FENOMENI DI LEVITAZIONE

Il fenomeno di levitazione, (dal latino laevis, leggero), indica il sollevamento in aria di corpi pesanti in deroga alla legge di gravità. 
Questa legge, scoperta da Newton nel 1666, da lui chiamata Legge di gravità universale, per la quale i corpi esercitano gli uni su gli altri una forza di attrazione in ragione diretta al prodotto delle loro masse e inversa al quadrato delle loro distanze, dando così luogo al mirabile equilibrio dell'Universo è in netto contrasto con il fenomeno di levitazione: di qui la legittima avversione della scienza ufficiale. 
 
Certo, dal punto di vista scientifico, la legge universale della gravità non può essere sfiorata nemmeno dal dubbio; certo, il fenomeno di levitazione esiste perchè abbiamo una testimonianza storica, abbastanza recente, di primo ordine, quella di William Crookes: «Io non dico che è possibile, io dico che è» e di tanti altri celebri metapsichicisti, che non partono da aprioristici principi (seguendo i quali si avrebbe l'immobilismo del sapere umano e si tornerebbe al principio dell'autorità dei Maestri), ma da esperimenti dotti e competenti, come quelli fatti su la medianità di Home; ed allora è possibile una via di conciliazione fra le due esigenze? Noi lo affermiamo. La «forza» medianica che solleva un tavolo, un corpo umano che s'innalza dalla terra non contradice alla legge di gravità se non in apparenza. E' necessario: 
1. - Stabilire se il fenomeno è realmente avvenuto; 
2. - Ricercarne le cause. 
Se il fenomeno di levitazione esiste e la legge di gravità è inattaccabile, la causa va ricercata unicamente nella «forza» a noi sconosciuta e quindi l'inconciliabilità è fuori di causa. 

 

Come nei fenomeni di materializzazione, anche in quelli di levitazione William Crookes lasciò un'impronta strettamente personale e di grandissimo valore scientifico. Questa volta si servì della medianità di Daniele D. Home, nato nel 1833 e morto nell'anno 1886. 
Ma una categoria di irriducibili oppositori, per demolire i suoi risultati sperimentali, lo definì ironicamente «Specialista fra gli specialisti». La modestia ben nota del già celebre fisico non resse, questa volta, al gratuito insulto e ribattè i loro argomenti con dati di fatto comprovanti la sua preparazione scientifica e la sua forma mentis.
«E' nuovo per me - così il Crookes - l'apprendere di aver fissata la mia attenzione su di un solo soggetto... Di che soggetto si tratta? La chimica generale, di cui seguo i progressi fin dal 1895 nel Chemical News? O forse il tallio, di cui il pubblico ha sentito parlare fin che ha voluto? O l'analisi chimica, di cui ho scritto recentemente nei miei «Metodi scelti», frutto di dodici anni di lavoro? O la disinfezione, la profilassi e la cura della peste bovina, intorno alla quale ho pubblicato un rapporto che ha reso popolare l'uso dell'acido carbonico? O la fotografia, intorno a cui ho scritto tanti articoli di teoria o di pratica? O la metallurgia, per quel che riguarda l'oro e l'argento, nella quale la mia scoperta sul valore del sodio nel processo di amalgama è ora largamente sfruttata in Australia, in California e nell'America del Sud? O forse l'ottica, di cui posso ricordare soltanto, per ragioni di spazio, alcuni articoli e memorie sulla polarizzazione della luce, pubblicati quando non avevo ancora ventun anni; o lo spettroscopio che descrissi in particolare, applicandolo a varie mie esperienze, quando ero ancora quasi sconosciuto in Inghilterra; o lo spettro solare e terrestre; i fenomeni ottici dell'opale; il microscopio-spettroscopio da me costruito; la misurazione della intensità della luce; il mio fotometro di polarizzazione? O forse è la meteorologia e la astronomia, poiché sono stato un anno all'osservatorio Radcliffe di Oxford, dove, nei ritagli di tempo lasciatimi dalla mia principale occupazione di riordinare il gabinetto meteorologico, coltivavo Omero e le matematiche, a Magdalen Hall; cercavo di individuare i pianeti e il loro passaggio assieme al signor Pogson, ora direttore dell'osservatorio di Madras; facevo fotografie celesti col magnifico eliometro dell'osservatorio? Le mie fotografie della luna prese nel 1885 dall'osservatorio del signor Hartnup, a Liverpool, furono per anni considerate le migliori, e mi valsero l'onore di un assegno da parte della Società Reale perchè continuassi a fare lavori di tal natura. Questi fatti, il mio viaggio dell'anno passato ad Orano, come membro della spedizione governativa per l'ecclissi, e l'invito ricevuto recentemente di recarmi a Ceylon allo stesso scopo, starebbero quasi a dimostrare che l'astronomia è la mia specialità. Davvero che ben pochi scienziati possono essere accusati più a torto di essere degli «specialisti fra gli specialisti».

Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 104-105.