I REAMI PIU' ALTI

Vi ho già parlato delle sfere più alte in molte occasioni. Ci sono solo due modi per entrare in questi stati elevati: il primo è attraverso il proprio sviluppo e la propria progressione spirituale; il secondo è attraverso un invito speciale da parte degli abitanti di queste regioni. Ogni altro modo è impedito dalle barriere invisibili dell'impenetrabilità spirituale.

 

Mi piacerebbe ora parlarvi dell'invito speciale che abbiamo ricevuto per visitare questi reami elevati.

 

Eravamo seduti in una stanza al piano terreno della mia casa dalla quale si gode una vista perfetta del paesaggio; attraverso la campagna scintillante si può vedere la città in lontananza in modo chiaro e preciso come se si fosse molto più vicini. Edwin ed io stavamo chiacchierando mentre Ruth era seduta al pianoforte e suonava brani piacevoli che si armonizzavano non solo al nostro umore, ma anche al nostro ambiente pieno di colori.

 

Ruth non si era ancora ripresa completamente dalla sorpresa iniziale di aver trovato un pianoforte nella sua stessa abitazione. Durante la sua vita terrena era un'abile suonatrice, e ci raccontò del momento emozionante in cui si sedette davanti al suo "strumento spirituale"” e toccò il primo tasto. Ci disse che non sapeva mai cosa sarebbe successo, quale tipo di suono sarebbe uscito mentre accarezzava i tasti. Era meravigliata dal risultato della sua semplice azione poiché la tonalità del suo "piano spirituale"” era qualcosa che non avrebbe mai potuto immaginare, tanto era perfettamente bilanciata e di qualità pura. Ma le sorprese non finivano qui: scoprì che la sua abilità era aumentata di centinaia di volte da quando si era liberata del corpo fisico, e che aveva portato con sé la sua tecnica nel mondo spirituale.

 

Scoprì successivamente che le sue mani, quando posate sullo strumento, semplicemente correvano sui tasti senza alcuno sforzo cosciente e che la sua memoria era perfetta come se avesse avuto davanti lo spartito musicale.

 

In quel momento stava riempiendo l'aria di dolcissime armonie, contribuendo al nostro riposo e alla nostra ricreazione poiché avevamo appena terminato un compito particolarmente difficile nel corso del nostro solito lavoro. Noi tre lavoriamo insieme e d'abitudine ci riposiamo e ci divertiamo insieme: per la verità Edwin e Ruth passano più tempo in casa mia che nella loro! Parlando per me, non vorrei che fosse diversamente.

 

Improvvisamente Ruth smise di suonare e corse alla porta; Edwin ed io la seguimmo domandandoci cosa l'avesse indotta a interrompersi così bruscamente. Fummo molto sorpresi nel vedere le due grandiose anime di cui vi ho già parlato in precedenza attraversare il mio giardino. Uno era l'Egiziano che mi aveva tanto aiutato e che si era preso a cuore il mio benessere quando ero appena arrivato nel mondo dello spirito; l'altro era il suo "maestro"”, colui che aveva accompagnato il grande visitatore celeste in occasione della sua visita al tempio della città.

 

Il "maestro" dell'Egiziano era un uomo con capelli neri corvini, dello stesso colore di due occhi pieni di divertimento e di senso dell'umore. Successivamente seppi che il nostro ospite era un Caldeo.

 

Con impazienza andammo incontro ai nostri visitatori, che espressero il loro piacere per essere venuti a trovarci.

 

Conversammo con gioia su vari argomenti e convincemmo Ruth a terminare il brano che stava suonando prima del loro arrivo. Dopo aver molto apprezzato il suo talento, il Caldeo intavolò l'argomento per il quale erano venuti: la grande anima che ebbe l'onore di accompagnare al tempio in quel memorabile giorno ci invitava ad andarlo a trovare a casa sua nel reame elevato in cui viveva.

 

Per un momento ammutolimmo: Ruth ed io non sapevamo cosa dire, oltre ad esprimere la nostra gratitudine per il privilegio che ci era concesso. Edwin venne in nostro aiuto e si fece nostro portavoce: il Caldeo era molto divertito per il nostro imbarazzo e ci assicurò che non c'era niente da temere in questo invito, era impossibile qualunque pericolo. Penso che ciò che ci inquietò di più o, per lo meno, che ci pose più interrogativi, fu la ragione di tale visita e come avremmo potuto arrivare fin là. Per la verità non sapevamo neanche dove fosse "là"”!! Il Caldeo ci disse che la risposta alla prima domanda l'avremmo avuta una volta giunti a destinazione; come raggiungerla era lo scopo della sua visita e del suo amato amico Egiziano.

 

Cercammo di spiegare i nostri sentimenti ma non ci riuscimmo; per lo meno questo è ciò che IO provai nei confronti dei miei tentativi: Edwin e Ruth ebbero molto più successo di me, sebbene il Caldeo cercasse di aiutarmi con il suo delizioso cuor leggero e il suo spiccato senso dell'umorismo.

 

Ritengo in tutta sincerità che il Caldeo sia l'anima più giocosa dell'intero reame spirituale. Ci tengo a precisarlo perchè molti ritengono che più alto diventa lo stato spirituale di una persona, maggiore diventi la serietà richiesta. Questa idea è completamente falsa, la verità è l'esatto contrario. Il divertimento che deriva dal profondo del cuore, che non fa male a nessuno e che non deride nessuno ma che ha lo scopo di far divertire gli altri è benvenuto e incoraggiato nel mondo dello spirito. Non c'è alcun cartello "Abbandonate ogni risata, voi che state per entrare!”" scritto sui portali di questi reami!! Ritenere che maggiore è la spiritualità, maggiore sia la severità da esibire è una idea orribile che ricorda la bigottaggine generata da alcune religioni terrene. Sappiamo quando e come ridere, e lo facciamo; non amiamo i volti tristi, senza allegria. Quando vi dico che il nostro distinto ospite, il Caldeo, illuminò le nostre menti con la sua allegria - assistito e aiutato abilmente dal suo complice Egiziano - dovete capire che non perse nulla della sua grande dignità e della maestosità della sua elevata posizione. E non si deve pensare che ridevamo per ogni cosa che diceva prima ancora che la dicesse; non viviamo in una terra di leccapiedi: ridevamo perchè c'era un genuino motivo di farlo, non era la risata forzata che i dipendenti riservano ai superiori.

 

Edwin chiese quando saremmo partiti: il Caldeo rispose che lui e il suo amico erano venuti a prenderci per andare subito. Ero totalmente all'oscuro - come tutti noi - sulla procedura necessaria per compiere un tale viaggio, ma il Caldeo prese il controllo della situazione dicendoci di "venire avanti"”, e ci condusse ai confini del nostro reame.

 

Mentre attraversavamo prati e boschi, chiesi all'Egiziano se poteva parlarci della grande anima che stavamo per incontrare: mi disse molto poco, ma ero certo che lo conosceva molto meglio di quanto volesse rivelare! Con ogni probabilità non avrei capito se mi avesse detto tutto ciò che sapeva, così, nella sua saggezza, non mi diede ulteriori informazioni - questo è ciò che mi disse in seguito.

 

L'illustre personaggio che stavamo per incontrare era conosciuto di vista ad ogni anima nei reami della luce. La sua volontà era sempre considerata un ordine e la sua parola era legge. Il blu, il bianco e l'oro in grandi proporzioni nella sua veste rivelavano il grado profondo della sua conoscenza, spiritualità e saggezza. In migliaia lo chiamavano "amato maestro"”, compreso il Caldeo che era la sua "mano destra"”. Era il governatore di tutti i reami spirituali ed esercitava in modo collettivo la funzione che il governatore del reame esercita individualmente. Tutti gli altri governatori, quindi, rispondevano direttamente a lui, che aveva la funzione di riunire i reami e di saldarli in un unico grande universo creato e sostenuto dal Grande Padre di tutti.

 

Cercare di definire l'immensa grandezza del suo potere nel mondo spirituale è tentare l'impossibile, ma anche se fosse possibile non si potrebbe comprendere. Questi poteri non hanno paragone nè controparte con qualsivoglia potere politico del piano terreno. La mente incarnata può solo richiamare quegli individui che governarono grandi regni, che dominarono vasti territori ma utilizzando la sola arma del terrore, rendendo servi e schiavi tutti coloro che lì vivevano. Nessun re terreno nell'intera storia dell'umanità governò mai uno stato così grande come quello presieduto dall'illustre personaggio di cui vi sto parlando. E il suo regno è governato dalla legge universale del vero amore: la paura non può esistere neanche nelle sue più minute frazioni perchè non può esserci il più pallido motivo per la sua esistenza, né mai ci sarà. Esiste solo la grande unione vivente fra il Padre - il Creatore dell'Universo - e i Suoi Figli.

 

Ma nonostante l'altissimo grado della sua elevazione spirituale, questa anima scende dalla sua dimora celestiale per farci visita nei nostri reami, come vi ho già descritto in una precedente occasione; ed è concesso ad altri di livello incomparabilmente inferiore fargli visita nella sua stessa casa.

 

Non c'è niente di etereo, vago o irreale in questo essere regale, l'abbiamo osservato in occasione delle grandi feste che abbiamo nel mondo spirituale. Non si tratta di "un'esperienza spirituale"”, un'elevazione dell'anima causata da qualche mezzo invisibile prodotto da qualche sorgente invisibile: è una persona viva e reale, tanto concreta come lo siamo noi - e lo siamo molto più di voi, sebbene non ne siate ancora consapevoli! Vi sto parlando in modo brutale in modo che non ci siano fraintendimenti su ciò che sto cercando di descrivervi: esistono molte idee sbagliate secondo le quali 1) gli esseri provenienti dai reami più alti sono così eterei da essere praticamente invisibili se non ai loro simili; 2) sono completamente inavvicinabili; 3) nessun mortale può sopravvivere alla loro vista. Si ritiene comunemente che queste anime siano così enormemente più elevate di noi da essere necessari eoni di anni prima di avere il permesso di guardarli anche da distanze remote. Questo è un assoluto nonsenso. Questi grandi esseri hanno parlato a molte anime in questi reami senza che queste ne siano state CONSAPEVOLI. Tutti noi abbiamo poteri che si amplificano passando da sfera a sfera durante il progressivo sviluppo della nostra evoluzione spirituale: il principale di questi poteri è quello di adattarci, di adeguarci al nuovo ambiente. Non c'è nulla di magico in questo, è un fatto tecnico, proprio come la maggioranza di ciò che scientificamente è ancora avvolto nel mistero sul piano terreno. Nel mondo dello spirito chiamiamo questo fenomeno "uniformare il nostro livello vibrazionale"”, ma immagino che non abbiate capito - e non è nelle mie possibilità tentare una spiegazione!

 

L'Egiziano mi spiegò questi pochi dettagli che io integrai nella mia conoscenza, per la verità molto limitata.

 

Termino la mia piccola digressione: eravamo arrivati vicino alla casa di Edwin e stavamo passando rapidamente in un'atmosfera più rarefatta che ci avrebbe causato qualche malessere di lì a breve. Istintivamente ci fermammo e capimmo che era arrivato il momento cruciale del nostro viaggio. Naturalmente tutto fu proprio come ci aveva detto il Caldeo: non avevamo nulla da temere, e l'intera procedura fu perfettamente normale e naturale.

 

Prima di tutto lui venne dietro di noi e pose le sue mani sulle nostre teste per un breve momento; ci disse che questo serviva per fornirci una maggiore energia per muoverci nello spazio. Provammo una piacevole sensazione di solletico proprio sotto le sue mani e ci sentimmo più leggeri, anche se questo potrebbe sembrare impossibile. Sentimmo anche un dolce calore scorrere attraverso di noi: questo era puramente l'effetto dell'energia, niente di più. Il Caldeo posizionò Ruth fra Edwin e me, mettendosi proprio dietro di lei; mise la sua mano sinistra sulla spalla di Edwin e la destra sulla mia e, poiché indossava un mantello riccamente decorato, creò una cappa perfetta intorno a noi tre.

 

Non dovete credere che ci sia stato imposto il silenzio durante questi preliminari, al contrario, tutti e cinque chiacchieravamo allegramente, con il Caldeo che contribuiva in gran parte alla nostra ilarità. Non ci stavamo imbarcando in un triste pellegrinaggio, al contrario. E' vero che stavamo per essere trasportati in reami molto, molto lontani dalle nostre normali residenze, ma non avvertivamo alcuna grave solennità, né provavamo alcuna intensa serietà: il Caldeo aveva provveduto a eliminare queste nostre sensazioni. Ci disse che la visita sarebbe stata felice e gioiosa, dovevamo quindi sorridere e avere il cuore leggero; la tristezza non ha spazio nei reami superiori come non ne ha nei nostri; si aspettava pertanto da noi visi sorridenti e felici, riflesso dei nostri sentimenti interiori. Ma non era possibile essere tristi in presenza del Caldeo e del suo compagno, e sono sicuro che grazie alla loro assistenza il nostro aspetto esprimesse la più profonda gioia spirituale.

 

Il Caldeo ci disse che ponendo le sue mani sopra le nostre teste, oltre ad avere maggiore energia per viaggiare, avremmo potuto adattare la nostra vista all'eccezionale intensità della luce che avremmo incontrato nei reami più alti: senza questo adattamento ci saremmo trovati in notevole difficoltà. In questo aggiustamento la nostra vista non si sarebbe offuscata, sarebbe stata semplicemente aggiunta una specie di pellicola esterna proprio come quando sulla terra si indossano occhiali da sole per proteggere gli occhi dalla luce e dal calore solare. Naturalmente noi non indossavamo niente del genere, Il Caldeo applicò sui nostri occhi semplicemente l'energia del suo stesso pensiero: non posso dire cosa fece esattamente ma l'intero processo fu pienamente efficace.

 

Successivamente l'Egiziano ci prese per mano e percepimmo un nuovo flusso di energia scorrere dentro di noi.

 

Il Caldeo ci disse di lasciarci andare completamente, ricordandoci che stavamo per compiere un viaggio molto bello e divertente e non un esame di resistenza spirituale. "Ed ora, amici miei”", disse, "il nostro arrivo è atteso. Andiamo!"”

 

Ci sentimmo immediatamente fluttuare, ma questa impressione cessò improvvisamente dopo un secondo; non provammo più alcuna sensazione di movimento. Una luce lampeggiava davanti ai nostri occhi: era estremamente intensa ma niente affatto abbagliante. Svanì rapidamente come era arrivata e, in coincidenza con la sua sparizione, sentii un terreno solido sotto ai miei piedi: la prima immagine di questo reame elevato si spalancò davanti ai nostri occhi.

 

Eravamo in un mondo di bellezza impareggiabile. Non si può minimamente immaginare sulla terra nulla di una bellezza così inesprimibile; posso solo darvi alcuni magri dettagli in termini molto limitati di ciò che vedemmo.

 

Eravamo nel regno di un re - questo ci era subito evidente. Eravamo in un punto elevato rispetto alla città, il nostro amico ci aveva espressamente portato in questo luogo particolare per farci assistere a questa vista superba. Ci disse che non sarebbe stato possibile rimanere qui per un lungo periodo e il Maestro del Caldeo desiderava farci vedere il più possibile.

 

Davanti a noi si stendeva il letto di un grande fiume che scorreva calmo, pieno di pace e di una bellezza stupefacente quando il sole del paradiso toccava ogni piccola onda provocando una miriade di colori e sfumature. Sulla riva destra del fiume e in posizione centrale c'era un ampio terrazzo a pelo d'acqua: sembrava costruito con il più delicato alabastro e un'ampia scalinata conduceva all'edificio più bello che la mente possa contemplare.

 

Era alto diversi piani, ognuno dei quali era gradualmente più piccolo del precedente fino al più alto; la facciata era semplice e senza ornamenti: il motivo era ovvio, l'intero edificio era costruito con zaffiri, diamanti e topazi o, perlomeno, il loro equivalente celestiale! Le tre gemme preziose erano dei tre colori blu, bianco e oro, gli stessi che tingevano la veste del nostro visitatore celestiale quando lo incontrammo nel tempio e che lui portava in grado immenso. Il blu, bianco e oro del prezioso palazzo, toccati dai raggi del grande sole centrale, erano intensificati e amplificati migliaia di volte e lanciavano in ogni direzione i loro raggi di luce purissima. In effetti l'intero edificio mostrava al nostro sguardo sbalordito una grande quantità di radiazioni scintillanti. Immediatamente pensammo ai diamanti, zaffiri e topazi terreni e riflettemmo sul fatto di quanto fossero piccole queste pietre preziose e pure: qui c'era un immenso palazzo scintillante interamente costruito con queste gemme, di una tale bellezza che gli incarnati non hanno mai osservato - e mai lo potranno fare finchè rimarranno incarnati.

 

La nostra prima domanda riguardava il significato e la ragione di questo edificio speciale dinanzi ai nostri occhi. Il Caldeo ci informò che non c'era alcun significato particolare nei materiali di cui era costruito il palazzo, le pietre preziose erano una prerogativa comune del reame che stavamo visitando. Nel nostro reame gli edifici sono opachi, sebbene abbiano la superficie translucida, ma sono pesanti e massicci in confronto a quelli dei reami superiori. Per raggiungere questa sfera ne abbiamo attraversate molte altre: se avessimo potuto fermarci ad osservare i paesaggi attraverso i quali stavamo passando, avremmo assistito ad una graduale trasformazione dai materiali relativamente pesanti del nostro reame fino alla sostanza cristallina che stava attirando il nostro sguardo.

 

Ma i colori avevano certo un significato particolare, del quale vi ho già accennato.

 

Il palazzo era circondato da molti ettari di giardini incantevoli, arrangiati in modo che, dal nostro punto di vista elevato e lontano, presentavano un imponente e intricato disegno come quello di alcuni tappeti persiani. Ci fu detto che, osservando i giardini da vicino o camminando al loro interno, il disegno complessivo non si poteva vedere, ma ci si sarebbe trovati in mezzo a letti di fiori disposti deliziosamente e prati soffici come il velluto.

 

Sebbene facessimo fatica a distogliere lo sguardo dalla bellezza superlativa del palazzo e dei suoi dintorni, il Caldeo attirò gentilmente la nostra attenzione sul paesaggio rimanente.

 

Si estendeva per miglia e miglia a perdita d'occhio - per lo meno, così ci sembrò. Il nostro angolo visuale in queste regioni rarefatte era aumentato oltre il limite dell'umana comprensione, e così ci sembrava una vista infinita, ben superiore a quella che è possibile contemplare sulla terra. E in questa immensa distesa vedemmo altri edifici magnifici costruiti con gemme ancora più preziose - smeraldi e ametiste, per nominarne due, e, molto lontano, ciò che sembravano perle. Ogni edificio era in mezzo a giardini incantevoli, dove gli alberi crescevano con una ricchezza inimmaginabile di forme e colori. Ovunque guardassimo vedevamo gli scintillii degli edifici che riflettevano i raggi del sole centrale, le miriadi di fiori colorati, e gli arcobaleni luccicanti delle acque del fiume che si muoveva in lontananza.

 

Mentre guardavamo la scena ammutoliti, un improvviso lampo di luce sembrò provenire direttamente dal palazzo verso il Caldeo, il quale rispose con un simile lampo di luce indirizzato al palazzo. La nostra presenza nel reame era nota e, appena avessimo terminato di deliziarci della vista superba, ci sarebbe stato chiesto di entrare nel palazzo dove il nostro ospite ci stava aspettando: questo era il messaggio contenuto nei lampi di luce, come ci disse il Caldeo. Procedemmo quindi subito verso il palazzo.

 

Nello stesso modo col quale eravamo arrivati in questa sfera, ci ritrovammo rapidamente sul terrazzo di fianco al fiume, e salimmo l'ampia scalinata che portava all'entrata principale del palazzo. Il pavimento e gli scalini erano di un bianco purissimo, e fummo molto sorpresi della loro morbidezza: sembrava di camminare sul soffice velluto di un prato ben curato. I nostri passi non facevano alcun rumore, ma i nostri abiti frusciavano mentre camminavamo; oltre a quelli della nostra conversazione potevamo udire molti altri suoni, non eravamo entrati in un reame di silenzio! L'intera aria era riempita dai suoni e dalle armonie che provenivano dai colori che abbondavano in ogni angolo.

 

La temperatura ci sembrava molto più alta di quella del nostro reame; il Caldeo ci disse che effettivamente era ancora più alta di quello che percepivamo, ma le nostre menti erano state sintonizzate sulla differenza di temperatura proprio come sulla differenza di intensità luminosa. Una brezza gentile e piacevole, colma di profumi celesti sfiorava i nostri visi.

 

Procedendo verso l'entrata del palazzo avrei molto desiderato fermarmi ad esaminare i meravigliosi materiali con cui era costruito, ma il tempo stringeva. La nostra visita non poteva prolungarsi oltre alla nostra capacità di resistere all'atmosfera rarefatta e all'intensità della luce, senza considerare il carico di energia spirituale che il Caldeo e l'Egiziano ci avevano fornito. Potemmo quindi lanciare solo una rapida occhiata all'incredibile bellezza che ci circondava.

 

Le gallerie e i vari appartamenti erano perfettamente proporzionati e nessuno di essi era esageratamente grande come ci si sarebbe potuti aspettare in un edificio di queste dimensioni. Ovunque gettassimo lo sguardo potevamo osservare pareti e pavimenti rivestiti di gemme. Sulle pareti c'erano scene pastorali nelle quali l'artista aveva utilizzato per il suo lavoro ogni genere di pietre preziose conosciute agli uomini mortali - e molte altre sconosciute. Queste immagini erano costruite a mosaico, ma l'effetto visivo era quello di luce liquida, se posso usare questo termine. Le gemme dei quadri mandavano i loro raggi di luce nei colori che la rappresentazione richiedeva, e l'effetto finale era quello di vita pura. Gli stessi colori erano splendidi e contenevano molte più tonalità e sfumature di quanto possano avere i pigmenti terreni. Sembra inconcepibile che le pietre preziose possano esistere in una tale varietà di colori - ma dopo tutto siamo nel mondo spirituale, e in un reame molto alto, anche!

 

Camminando per i corridoi incontrammo e fummo salutati dalle anime più amichevoli e nobili che ci diedero il benvenuto. Per la verità ci eravamo sentiti sommamente benvenuti appena messo piede nel palazzo; non c'era alcuna indifferenza, ma ovunque regnava il calore dell'amicizia e dell'amore.

 

Alla fine ci fermammo davanti a una piccola stanza e il Caldeo ci disse che avevamo raggiunto il luogo più alto del nostro viaggio. Non potevo dire di sentirmi nervoso, ma mi domandavo quali formalità avremmo dovuto osservare, e poiché ero totalmente all'oscuro di quali avrebbero potuto essere - come tutti noi tranne i nostri due ciceroni - ero naturalmente un po' esitante. Il Caldeo però ci rassicurò immediatamente dicendoci di seguirlo e osservare semplicemente le regole del buon gusto.

 

Entrammo. Il nostro ospite era seduto vicino ad una finestra e, appena ci vide, si alzò per venirci a salutare. Per prima cosa ringraziò il Caldeo e l'Egiziano per averci portato lì, poi ci prese per mano e ci diede il benvenuto nella sua casa. C'erano molte sedie libere vicino a quella dove era seduto in precedenza, e ci invitò a goderci la vista che era, ci disse, la sua preferita.

 

Ci avvicinammo alla finestra e vedemmo sotto di noi un letto di rose bianche magnifiche, di un bianco puro come la neve, e che esalavano un aroma esaltante come i petali dai quali proveniva. Le rose bianche, ci disse il nostro ospite, erano i suoi fiori preferiti.

 

Ci sedemmo e, mentre il nostro ospite ci parlava, ebbi l'opportunità di osservarlo da vicino: vedendolo qui, nella sua casa e nel suo ambiente, il suo aspetto era del tutto simile a quello che aveva quando era venuto a farci visita nel tempio del nostro reame. Tuttavia c'erano alcune differenze, legate per lo più all'intensità luminosa. Per esempio, i suoi capelli sembravano dorati quando venne da noi; qui sembravano essere di luce dorata, più che di color oro. Sembrava giovane, di una giovinezza eterna, ma potevamo percepire che la sua esistenza durava da innumerevoli eoni - in termini terreni.

 

Quando parlava la sua voce era pura musica, la sua risata ricordava lo scrosciare dell'acqua, ma non avrei mai creduto possibile che un individuo potesse emanare tanto amore, tanta gentilezza, tanta profondità e considerazione; né avrei mai potuto immaginare che si potesse possedere una conoscenza così immensamente vasta come quella che aveva questo re celestiale. Si percepiva che, con l'aiuto del Padre, possedeva la chiave di ogni conoscenza e saggezza. Ma per quanto strano possa sembrare, sebbene un'immensa distanza ci separasse da questo meraviglioso essere trascendente, con lui ci sentivamo perfettamente a nostro agio. Rideva con noi, scherzava con noi, ci chiese cosa pensavamo delle sue rose, e raccomandò al Caldeo di mantenerci allegri durante il viaggio di ritorno. Parlò a ciascuno di noi personalmente, mostrando di conoscere perfettamente tutti i nostri dubbi collettivi e individuali. Finalmente ci disse la ragione del suo invito.

 

In compagnia dei miei amici, mi disse, avevo visitato i reami oscuri, e avevo raccontato ciò che avevo visto. Pensava che per noi sarebbe stato un piacevole contrasto visitare i reami più elevati e vedere alcune delle loro bellezze; osservare che gli abitanti di questi reami non sono persone irreali ed evanescenti ma, al contario, sono come noi, capaci di sentimenti ed emozioni di natura raffinata, capaci di comprensione umana, di pensiero umano, e pronti a ridere e a divertirsi come noi. Ci ha chiesto di fargli visita per dirci personalmente che questi reami sono alla portata di ogni anima nata sulla terra e nessuno può toglierle questo diritto: sebbene sia necessario un tempo lunghissimo per arrivare qui, c'è comunque tutta l'eternità a disposizione per raggiungere questo obiettivo, ed esistono infiniti modi per aiutarci in questo cammino. Questo, disse, è la grande verità, pura e semplice della vita spirituale. Non ci sono misteri; tutto è perfettamente logico, semplice e non complicato da credenze o dottrine religiose di ogni sorta. Non è richiesta alcuna appartenenza a qualsivoglia comunità religiosa, che comunque non ha il minimo potere di assicurare "la salvezza"” dell'anima. Nessuna religione mai esistita può farlo.

 

Così, questo reame di incomparabile bellezza è libero ed aperto a tutti coloro che lavorano per raggiungerlo, compresi gli abitanti dei reami più bassi e più miserabili. Possono esserci necessari migliaia di anni per raggiungere l'obiettivo, ma questo è il traguardo finale dei milioni di anime che vivono sulla terra.

 

Il nostro amico Caldeo a questo punto disse al suo "maestro" che la nostra visita aveva quasi raggiunto i propri limiti. Quest'ultimo si disse dispiaciuto per questo, ma l'energia che ci era stata fornita stava per esaurirsi, e, per il nostro benessere, era l'ora di ritornare. Comunque, aggiunse, ci sarebbero state altre occasioni e ci estese l'invito per il futuro.

 

Ci alzammo, e non potei resistere al desiderio di guardare le rose dalla finestra: lanciai loro un'ultima occhiata e ci preparammo a partire.

 

Il nostro meraviglioso ospite ci accompagnò alla collina dalla quale gettammo la prima occhiata sul suo regno; seguimmo un percorso differente rispetto al precedente, e grande fu la nostra gioia quando ci condusse direttamente al letto di rose. Il nostro ospite si fermò e colse tre dei fiori più perfetti che occhio mortale abbia mai potuto osservare donandocene uno a testa. La nostra gioia fu ulteriormente aumentata dalla consapevolezza che per mezzo del nostro amore i fiori non sarebbero mai appassiti e morti. Il mio unico timore era che l'alta densità della nostra atmosfera potesse schiacciare e far soffrire i fiori, ma il nostro ospite ci assicurò che sarebbero stati nutriti e sostenuti dai suoi e dai nostri pensieri amorevoli che li avrebbero mantenuti intatti.

 

Alla fine raggiungemmo il nostro punto di partenza. Le parole non avrebbero potuto esprimere adeguatamente i nostri sentimenti, ma i nostri pensieri raggiunsero infallibilmente colui che ci aveva portato a questo stato di felicità suprema, anticipandoci quello che sarebbe stato il nostro destino e il destino dell'intero mondo terreno e spirituale. Con una benedizione e un sorriso pieno di amore ci fornì l'energia necessaria per raggiungere il nostro reame.

 

Ho cercato di descrivervi ciò che ho visto, ma le parole non sono sufficienti poiché non posso tradurre in termini terreni ciò che è puramente spirituale. La mia descrizione è quindi necessariamente molto imperfetta, e così lo è per ogni argomento trattato. Darvi un resoconto completo di ciò che ho visto nel mondo dello spirito richiederebbe molti volumi, così ho scelto di parlarvi degli argomenti che penso siano di maggior interesse e beneficio per voi. Il mio desiderio sincero è quello di aver catturato la vostra attenzione e il vostro interesse facendovi dimenticare, per un momento, le preoccupazioni della vostra vita terrena e dandovi una piccola idea del mondo al di là di quello in cui state vivendo ora.

 

Spero di aver portato un po' di conforto e di speranza: questa è la mia più grande ricompensa.

 

TI BENEDICA DIO ONNIPOTENTE