al progresso non forviarà mai avvegnachè se nuove scoperte gli dimostrano che è in errore su di un punto, si modificherà su questo punto; se una nuova verità si rivela, egli l'accetta.
Si domanda talvolta — quale è l'utilità della dottrina morale degli spiriti se dessa è quella del Cristo? — l'uomo ha egli bisogno di una rivelazione ? — dal punto di vista morale, senza dubbio Dio diede all'uomo una guida nella sua coscienza che gli dice: "Non fare ad altri ciò che non vorresti fosse a te fatto". La morale naturale sta scritta nel cuore degli uomini, ma sanno tutti leggervi? Che hanno essi fatto della morale del Cristo? Come la praticano quegli stessi che l'insegnano? Non è dessa divenuta lettera morta? Dareste voi torto ad un padre di ripetere cento volte le stesse istruzioni ai figli suoi, s'essi non ne profittano? Perchè Dio non invierebbe di tempo in tempo messaggeri speciali incaricati di richiamare gli uomini ai loro doveri, di rimmetterli sulla buona via quando vi si allontanano, di aprire gli occhi dell'intelligenza a quelli che li hanno chiusi, come da noi si mandano missionarii presso i popoli selvaggi?
Ciò che l'insegnamento degli spiriti aggiunge alla morale del Cristo si è la cognizione dei principii che vincolano i morti ed i viventi, che danno consistenza alle vaghe nozioni che aveva dell'anima, del suo passato, del suo avvenire, nozioni che vengono ora sancite dalle leggi stesse della natura. Coll'aiuto della nuova luce portata dallo spiritismo, l'uomo comprende la solidarietà che collega tutti gli esseri; la carità, la fraternità, divengono una necessità sociale; egli fa per convinzione ciò che faceva soltanto per dovere, e lo fa meglio. Quando gli uomini praticheranno la morale del Cristo, allora si potranno dire che più non abbisognano di moralisti incarnati e disincarnati.
Una delle questioni le più importanti da risolvere è questa: Quale è l'autorità della rivelazione spiritica dappoichè emana da esseri che non sono infallibili? —  L'obbiezione sarebbe seria se questa rivelazione non dovesse consistere se non che nell'insegnamento degli spiriti se dovessimo accettarla ciecamente — ma non ha alcun peso dal momento che l'uomo vi reca il concorso della sua intelligenza e del suo giudizio, e che gli spiriti si limitano a metterlo sulla via delle induzioni alle quali ei può arrivare coll'osservazione de' fatti. — Le manifestazioni, colle loro innumerevoli varietà, sono fatti; l'uomo li studia, e ne ricerca la legge; in questo lavoro è aiutato dagli spiriti — egli sottopone i loro dettami al confronto della logica e del buon senso; in questo modo egli si vantaggia delle cognizioni speciali che gli spiriti posseggono in vista della loro condizione di disincarnati.
Non essendo gli spiriti se non che le anime degli uomini, comunicando con loro, noi non sortiamo dall'umanità. Gli uomini che furono i luminari dell'umanità, sono sortiti dal mondo degli spiriti come vi sono rientrati lasciando la terra. — D'allora in poi questi stessi possono comunicarsi agli uomini, e dare loro istruzioni sotto la forma spirituale come lo fecero sotto la forma corporea; possono istruirci dopo morte, come lo fecero in vita: Sono invisibili invece di essere visibili, ecco tutta la differenza. Il loro sapere e la loro esperienza non devono essere minori, e se la loro parola come uomini aveva autorità non deve averne meno perchè sono nel mondo degli spiriti.
Ma non sono soltanto gli spiriti superiori che si manifestano, si manifestano quelli di ogni ordine, e ciò serve ad iniziarci sul vero carattere del mondo spirituale mostrandocelo sotto tutti gli aspetti ; le nostre relazioni ne divengono più intime, vediamo più chiaramente d'onde veniamo, dover andremo, è questo lo scopo essenziale di queste manifestazioni. — Tutti gli spiriti, a qualunque grado sieno giunti, ci apprendono qualche cosa; ma come essi sono più o meno illuminati, sta a noi il discernere ciò che vi ha di buono o di cattivo nel loro insegnamento, ma tutti possono rivelarci o darci esperienza in cose che ignoriamo, e che senza di loro non potevano venire a nostra cognizione.
I grandi spiriti incarnati sono senza dubbio individualità potenti; ma la loro azione è circonscritta, e necessariamente lenta a propagarsi. — Che un solo d'essi, fosse anche Elia o Mosè, Socrate o Platone, vivesse in questi tempi di scetticismo, rivelando agli uomini il mondo spirituale, troverebbe egli ascolto? Non sarebbe egli riguardato qual visionario, quale utopista? più secoli dovrebbero trascorrere prima che le sue idee fossero accettate dalla generalità.
Gli spiriti non vengono già per affrancare l'uomo dal lavoro, dallo studio, dalle ricerche; non gl'insegnano nessuna scienza completa; lasciano che egli faccia uso delle sue proprie forze in ciò che da sè stesso può trovare. — L'esperienza ha da lungo tempo dimostrato l'errore dell'opinione che attribuiva agli spiriti la cognizione d'ogni cosa: Sortiti dall'umanità essi ne conservano il tipo ve ne sono di superiori, ma assai più di volgari che sanno meno degli uomini che ebbero qualche istruzione: dicono quello che sanno. — Chiedono consiglio agli spiriti, non ci si rivolge a potenze sopranaturali, bensì a pari nostri a coloro che avvessimo consultati in vita, a taluni parenti nostri, ai nostri amici, o ad individui che crediamo più illuminati, più savi di noi.
Quale è dunque l'utilità di queste manifestazioni se gli spiriti non ne sanno più di noi, o se non ci dicono tutto ciò che sanno? — In primo luogo, come l'abbiamo detto, essi si astengono di darci ciò che noi possiamo da noi stessi acquistare — in secondo luogo vi sono delle cose che non è loro permesso di rivelare — il nostro grado di avanzamento non lo comporta. Ciò a parte, le condizioni della loro esistenza estendono il circolo delle loro percezioni; essi vedono ciò che in terra non potevano vedere, affrancati dai vincoli della materia e dalle sue esigenze, giudicano le cose più sanamente da un punto più elevato, la loro perspicaccia abbraccia un più vasto orizzonte; comprendono i loro errori, rettificano le loro idee e si svincolano dai pregiudizî umani e perciò i loro consigli possono essere più giudiziosi di quelli degli incarnati e d'altronde l'ambiente in cui si trovano, loro permette anche d'iniziarci alle cose della vita futura che noi ignoriamo. — Fino a questo giorno l'uomo aveva soltanto creato delle ipotesi sul suo avvenire ; ora sono i testimoni oculari, gli attori stessi della vita d'oltre tomba, che vengono a farcene la descrizione. Queste manifestazioni servono dunque a farci conoscere il mondo invisibile che ci circonda, e questa sola cognizione è di una importanza tanto grande che bastar potrebbe a stabilirne l'utilità anche nell'ipotesi che gli spiriti fossero incapaci d'altro insegnamento.
Se voi andate in un paese nuovo per voi, ricusereste forse di aver informazioni da un umile contadino, ricusereste d'interogarlo sulla via da tenere per la sola ragione che non è che un contadino? voi non vi attenderete da lui ragguagli di una grande portata, ma, nella sua sfera, egli potrà essere per voi guida migliore che non lo sarebbe un sapiente ignaro del paese: dalle sue indicazioni voi potrete dedurre conseguenze alle quali egli stesso non può arrivare; ed ancorchè non avesse servito se non che a farvi conoscere i costumi di quei contadini, non sarà stato istrumento inutile per le vostre ricerche — Lo stesso avviene dei nostri rapporti cogli spiriti; da tutti possiamo imparare qualche cosa in aumento delle nostre cognizioni.
Se all'arrivo di un naviglio da lontana plaga ricevessimo notizia che parenti ed amici nostri, che credevamo perduti, furono scoperti in una remota isola sugli scogli della quale si era, già da molti anni, infranta la nave a bordo della quale emigravano, e che, trovando fertile terreno e favorevole clima, vi moltiplicavano contenti della loro posizione — rendendone grazie a Dio —  ciascuno di noi esclamerebbe "i nostri cari non sono perduti". La gioia succede al dolore provato; non possiamo vederli in tanta distanza; ma possiamo corrispondere con loro, possiamo secoloro continuamente scambiare testimonianze di affetto. — E' questa l'immagine della vita terrestre e della vita d'oltre tomba, avanti e dopo la nuova rivelazione; questa, come quel naviglio, ci reca la buona novella della sopravvivenza di quelli che ci sono cari —  corrispondiamo con loro ed abbiamo la certezza di raggiungerli un giorno; il dubbio sulla loro sorte, e la nostra, non esiste più, lo scoramento svanisce al cospetto della speranza.
Il velo che separava il mondo visibile dal mondo invisibile fu sollevato — non è sovrumano il fatto delle manifestazioni; è l'umanità spirituale che viene per trattenersi coll'umanità corporea e le dice: "Noi esistiamo, dunque la morte non distrugge; come ora noi siamo, così voi sarete; l'avvenire è per voi come è per noi. Voi camminate nelle tenebre, noi veniamo ad illuminare la vostra via; voi dirigevate alla sorte, noi vi indichiamo lo scopo. La vita terrena era tutto per voi, perchè nulla vedevate di positivo oltr'essa, noi, additantovi la vita spirituale, veniamo a dirvi la vita terrena è un nulla. La vostra vista si fermava alla tomba, noi oltre tomba vi facciamo vedere splendidissimo orizzonte. Voi non sapevate il perchè delle vostre sofferenze sulla terra, ora voi vedete in queste la giustizia di Dio. Fare il bene era senza scopo per l'avvenire, ora avrà per voi uno scopo, sarà una necessità. La fraternità non era se non che una bella teoria, ora si appoggia sopra una legge naturale; la solidarietà collega tutti gli esseri di qua e di là dalla tomba — è il regno della carità colla divisa: "ciascuno per tutti e tutti per ciascuno". Finalmente, al termine della vita voi davate un eterno addio a coloro che vi sono cari, ora voi loro direte: a rivederci!
Tali sono in riassunto i risultati della nuova rivelazione, dessa venne a colmare il vuoto scavato dall'incredulità, a sollevare il coraggio abbattuto dal dubbio, a dare ad ogni cosa la sua ragione d'essere. Divengono forse questi risultati di poca importanza perchè gli spiriti non risolvono tutti i problemi della scienza, non danno il sapere senza bisogno di studio agli ignoranti, il mezzo di arricchire ai pigri senza sortire dalla loro inerzia ?
E non sono soltanto per la vita avvenire i frutti che l'uomo deve cogliere dalla nuova rivelazione, egli ne coglierà in vita terrena per la trasformazione che questa deve necessariamente operare sul suo carattere, sulle sue tendenze e da ciò sulle sue abitudini e sociali relazioni. Ponendo fine al regno dell'orgoglio e dell'incredulità, la nuova credenza preparar deve il regno del bene, che è il regno di Dio.
La nuova rivelazione pone l'uomo al possesso di verità alle quali egli non potrebbe arrivare da sè solo, verità necessarie al suo progredire, verità che costituiscono dei principî fondamentali destinati ad illuminarlo nel suo cammino, e non già a guidarlo inconscio, e sorreggerlo. Queste verità gli si presentano quai segnali che indicano la meta: Sta a lui lo studiarli per dedurne le applicazioni.

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CARATTERI DELLA RIVELAZIONE SPIRITICA
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DI
ALLAN KARDEC
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