FENOMENI DI APPARIZIONE DI DEFUNTI

Si ha il fenomeno di apparizione di defunti quando, sia spontaneamente e sia con l'aiuto di un «medium» si manifestano ad una o più persone le sembianze di un morto.

 
Il fenomeno di «apparizione» non va confuso con quello di «materializzazione». Nel primo il fantasma, come dice Omero, è nebbia sottile o lieve sogno; mentre nel secondo le «forme sono umane - come dice Crookes - quanto quelle di una donna vivente». 


Già nel secolo decimosesto Bacone, il sommo filosofo, cui si deve il crollo del sistema fondato su l'autorità dei maestri, dichiarava che l'osservazione e l'esperienza non potevano applicarsi alle ricerche sui destini dell'anima, perchè riservate esse al dominio della fede religiosa. In via sperimentale dunque non sarebbe possibile la dimostrazione della sopravvivenza. Ma se la apparizione di un defunto è stata ripetutamente e debitamente controllata, per il criterio della testimonianza storica, può e deve essere ammessa e, quindi, anche sperimentalmente dimostrata.Questa è la teoria degli spiritisti e che il Flammarion così difendeva:«Da tutte le osservazioni, nel modo più chiaro, risulta che in noi esiste qualcosa che ci è ignoto, fin qui sistematicamente escluso da tutte le teorie scientifiche e che questo «qualcosa» sopravvive alla disgregazione del corpo terrestre, alla trasformazione delle nostre molecole materiali, le quali, d'altronde, dal punto di vista strettamente scientifico, nemmeno sono distruttibili. Poco importa il nome che si voglia dare: principio, anima, spirito.E sotto quale forma sopravvive tale ignota forza? A ciò tendono i nostri studi. Le manifestazioni (intenzionali o involontarie) dei «trapassati» provano che tale forza, a ciascun essere intrinseca, in certi casi, e, per un tempo anche lungo, può rimanere, con legami estremamente sottili, «attaccata» alla vita terrestre. Nulla però dimostra che questa sia la normale situazione dei «disincarnati». Il mutamento che si produce tra la vita umana e l'Oltretomba implica un nuovo adattamento dello stato psichico, difficilissimo ad essere da noi, incarnati, concepito.Queste deduzioni circa l'esistenza e l'azione delle anime - post mortem - sono per me tanto più sicure in quanto io ho impiegato lungo tempo per constatarle e verificarle, prima di adottarle. Dal 1861 al 1922 sono passati più di sessanta anni. Un imparziale studio di tale estensione offre, per se stesso, una garanzia che mi lascia grandi speranze sul suo valore scientifico. Sarebbe logico aspettarsi da coloro che negano le osservazioni un esame della medesima natura in senso contrario.Insistiamo: qui si tratta dei fatti osservati, e non delle spiegazioni da dare ad essi. E' una distinzione molto importante. Nulla sappiamo circa la natura reale dei fenomeni osservati. E' tutto un mondo da scoprire». 


Anche questi fenomeni, al pari di tutti gli altri causati dalla psiche umana, sono essenzialmente spontanei. Non si fabbricano su misura, nè si ottengono quando si desiderano, e quindi debbono ritenersi ammissibili.Ascoltiamo ancora la parola autorevole di Camillo Flammarion. «Dobbiamo ammettere che lo spirito del defunto abbia realmente preso, nelle apparizioni, una forma corporale? L'ipotesi non mi sembra necessaria. Durante i nostri sogni, crediamo di vedere persone che non sono - per niente - innanzi ai nostri occhi, che, di più, sono chiusi. Eppure le vediamo perfettamente bene come in piena luce, parliamo con loro, le ascoltiamo, abbiamo l'impressione di scene realmente vissute. Di sicuro non è la nostra retina, nè il nostro nervo ottico che le vegga, come non è il nostro orecchio che le oda. Sono in gioco le nostre cellule cerebrali.«Certe apparizioni possono essere subbiettive, interiori. In tal caso, l'essere che si manifesta agirebbe a distanza sopra l'essere che vede, e l'influenza sul cervello determinerebbe la visione interna, che sembra esteriore come nei sogni; pure essendo subbiettiva, la visione non è, chimerica, nè illusoria.Gli studi sperimentali recentemente fatti sui fenomeni di suggestione, d'ipnotismo, di sonnambulismo, ci mettono sulla via, se non della spiegazione, per lo meno, della razionale ammissione d'un certo numero di fatti. Certamente l'anima non viaggia prendendo realmente l'aspetto di una persona che indossi abiti preparati da un sarto, da una cucitrice, e davanti al soggetto che vede non c'è un essere che porti un soprabito più o meno ampio, una veste o un mantello, un bastone o un parapioggia ecc. Lo spirito, che deve apparire, agisce, indubbiamente, in maniera diretta su quello del percipiente e l'impressiona in tal modo che costui crede di vedere, sentire, toccare anche, una persona presentatasi sotto la nota, precisa forma.«Nello stesso modo con cui un pensiero, un ricordo può svegliare nel nostro spirito una immagine, che può essere evidentissima e piena di vitalità, anche un essere può agire sopra un altro facendo apparire in lui una immagine che per un istante gli darà l'illusione della realtà. Oggi si ottengono negli esperimenti di ipnotismo e di suggestione risultati i quali, benché gli studi siano all'inizio, emergono degni di molta attenzione, sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista fisiologico. Non è la retina che sia colpita da una effettiva realtà, sono gli strati ottici del cervello che subiscono l'eccitamento d'una forza psichica. E' l'essere mentale stesso, che è impressionato. In qual modo? L'ignoriamo!».


Ecco un altro problema sino ad oggi insoluto: quali sono le condizioni di vita dei trapassati. Gli annali spiritici, come abbiamo già avuto occasione di fare osservare, sono pieni di rivelazioni su questo punto; ma meritano esse la più piccola fede, infarcite come sono di banalità, di contraddizioni e di incoerenza? E, infine danno forse una risposta agli eterni quesiti dell'uomo: chi sono, donde vengo, dove vado?Diceva Primot:«Alle concordanti osservazioni d'Aksakof, di Myers, di Carlo du Prel, posso aggiungere le mie, personali. Nei numerosi esperimenti medianici da me fatti (più di 300) con "medium" di natura e di capacità diverse (uno di essi cadeva ogni volta in trance ed era un soggetto degno di particolare studio) non mi riuscì, mai, di ottenere, pur ripetendo sempre la domanda, risposte precise e coerenti circa le forme e le condizioni della vita nell'Aldilà. Quasi sempre erano informazioni insignificanti; spesso lo "spirito" rispondeva che era vietato agli abitanti dell'altro mondo di fare rivelazioni di tale natura, e, quando, per caso, degnavasi uscire dalla solita banalità, dettava sentenze o considerazioni più o meno filosofiche, qualche volta non prive di eloquenza, ne di valore letterario, ma mai eccedenti la misura di quanto il subcosciente d'uno spirito colto avrebbe potuto produrre o suggerire, e che non ci dicevano nulla di ciò che avremmo voluto apprendere sulla vita d'Oltre tomba. Devesi ammettere che questo è l'argomento sul quale uno spirito disincarnato dovrebbe fornire indicazioni interessanti, rivelatrici. E pare anche che questa dovrebbe essere la principale sua occupazione e che nulla dovrebbe costare ad uno spirito di dare a coloro che l'interroghino su tal punto, tanto importante, risposte precise, ed improntate a quel carattere di mistero, di originalità, di astrazione, per dire così, che logicamente si crederebbe dovere riscontrare in uno spirito, diventato estraneo alle nostre terrestri preoccupazioni, appartenente ad un mondo diversissimo dal nostro.«Che fa un viaggiatore di ritorno dalle regioni polari? Si trattiene, forse, a parlare, con i parenti e gli amici, delle piccole novità del giorno e delle banalità della vita corrente? Passando d'altra parte, in rassegna i motivi, che pare inspirino e determinano le apparizioni di fantasmi, si finisce col constatare che quasi sempre consistono in preoccupazioni, in «monoideismi» terreni, assorbenti completamente il «campo di coscienza», molto limitato, nei confini del quale si manifestano, come la suggestione ipnotica assorbe completamente il campo di coscienza, pure molto circoscritto, dell'ipnotizzato e lo rende estraneo ad ogni altra influenza che non sia quella dell'ipnotizzatore».«Accade lo stesso quando uno spirito disincarnato si manifesta attraverso un "medium". Il campo di coscienza da esso esteriorizzato nella manifestazione, deve essere, come quello del fantasma, limitatissimo, e non è costituito spesso che dai ricordi della vita terrestre. La vera personalità dello spirito, quella attinente al nuovo suo stato nella vita dell'Aldilà, sembra rimanga estranea. Ed è precisamente per questa ragione che mentre in Francia gli spiriti disincarnati insegnano, quando non siano lo stesso "medium" o gli assistenti che subcoscientemente ne assumino la funzione, la dottrina delle successive reincarnazioni, la condannano, al contrario, in America. Gli uni e gli altri sono sinceri, perchè ritrovano le dottrine, contrarie, nei loro ricordi terrestri; il reincarnazionista, per esempio, nei libri di A. Kardec e di altri spiritisti francesi, letti durante la vita, o nei circoli in vita frequentati; l'antireincarnazionista nelle opere o nei circoli spiritistici americani, ove la tesi delle reincarnazioni è generalmente condannata.«Dalle diverse constatazioni deriva la conclusione che ciò che della personalità del defunto a noi si mostra e ci si comunica nelle sedute medianiche non è - in generale - che un riflesso della coscienza totale; uno di quegli stati di coscienza passeggeri e frammentari che lo studio dell'ipnosi ci ha permesso di conoscere e dì definire e che sono alimentati da ricordi terrestri: una specie di sogno oscuro dello spirito disincarnato».


Ernesto Bozzano, il massimo esegeta della dottrina spiritica, adduce a prova della sopravvivenza le seguenti ragioni:

1) Esistenza latente nella subcoscienza umana di facoltà supernormali, emancipate dai vincoli dello spazio e del tempo e indipendenti dalla legge di evoluzione biologica. Tali facoltà emergeranno e si eserciteranno in ambiente spirituale, dopo la crisi della morte;

2) Esistenza dei fenomeni di «bilocazione», i quali presentano la identica caratteristica segnalata per le facoltà supernormali;

3) Esistenza di numerosi casi di «apparizioni di defunti al letto di morte»;

4) Esistenza di fenomeni di «premonizioni di morte accidentale»;

5) Esistenza delle «corrispondenze incrociate», ideate dagli stessi defunti ansiosi di pervenire, in qualche modo, a dissipare le perplessità dei viventi intorno alla realtà della loro presenza spirituale sul posto.

6) Esistenza di numerosi casi di «apparizioni di defunti dopo breve o lungo intervallo dalla loro morte», fenomeno che, a sua volta, non ha nulla di comune con i casi di identificazione spiritica fondati sui i ragguagli personali forniti dai defunti comunicanti, ma che vale ugualmente a identificarli;

7) Esistenza di casi in cui il defunto rivela incidenti che non gli sono personali, nel vero senso del termine, in quanto lo riguardano bensì, ma si sono realizzati dopo la sua morte, e sono ignorati da tutti i viventi, per cui non potrebbero spiegarsi nè con la telepatia, nè con la telestesia, nè con la psicometria;

8) Esistenza di numerosi casi in cui i defunti pervennero a materializzarsi in guisa perfetta, tornando ad essere i personaggi viventi di prima, e continuando a materializzarsi per anni, sottoponendosi a tutte le misure di controllo richieste dai metodi di indagini scientifiche.

Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 147-150.