FENOMENI LUMINOSI

Questo fenomeno consiste nell'apparizione di luci, di punti luminosi e di fiammelle durante la seduta medianica.


«Rarissimo, ma significantissimo fenomeno- come dice il Morselli, - è pure quello della comparsa di aureole luminose sul capo del «medium». Si sono osservate nel «medium» Maria Jones e in M. Taylor».

Le luci fluidiche che si manifestano durante una seduta medianica sono così descritte dallo stesso Morselli:


«Le "luci fluidiche", benissimo visibili, partirono tutte e due dal disopra del «medium», un po' più verso destra, e percorsero in aria un certo tratto, lentamente, in linea curva e sinuosa; il fenomeno durò almeno tre secondi ogni volta. L'una comparve più sicura alla testa del "medium", l'altra più verso il pianoforte, ma non erano in posizione d'esser provocate artifiziosamente da Eusapia, giacché non v'era possibilità che essa giungesse ad allungar le mani fino al punto cui la seconda arrivò. E poi non erano affatto simili a luccicori di fosforo. Erano fiammelle circoscritte, di colore giallognolo, vivacissime, ma non illuminavano, ossia non irradiavano luce: luminose per sé, senza effetto su gli strati aerei circostanti; grosse un po' più di quanto ci appaia al buio una lucciola, con cui mi sembrò avessero la massima analogia, il loro percorso però era più lento di quello dell'insetto, e lo splendore assai più vivo. Nessuna luce naturale e artificiale fin qui da me veduta presenta uguali caratteri e, questo è asserito da tutti i percipienti».


I fenomeni luminosi sono assai frequenti: quasi tutti i «medium» li hanno prodotti. Ma quali le cause? Secondo il Maxwell «l'influsso nervoso degli assistenti creerebbe un campo di forze attorno agli sperimentatori e, più specialmente al "medium"; ognuno di essi si comporterebbe come elemento dinamogenico ed entrerebbe, per una parte variabile, nella produzione dell'energia liberata. Questa energia agirebbe al di là dei limiti apparenti del corpo, in certe condizioni analoghe a quelle che regolano la sua azione intracorporea, vale a dire ch'essa rimarrebbe, in certa misura, in connessione con i centri nervosi superiori o inferiori, coscienti o incoscienti. Si comprenderebbe, in tal caso, come essa parrebbe dipendere in certa misura, dalla volontà degli assistenti e del «medium»; si spiegherebbe, del pari, perchè sembrerebbe manifestare una volontà indipendente quando la sua produzione era dovuta all'attività dei centri nervosi la cui azione è straordinariamente incosciente. In questa ipotesi, nessuno dei presenti riconoscerebbe traccia alcuna della sua personalità normale nell'evoluzione dei fenomeni: ciò che generalmente avviene.

Qualche volta, tuttavia, il «medium» o uno degli assistenti ha la coscienza più o meno precisa di un fenomeno che sta per accadere. Eusapia, ad esempio, li annuncia, spesso, in precedenza.

L'energia nervosa impiegata a realizzarlo sarebbe allora in relazione con i centri nervosi conscienti del solo «medium»; essa apparirebbe agli assistenti sottomessa a una volontà personale estranea. Lo stesso «medium» la attribuisce all'azione di una personalità spiritica avendone i caratteri secondari. Tale mi è parsa la genesi della personificazione nella maggior parte dei casi osservati da me.

Non mi nascondo però quanto sia difficile ammettere una tale ipotesi. Non siamo, è vero, preparati a considerare la forza psichica come identica, almeno nella sua essenza, con quella che circola nei nostri nervi: del pari non siamo meglio preparati a credere che questa forza possa servire di veicolo ad una parte della nostra coscienza personale o subliminale, o a credere che essa sia in grado di conservare almeno qualche legame con i nostri centri psichici, quando agisce al di là dei limiti del corpo. Nella maggior parte dei casi le cose sembrano comportarsi in questo modo.

Tali cognizioni sono sufficienti per far comprendere il meccanismo possibile dei raps e dei fenomeni telecinetici. Non è però necessario supporre che la forza nervosa agisca aldilà dei limiti del corpo, se ammettiamo che gli esperimentatori arrivino a creare attorno a loro una specie di campo analogo a quello magnetico. La forza nervosa raggiungerebbe un maximum di potenziale negli esperimentatori e nel «medium»; gli oggetti collocati nel campo avrebbero un potenziale differente; secondo le condizioni si avrebbero dei fenomeni di attrazione e di repulsione.

Le luci e le forme sollevano dei problemi ancora più ardui. Una delle spiegazioni delle quali esse sarebbero suscettibili è la seguente: particelle di una sostanza, tenuissima, l'etere per esempio, o un'altra materia rarefattissima, sarebbe in condizione di subire l'influenza della forza nervosa. Esse si caricherebbero e si disperderebbero seguendo le linee della forza.

Queste linee sarebbero determinate dall'azione dei centri nervosi e presenterebbero delle forme in relazione con questi centri; esse avrebbero una certa plasticità, se così posso esprimermi, e questa plasticità, sarebbe in relazione con i centri, la cui attività fisiologica sarebbe preponderante. Se questa connessione esiste con i centri superiori ideogeni, si avrebbero forme intelligibili e definite; figure di uomini, di animali, di oggetti; se la connessione si stabilisce in prevalenza con i centri inferiori si avranno forme indefinite.

La loro luminosità dipenderebbe dallo stato di condensazione di questa materia rarefatta di cui è formata.

Quelle che hanno minor condensazione saranno più luminose; può anche accadere che la forma più condensata sia circondata da un'atmosfera luminosa meno condensata.

Si spiegherebbero così l'indipendenza relativa della forma e della fosforescenza delle immagini».


Gli organismi viventi, specialmente quelli appartenenti ai gradini più bassi della scala zoologica, presentano spesso il fenomeno di biofotogenesi fisiologica ed il relativo processo biochimico è oggi conosciuto. Può dirsi altrettanto delle lui metapsichiche? Il dr. G. Geley che studiò a fondo questo problema conclude per la identità di quest'ultimo con quello metapsichico. Ecco le sue conclusioni.

«Le luci organiche normali e le luci ectoplasmiche sono rigorosamente comparabili. Hanno la stessa apparenza: sono delle fosforescenze generalmente bleu-verdastre, di potere rischiarante ristretto. Hanno la stessa origine biologica. Hanno le stesse proprietà: si tratta di una "luce fredda", non emettendo nè radiazioni colorate nè chimiche. Ambedue sono quasi inattiniche. Tuttavia, coincidenza rimarchevole, ambedue hanno un potere di penetrazione considerevole attraverso i corpi opachi... lastre fotografiche vengono impressionate attraverso il cartone, il legno ed il metallo. Ambedue sembrano legate ad una secrezione speciale e probabilmente l'analisi della secrezione ectoplasmica rivelerà la presenza degli elementi costituenti la bioluminescenza normale: la luciferina e la luciferasi scoperte dal Dott. Dubois».


Nella Bibbia si legge che il volto di Mosè, dopo i colloqui con Dio, appariva luminoso: S. Francesco d'Assisi, S. Ignazio, S. Carlo Borromeo, S. Filippo Neri e moltissimi altri, durante la vita terrena, erano spesso circonfusi di luminosità.


Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 186-188.