FENOMENI DI SCRITTURA AUTOMATICA

«Scrittura impulsiva tracciata da un «medium» e di origine subcosciente di questi».
Il «medium» durante il fenomeno, acquista la personalità di sedicenti Entità spiritiche defunte e delle quali riproduce esattamente la scrittura di quando erano in vita.
 
Il Dr. Richet, nel suo Trattato di Metapsichica Moderna, riporta le firme autentiche del defunto sindaco di Chaumontet e del curato Buernier e che raffronta con quelle vergate dalla «medium» Elena Smith durante la «trance». Come il lettore potrà constatare le firme della Smith sono una riproduzione fedelissima di quelle del sindaco di Chaumontet e del curato Buernier.
 
Come la scrittura diretta anche la scrittura automatica si può dividere in: a) provocata, se contiene la risposta ad una domanda rivolta dai presenti; b) spontanea quando il «medium» è indotto a scrivere non in seduta medianica.
 
La forma della scrittura automatica, al pari di quella diretta, è spesso grande (macrografia), e distanziata, con circoli, spirali ecc. Può essere anche rovesciata (scrittura a specchio), e, in alcuni casi, in luogo di scrivere delle parole, il «medium» traccia automaticamente dei disegni.
 
Alla base del fenomeno della scrittura automatica è la impersonazione, vale a dire la presa di possesso del corpo del « medium », in istato di «trance» da parte di presunte entità spiritiche. Ecco come lo descrive bene il Richet:
«Una donna prende una matita, e senza che ella voglia, senza nulla comprendere, senza nulla sapere, con una rapidità febbrile scrive pagine su pagine; la sua scrittura è diversa da quella sua normale: durante dieci minuti, mezz'ora, talvolta per un tempo ancora maggiore, ella scrive, scrive ancora. Le frasi si succedono senza fine. Quando un foglio di carta è riempito di scrittura, subito un altro viene a lei sottoposto per essere ancora, dopo un po', ricoperto di segni. E tuttavia la persona che scrive è completamente ignara di quanto succede; ella, può, nel frattempo, continuare la conversazione agevolmente, correttamente con le persone presenti. Il fatto avviene come se la sua personalità dispaia per essere sostituita da un'altra che le impresta la mano per scrivere.
Ed allora è in buona fede quando ella dice: Non sono io! E in buona fede sono pure gli assistenti che affermano: Non è ella! E se la scrittura per alcuni giorni si addimostra coerente come mano di scrittura, come stile, come idee, - ed ella, generalmente, è coerente in modo assoluto - tanto da poterla attribuire ad un defunto evocato, gli esperimentatori non dubiteranno che questi sia intervenuto, che abbia scritto e che ha fatto conoscere la sua volontà.
In realtà, invece, non si può ammettere che quando io dico ad Alice: Voi siete un vecchio generale e che ella parla come un vecchio generale, una nuova personalità subentri in essa. Può essere che della personalità anteriore, normale resti solo una coscienza precisa o vaga; ma, in nessun caso, può ammettersi la realtà d'una personalità estranea».

Fonte: Sherpes, William - SPIRITISMO ANTICO E MODERNO pagg. 310-311.