FENOMENI DI INFESTAZIONE

Per infestazione s'intende il fenomeno metapsichico che si manifesta, in varie riprese e in un determinato luogo, dando origine ad apparizioni di fantasmi, a rumori e a movimenti di oggetti. 
 
Si dividono in oggettivi e soggettivi, i quali, a loro volta, - come dice il Bozzano - spesso hanno i caratteri degli uni frammisti a quelli degli altri e non è quindi agevole discriminarli. Si chiamano allora misti. 
Si dicono soggettivi i fenomeni di infestazione quando danno luogo ad apparizioni di fantasmi, con caratteri specifici ben determinati e senza movimento di oggetti. Oggettivi quando si limitano a movimenti di oggetti e a rumori. 
 
I fenomeni sia oggettivi che soggetivi e quelli misti sembrano condizionati a determinati luoghi. Dice in proposito il Richet: «Vi è in questa condizione un fatto essenziale che ci deve far riflettere. Se le infestazioni sono vere, se si localizzano sempre nello stesso vecchio castello, nella stessa camera di una casa, possiamo quasi concludere che vi sia una qualche emanazione, insita nelle cose collocate in questa camera o in questo castello. Sarebbe, difatti, assurdo credere che gli spiriti siano incatenati da legami materiali terreni al luogo dove appaiono. Se si manifestano nella camera bleu di una casa, gli è perchè esiste, in essa camera bleu, qualche cosa che ve li ritiene o che gli permette di manifestarsi. Bozzano spiega questi fatti con l'ipotesi psicometrica, io la chiamerei piuttosto pragmatica». 
 
In ogni luogo e in ogni epoca ebbero luogo i fenomeni di infestazione: si può dire che siano essi i meglio accertati in metapsichica. 
Plinio il giovane, nella lettera settima, narra con grande efficacia, un caso di infestazione che allora doveva essere notissimo in Atene, e che ci piace ora di riportare. 
«Vi era in Atene una casa spaziosa e comoda, ma infamata e maledetta. Durante il silenzio della notte si udiva un suono metallico; e, rimanendo in ascolto, un rumore di catene risuonava subito da lontano, poi vicino; infine appariva uno spettro: era un vecchio sfinito, macilento, dalla lunga barba e dai capelli arruffati: portava ceppi ai piedi e catene ai polsi che scuoteva. I vicini passavano notti insonni e agitatissime per la paura; per questo cadevano ammalati e, crescendo il terrore, sopravveniva la morte. Anche durante il giorno, sebbene la visione del fantasma fosse scomparsa, i loro occhi ne rimanevano ossessionati, e vi persisteva, accrescendo il loro spavento. Così la casa fu abbandonata in dominio completo ed assoluto dello spettro. Tuttavia si cercava sempre un locatore o un acquirente nella speranza che ignorasse la triste fama di cui era circondata. 
Il filosofo Antenore venne in Atene, lesse il cartello, e, edotto del prezzo di cessione, (la cui modicità lo mise in sospetto), s'informa, ne conosce la causa, ma, ciò nonostante o, piuttosto, proprio per questo, la prende in affitto. Scesa la notte si fa portare le tavolette da scrivere, lo stile, la lucerna, manda la servitù nella parte opposta; sì siede al tavolo ed incomincia a scrivere. Dopo poco arriva il fantasma, che gli indica col dito di seguirlo. Antenore, a sua volta, con la mano gli fa cenno di attendere un poco e si rimette a scrivere. Frattanto il rumore delle catene si fa più intenso. Allora Antenore alza il viso, prende la lucerna e lo segue. Camminava il fantasma lentamente, quasi oppresso dalle catene, finché giunsero in un luogo deserto. Qui il fantasma scomparve. Antenore vi pose un segno e, il giorno seguente, denunciato il fatto ai magistrati, questi fecero scavare il terreno ove fu trovato uno scheletro, cui fu data pubblica ed onorata sepoltura. 
Da quel giorno cessò l'infestazione della casa. 
L'unanimità presso tutti i popoli su la esistenza è dunque una riprova della sua realtà oggettiva. E' questo un criterio, se non assoluto, almeno relativo della verità. Quindi se su cento casi ve ne sono solo dieci dubbi, o, anche viceversa, possiamo concludere che questi non eliminano i primi. 
 
Ernesto Bozzano che li studiò con grande perizia così ne parla. 
«I fenomeni auditivi consistono in rumori senza causa apparente, in colpi di varia intensità, sino al fracasso di bicchieri, alla rottura di stoviglie, alla caduta di mobili, all'apertura e chiusura violenta di porte e finestre, al rotolamento di oggetti pesanti e al rumore di sedie. Si odono spesso passi di uomo, cadenzati, lungo i corridoi e per le scale; grida lamentevoli, sospiri, singhiozzi, salmodiare liturgico, canti vari e melodie musicali. 
E' probabile che tali fenomeni, sebbene frammisti a quelli oggettivi, siano soprattutto soggettivi. Ciò nonostante, talvolta, vengono uditi da più persone. In molti casi autentici, questi rumori sono anche francamente obbiettivi. Spesso si accompagnano a manifestazioni luminose e ad apparizioni di fantasmi. Le prime consistono in bagliori che illuminano i fantasmi o in luci di forma indecisa. In casi rarissimi lo spettro tiene in mano una torcia o un lume. Umano è l'aspetto del fantasma, vestito degli abiti che indossava all'epoca della sua vita terrena. Spesso sembrano esseri viventi, spesso sono trasparenti come ombre; generalmente sembrano entrare da una porta, proseguire il loro cammino sino ad un'altra camera dove scompaiono. Sovente appaiono all'improvviso e si dissolvono in vapori, passano attraverso i muri e le porte chiuse. Talora camminano, o rimangono sospesi in aria. In molti casi il periodo di infestazione dura alcuni anni, qualche mese e, anche qualche giorno. Ma spesso continua per una lunga serie di anni, con lunghe interruzioni. 
L'arrivo degli spettri è preceduto quasi sempre da un vago senso di orrore: la sensazione di una presenza coincide con un vento gelato; essi si mostrano indifferenti alle persone che li guardano. Talvolta accudiscono a qualche lavoro domestico; talora si abbandonano a gesti disperati. Si notano grandi differenze nel loro portamento». 
 
Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 122-123.