I REAMI INFERIORI

Nel mondo dello spirito c'’è una sfera molto bella e luminosa alla quale è stato dato il nome molto pittoresco e appropriato di "Terra dell'’Estate"”.

 

Le regioni oscure potrebbero essere denominate "Terra dell'’Inverno"”, ma non sarebbe del tutto appropriato poiché l'’inverno terreno possiede una bellezza tutta sua, mentre in questi reami non c'’è altro che abominio.

 

Fino ad ora vi ho fatto soltanto un accenno sui reami oscuri portandovi appena oltre la soglia, ma in compagnia di Edwin e Ruth ho visitato in profondità queste regioni.

 

Non è un soggetto piacevole, ma devo raccontarvi la verità, certamente non con l’'intenzione di spaventarvi - –questo non è il metodo né l'’obiettivo del mondo spirituale - ma per dimostrarvi che questi posti esistono solo in virtù di una legge inesorabile, la legge di causa ed effetto, il raccolto spirituale che segue la semina terrena, per dimostrarvi che sfuggire alla giustizia morale terrena serve solo a trovare una giustizia inesorabile e dura nel mondo dello spirito.

 

Procedendo lentamente dal nostro reame verso queste terre oscure, la campagna si deteriora progressivamente: i fiori diventano sempre più radi e appassiti, dando l'’idea che stiano combattendo per sopravvivere; l'’erba è sempre più secca e giallastra fino a quando scompare insieme agli ultimi fiori malaticci per lasciare il posto a rocce aride e desolate. La luce diminuisce progressivamente fino a ritrovarsi in una terra grigia che lascia presto il posto all'’oscurità - un'’oscurità profonda, nera, impenetrabile, ma solo a coloro che sono spiritualmente ciechi. I visitatori che provengono da reami superiori possono vedere in questa oscurità senza essere visti dagli abitanti, a meno che non vogliano dare segno della loro presenza.

 

Le nostre visite ci hanno condotto a quelli che sono i piani più bassi dell'’umana esistenza.

 

Cominciammo la nostra discesa passando attraverso una cortina di nebbia appena il terreno divenne duro e arido; la luce diminuì rapidamente, le abitazioni erano sempre meno numerose e non si vedeva più un'’anima nei dintorni. Davanti a noi si stendevano grandi tratti di rocce dure come il granito, fredde e pericolose e la "strada”" che seguivamo era ripida e accidentata. A questo punto l'’oscurità era era completa, ma noi eravamo in grado di vedere perfettamente i dintorni: la capacità di vedere al buio è un'’esperienza piuttosto strana, e quando la si prova per la prima volta tutto sembra irreale, ma, per la verità, è molto reale.

 

Mentre scendevamo lungo una fessura fra le rocce, potevo vedere e percepire la melma nauseabonda che le ricopriva interamente, di colore verde sporco e di odore infernale. Ovviamente non c'’era alcun pericolo che potessimo cadere, questo è impossibile per qualunque abitante di questi reami.

 

Dopo che fummo scesi per ciò che sembrava una grande distanza - direi almeno un miglio terreno - ci ritrovammo in un cratere gigantesco di molte miglia in circonferenza le cui pareti minacciose e pericolose torreggiavano sopra di noi.

 

Nell'’intera area erano dispersi grossi blocchi di rocce, come se qualche terremoto o cataclisma le avesse staccate dal bordo superiore del cratere lanciandole in profondità, sparpagliandole in ogni direzione e formando caverne e tunnels.

 

Eravamo ben al di sopra di questo mare di rocce e osservavamo la nuvola di vapore grigio e velenoso che nasceva dal fondo del cratere, come se ci fosse un vulcano sul punto di eruttare. Se non fossimo stati ampiamente protetti avremmo percepito questi fumi soffocanti e mortali: non ci procurarono alcun fastidio, anche se potevamo percepire con i nostri sensi intuitivi il grado di malignità dell'’intera zona. Attraverso questi miasmi potevamo vedere fiocamente alcuni esseri con sembianze umane strisciare come bestie ripugnanti sulla superficie delle rocce. Io e Ruth non potevamo credere che ERANO umani, ma Edwin ci assicurò che erano vissuti sulla terra come uomini, che avevano mangiato, dormito e respirato l'’aria terrena mischiandosi con altri uomini. Ma avevano vissuto una vita ripugnante, e alla loro morte, erano giunti alla loro vera dimora spirituale.

 

Di tanto in tanto i vapori ce li nascondevano alla vista, scendemmo così fino alla sommità delle rocce.

 

Poiché avevo espresso ad Edwin il desiderio di affiancarlo nel suo lavoro e sapendo di essere in grado di sopportare qualunque visione ripugnante, ci avvicinammo a una di queste orribili creature. Ruth ci accompagnava e non c'’è bisogno di dire che non le sarebbe mai stato permesso se non fosse stata in pieno possesso di forza e padronanza di sé: non solo mi meravigliai della sua compostezza, ma fui profondamente grato di averla al mio fianco.

 

Ci avvicinammo ad una di queste forme subumane che giaceva sdraiata sulle rocce: indossava solo sudici stracci appiccicati in modo assurdo che lasciavano intravedere ampie parti di carni senza vita. La pelle che copriva gli arti era così sottile che ci si sarebbe aspettati di vedere sporgere tratti di osso nudo. Le mani avevano la forma di artigli di uccelli predatori, con le unghie così cresciute da essere diventate simili a tenaglie. Il viso di questo mostro era a malapena umano da tanto era malformato e distorto: gli occhi erano piccoli e penetranti, ma la bocca era enorme e repellente, con grosse labbra sporgenti su una mascella protrundente che a malapena nascondeva denti a forma di zanne.

 

Guardammo a lungo e intensamente questo relitto umano, e mi domandai quali misfatti terreni lo avessero ridotto in questo orribile stato di degenerazione.

 

Edwin, che aveva esperienza di queste visioni, ci disse che con il tempo avremmo imparato a capire dalle facce e dalle forme di queste creature cosa li aveva ridotti nello stato attuale. Non ci sarebbe stato bisogno di chiedere niente, poiché gli esperti potevano leggere almeno alcune parti della vita di questi disgraziati: la loro apparenza li avrebbe guidati anche a capire se avessero bisogno di aiuto o se fossero ancora soddisfatti di rimanere nel loro abisso.

 

L'’individuo davanti a noi, disse Edwin, ci avrebbe suscitato ben poca simpatia poiché era ancora bloccato nella sua iniquità e non dimostrava il più piccolo segno di rimorso per la sua sciagurata vita terrena. Era meravigliato della sua perdita di energia fisica e continuava a chiedersi cosa gli era successo. La sua faccia dimostrava che, se ne avesse avuto l'’opportunità, avrebbe continuato volentieri le sue pratiche con ogni briciolo di energia rimastagli. Che fosse da diverse centinaia di anni nel mondo degli spiriti lo si poteva capire dai residui dei sudici stracci rimastigli addosso, tipici dell'’antichità: aveva passato la maggior parte della sua vita terrena a infliggere torture fisiche e mentali a chiunque avesse la sfortuna di finire fra le sue mani infernali. Ogni crimine commesso agli altri alla fine si è ritorto contro di lui: aveva davanti agli occhi da centinaia di anni la memoria indelebile di ogni atto malvagio compiuto ai suoi compagni.

 

Quando era sulla terra aveva agito con la falsa pretesa di amministrare la giustizia: in realtà la sua giustizia era solo un travestimento, e ora vedeva esattamente cosa è la VERA giustizia; non solo la sua perfida vita era continuamente dinanzi ai suoi occhi, ma anche il dolore delle sue innumerevoli vittime, creato dalla stessa memoria che è registrata in modo infallibile e permanente dalla mente subconscia. Non può mai dimenticare, deve ricordare sempre, e la sua condizione è aggravata dalla rabbia di sentirsi un animale in trappola.

 

Eravamo un piccolo gruppo di 3 persone, ma non potevamo sentire un briciolo di simpatia per questo mostro disumano, non ne suscitò alcuna: stava ricevendo i suoi meriti, niente di più, niente di meno. LUI si era giudicato e condannato, e ora soffriva la punizione che LUI solamente e interamente si era inflitto. Non esiste un Dio vendicativo che infligge punizioni appropriate ai peccatori: il peccatore era lì, ma era la manifestazione visibile della legge inalterabile di causa ed effetto; la causa era la sua vita terrena, l’'effetto era la sua vita spirituale.

 

Se avessimo potuto scorgere solo una piccola scintilla di luce –è - una luce reale quella che vediamo - che è il segnale infallibile di un risveglio spirituale, avremmo potuto fare qualcosa per quest'’anima. In questa situazione non potevamo fare niente se non sperare che un giorno questo orribile essere chieda aiuto sinceramente e seriamente: la sua invocazione sarebbe stata accolta - –infallibilmente.

 

Ci girammo, ed Edwin ci condusse in basso, più o meno al livello del terreno, attraverso un'’apertura delle rocce. Notammo subito che questa parte del cratere era densamente popolata - se si può usare il termine "popolo"” per coloro che vedemmo qua. Gli abitanti erano occupati in varie attività: alcuni erano seduti su piccoli massi e sembravano cospirare insieme, impossibile dire a quali progetti diabolici. Altri erano riuniti in piccoli gruppi che infliggevano torture indicibili al più debole che, in qualche modo, era caduto in disgrazia dei suoi tormentatori. Gli urli e gli strilli erano insopportabili da ascoltare, così chiudemmo le nostre orecchie alle grida in modo fermo ed efficace. I loro arti erano distorti e malformati in modo indescrivibile, e in alcuni casi le loro facce e le loro teste erano regrediti a una pura farsa di sembianze umane. Altri ancora giacevano esausti sul terreno per avere subito torture o per averle inflitte, in attesa di recuperare le energie per ricominciare le loro barbarie.

 

Alcune pozze di qualche sorta di liquido erano disperse nella grande area di questa orribile regione. Il liquido sembrava denso e viscido e inequivocabilmente lurido. Edwin ci spiegò che il tanfo che proveniva da queste pozze era in sintonia con tutto ciò che avevamo visto e ci avvisò seriamente di non avventurarci a studiare l'’argomento da soli. Naturalmente seguimmo il suo avviso.

 

Vedemmo con orrore che in alcune pozze c'’erano dei movimenti e capimmo che spesso gli abitanti scivolavano e vi cadevano dentro: non possono annegare perché sono indistruttibili come noi.

 

Fummo testimoni di ogni sorta di bestialità e di crudeltà, e di barbarie tali che la mente può a malapena contemplare. Non è il mio scopo né mio desiderio darvi un dettagliato resoconto di ciò che vedemmo: avevamo senza dubbio raggiunto il fondo di questa buca ripugnante, ma vi ho dato sufficienti dettagli di ciò che si trova nei reami oscuri.

 

E ora vi chiederete: ma come è possibile, perché è consentita l'’esistenza di certi luoghi? L’argomento diventerà più chiaro quando vi dirò che ogni anima che abita questi orrendi luoghi ha vissuto una volta sulla terra: il pensiero è terrificante ma la verità non può essere alterata. Non pensiate neanche per un istante che ho esagerato nella descrizione di queste regioni, vi assicuro che non è così, anzi, in verità l'’ho minimizzata. Il complesso di queste regioni rivoltanti esiste in virtù delle stesse leggi che governano la bellezza e la felicità.

 

La bellezza del mondo spirituale è l'’espressione esterna e visibile della progressione spirituale dei suoi abitanti: quando ci siamo guadagnati il diritto di possedere cose belle, queste ci vengono date attraverso la potenza della creazione, in questo senso possiamo dirle di averle create noi stessi. La bellezza della mente e delle azioni non può creare altro che bellezza, abbiamo quindi fiori di bellezza celestiale, alberi e prati, fiumi e ruscelli e mari di acqua pura e cristallina, edifici magnifici per la gioia e il beneficio di tutti, case tutte nostre dove possiamo circondarci di ulteriore bellezza e gustare il piacere di chiacchierate felici con i nostri compagni.

 

Ma la bruttezza della mente e delle azioni non può produrre altro che bruttezza. I semi dell'’orrore seminati sulla terra condurranno inevitabilmente a mietere un raccolto orrendo nel mondo dello spirito. Questi reami oscuri sono stati costruiti dalla gente della terra, così come hanno costruito i reami della bellezza.

 

Nessun'’anima è obbligata ad entrare nei reami della luce né in quelli dell'’oscurità. Nessun'’anima può avere riserve su alcunchè si trovi in questi reami di luce, poiché malcontento o disapprovazione, disagio o infelicità non possono esistere in questi reami. Noi siamo supremamente felici, un gruppo unito di persone che vivono insieme in perfetta armonia: nessun'’anima può sentirsi "fuori posto"” qui.

 

Gli abitanti dei reami oscuri con le loro vite terrene hanno condannato loro stessi, ognuno di loro, allo stato in cui ora si trovano. E'’ la legge inevitabile di causa ed effetto, certa come il susseguirsi di giorno e notte sulla terra. Quale utilità ha chiedere pietà? Il mondo dello spirito è un mondo di giustizia infinita, una giustizia che non può essere corrotta, una giustizia che tutti assegnamo a noi stessi. Giustizia infinita e pietà non possono andare insieme. Anche se perdoniamo sinceramente e con tutto il cuore il male che ci è stato fatto, non abbiamo la possibilità di dispensare pietà nel mondo dello spirito. Chi commette cattive azioni deve renderne conto: è una questione personale che deve essere affrontata da soli, così come bisogna affrontare da soli l'’evento della morte del corpo fisico. Nessuno può farlo per noi, ma con la grande generosità sulla quale sono fondati questi mondi, possiamo contare su un'’assistenza immediata ed efficace alle nostre tribolazioni. Ogni anima che dimora in questi orribili reami oscuri ha in sé il potere di sollevarsi dall'’orrore alla luce: deve però essere uno sforzo personale, l'’individuo deve lavorare per la sua redenzione, nessuno può farlo per lui, deve faticare per raggiungere il suo obiettivo. Non c'’è pietà ad aspettarlo, ma giustizia estrema.

 

Ma la grande opportunità della rinascita spirituale è lì ad aspettarlo: non ha che da mostrare un sincero desiderio di avanzare di una frazione di millimetro verso i reami di luce sopra di lui e troverà molti amici sconosciuti che lo aiuteranno ad ottenere l'’eredità che gli è dovuta, ma che nella sua follia ha gettato via.