FENOMENI RADIESTESICI

Dicesi radiestesia la scienza che mediante la captazione delle irradiazioni che ogni corpo od ogni sostanza emette, ci consente di scoprire corpi o sostanze nascosti, di conoscere la ubicazione, l'entità, la natura, la specie e qualità, e l'influenza che esercitano gli uni sugli altri». (Zampa)
La radiestesia è detta anche rabdomanzia (dal greco: verga e divinazione) che anticamente aveva il significato di «divinazione a mezzo di bacchetta» e, come tale, proibitissima dalle autorità ecclesiastiche e dalle leggi civili. Coloro che si dedicavano a tale attività erano condannati al rogo, perchè ritenuta influenzata dal demonio. Tuttavia nel 1639 l'abate L. De Vallemont, dava alla luce un suo libro: La physique occulte, ou Traitè de la baguette divinatoire, nel quale, rifiutando questa comoda ipotesi, attribuì il fenomeno a cause prettamente naturali.
Nella letteratura cinese e giapponese abbiamo le prove che questi due popoli studiavano accuratamente il sottosuolo del terreno dove avevano divisato di costruire la loro casa e, questa costruita, non minore impegno ponevano nello stabilire l'ubicazione della camera da letto, ciò che sta a dimostrare che conoscevano l'esistenza delle irradiazioni nocive del sottosuolo. In proposito il R.P. Bordoux, riferisce che il signor Louis Merle di Capdenac constatò che i 150 dolmens da lui studiati, siti nella località di Karnac nel Morbihan, tutti si trovano nella stessa ubicazione rispetto alle falde sotteranee acquifere e metallifere, il che dimostra evidentemente che i loro costruttori conoscessero il modo di rilevare l'andamento delle acque sotterranee ed evitare così i campi o zone d'influenza.
E' noto che l'acqua vergine di Roma fu trovata da Agrippa nell'Agro Luculliano, per mezzo di una fanciulla rabdomante, di qui il suo nome; come pure per mezzo di un rabdomante il console Paolo Emilio, detto il Macedone, scoprì, alle falde del monte Olimpo, l'acqua per dissetare il suo esercito, e Pompeo Magno nel campo, abbandonato da Mitridate, appunto per la sua aridità.
 
I soggetti radiestesici si servono tutt'ora, per individuare le radiazioni che emanano dal corpo umano e dalla materia, della bacchetta o del pendolo. Questo non è altro che un oggetto di legno, di forma conoidale e sospeso ad un filo di canape o di cotone. Esso fu ideato dall'abate Mermet, che lo presentò, nel 1913, al congresso radiestesico di Parigi.
 
Ma i movimenti del pendolo o della bacchetta sono determinati unicamente dalle contrazioni muscolari incoscienti dei soggetti, dice il Richet, ed il fenomeno è della stessa natura della scrittura automatica, della conversazione ottenuta con la "planchette". I movimenti muscolari incoscienti rivelano quindi le vibrazioni che emanano dalle cose dopo aver influenzato l'intelligenza incosciente del rabdomante. Se così non fosse sia il pendolo che la bacchetta sarebbero sufficienti, convenientemente adattati ad un apparecchio fisico, a rivelare le sorgenti dell'acqua, del petrolio o dei giacimenti dei metalli. Ma le radiazioni di questi non esercitano azione alcuna sul pendolo se il rabdomante è lontano; logicamente si deve quindi dedurre che l'influenza della personalità umana è necessaria e preponderante.
 
Al pari della «forza psichica», anche la natura della «forza rabdica» ci è completamente ignota, sebbene non sia possibile di metterla in dubbio; anzi possiamo indicarne alcune leggi.
Innanzi tutto è stato accertato:
a) Che essa, come l'elettricità ed il calore, non si propaga attraverso i cattivi conduttori, quali i guanti di seta o di lana e le scarpe di gomma;
b) Che essa si propaga attraverso il corpo umano dal terreno al pendolo;
c) Che non solo il pendolo riesce, come per il passato, ad individuare le falde idriche, ma anche i giacimenti dei metalli;
d) Che nel sensitivo si manifestano sensazioni diverse secondo la natura del metallo.
 
Se ignoriamo la natura della «forza rabdica» possiamo, tranquillamente, però, affermare che la «bacchetta divinatoria è uno strumento capace di fare affiorare la «cripstestesia pragmatica»: e che essa ci riporta nel dominio della metapsichica.


Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 225-226.