IL PASSAGGIO ALLA VITA SPIRITUALE

Il processo del passaggio non è necessariamente doloroso; durante la mia vita terrena ho assistito molte anime nel loro transito verso lo Spirito. Ho avuto l'opportunità di osservare con gli occhi fisici le battaglie che hanno luogo quando lo spirito cerca di liberarsi per sempre dalla carne. Con la mia visione fisica ho anche visto lo spirito lasciare il corpo, ma non sono mai stato in grado di comprendere - dal punto di vista della religione ortodossa - cosa succedeva esattamente al momento della separazione, nè ero in grado di avere alcuna informazione riguardo alle sensazioni esperite dall'anima durante il passaggio. Le scritture religiose non ci dicono nulla di questo importante evento per una ragione molto semplice: NON CONOSCONO NULLA.

 

Molto spesso il corpo fisico sembra soffrire intensamente, sia per l'effettivo dolore sia per l'impossibilità di respirare correttamente, per questo spesso il passaggio sembra estremamente doloroso. E' davvero così?, una domanda che spesso mi sono posto. Qualunque fosse la risposta non ho mai potuto credere davvero che il processo fisico del "morire" fosse doloroso, anche se tale appariva. Un giorno avrei conosciuto la risposta alla mia domanda, e ho sempre sperato che il mio passaggio, qualunque fosse, almeno non avvenisse in modo violento. Le mie speranze furono esaudite: la mia fine non è stata violenta, ma travagliata, così come lo erano state tante a cui ho assistito.

 

Avevo il presentimento che i miei giorni sulla Terra sarebbero terminati in breve tempo solo poco prima del mio effettivo passaggio: c'era una pesantezza della mente, qualcosa di simile all'assopirsi mentre giacevo nel mio letto. Molte volte avevo la sensazione di fluttuare via e di ritornare dolcemente. Senza dubbio in questi momenti coloro che erano preoccupati della mia salute avevano l'impressione che, se ancora non ero morto, mi ci stavo avvicinando rapidamente. Negli intervalli lucidi non avevo sentimenti di dolore fisico: potevo vedere e sentire quello che avveniva intorno a me e potevo percepire lo stress mentale che la mia condizione stava procurando agli altri. Eppure avevo una straordinaria serenità di mente: sapevo per certo che stavo per morire ed ero pienamente felice di andarmene. Non avevo paura, nè dubbi o rimpianti a lasciare il mondo terreno - in quei momenti (i miei rimpianti arrivarono più tardi, ne parlerò a tempo debito). Tutto quello che volevo era andarmene.

 

Improvvisamente sentii l'urgenza di alzarmi: non avevo alcuna sensazione FISICA, così come le sensazioni fisiche sono assenti nei sogni, ma ero mentalmente allerta anche se il mio corpo sembrava contraddire questa condizione. Appena ebbi questa chiara impellenza di alzarmi, scoprii che l'avevo effettivamente fatto: mi resi subito conto che coloro che erano intorno al mio letto non sembravano percepire quello che stavo facendo poichè non fecero alcuno sforzo per assistermi, nè tentarono in nessun modo di ostacolarmi. Girandomi vidi il mio corpo fisico senza vita sul letto, ma io, IL VERO IO, stavo bene ed ero vivo. Per uno o due minuti rimasi a guardare, poi nella mia mente si fece strada il pensiero di come agire, ma l'aiuto era lì a portata di mano. Potevo ancora vedere chiaramente la stanza intorno a me, ma c'era una sorta di nebbia come se la stanza fosse riempita di fumo. Mi guardai chiedendomi cosa stessi indossando perchè mi ero alzato dal letto dove avevo trascorso la mia malattia e non ero quindi nelle condizioni di allontanarmi molto da lì. Fui estremamente sorpreso di scoprire che indossavo il miei soliti vestiti, quelli che usavo quando giravo per casa liberamente e in buona salute. La mia sorpresa fu solo momentanea poichè pensai: quali altri vestiti mi aspettavo di indossare? Certamente non una veste translucida e diafana, questo abbigliamento è di solito associato all'idea convenzionale di un angelo, e non ero certo uno di loro!

 

La conoscenza del mondo spirituale al quale avevo potuto dare un'occhiata durante la mia vita istantaneamente venne in mio aiuto: SEPPI istantaneamente quello che mi era successo, in altre parole seppi che ero "morto". Sapevo anche però che ero vivo, che mi ero liberato dalla malattia e che ero in grado di stare in piedi e guardarmi intorno. Non fui mai in una condizione di stress mentale, ma ero pieno di meraviglia per quello che mi stava accadendo poichè ero in possesso di tutte le mie facoltà mentali e mi sentivo "fisicamente" bene come mai prima di allora.

 

Per descrivere questa situazione ho impiegato un po' di tempo, ma l'intero processo non è durato che pochi minuti del tempo terrestre.

 

In questo piccolo spazio di tempo in cui mi guardavo intorno apprezzando molto il mio nuovo stato, mi raggiunse un collega - un prete - che era passato in questa vita alcuni anni prima. Ci siamo salutati con molto calore e notai che era vestito come me. Ancora una volta non mi sembrò strano, se fosse stato vestito in qualunque altro modo mi sarebbe sembrato stonato, come se l'avessi conosciuto solo in abiti clericali. Espresse il suo grande piacere nell'incontrarmi di nuovo e, da parte mia, ricucii immediatamente i "fili" della nostra amicizia spezzati dopo la sua morte.

 

Nei primi momenti lasciai che fosse lui a parlare, dovevo ancora abituarmi alla novità. Dovete ricordare che mi ero appena alzato dal letto di morte , lasciando il mio corpo fisico avevo lasciato con esso la malattia, e la nuova sensazione di benessere e libertà era così forte che impiegai un po' per comprenderla pienamente. Il mio vecchio amico sembrava capire all'istante il livello della mia consapevolezza, che cioè ero conscio di essere "morto" e che tutto andava bene.

 

E ora lasciatemi dire che l'idea di un "giudizio" o di un "giorno del giudizio" era completamente sparita dalla mia mente nell'intero processo della transizione. Era tutto troppo normale e naturale per immaginare di dover passare attraverso la spaventosa situazione che la religione ortodossa insegna. Gli stessi concetti di "giudizio", "inferno" e "paradiso" sembravano assurdi e impossibili. In realtà sembravano del tutto fantasiosi, ora che ero vivo, perfettamente consapevole, vestito nei miei abiti più comodi e alla presenza di un vecchio amico che mi stringeva la mano cordialmente, salutandomi con calore e dimostrandomi tutto il suo piacere nell'incontrarmi di nuovo. Lui stesso era in perfetta forma mentre mi dava il suo caloroso benvenuto come fanno due vecchi amici sulla Terra quando si incontrano di nuovo dopo una lunga separazione. Tutto ciò era sufficiente a dimostrarmi che l'idea di essere "scortato al giudizio" era completamente ridicola. Entrambi eravamo troppo, felici, gioiosi, allegri e troppo naturali e, da parte mia, ero molto eccitato dalle piacevoli rivelazioni di questo nuovo mondo e sapevo che nessuno meglio del mio amico avrebbe potuto farmele conoscere. Mi disse di prepararmi ad un numero infinito di piacevoli sorprese e che era stato mandato ad incontrarmi al mio arrivo. Poichè sapeva i limiti della mia conoscenza, il suo compito era molto più facile.

 

Appena ritrovai l'uso della parola, notai che parlavamo allo stesso modo di quando eravamo sulla Terra, cioè semplicemente usavamo le nostre corde vocali e parlavamo come sempre. Non occorreva pensarci, e infatti non ci pensavo, semplicemente notai il fatto. Il mio amico propose quindi di allontanarci poichè non c'erano ulteriori motivi per rimanere nelle vicinanze del mio passaggio: mi avrebbe portato in un posto bellissimo che era stato preparato apposta per me. Mi disse che in realtà questo "posto" era la mia stessa abitazione, dove mi sarei trovato subito "a casa". Non sapendo come procedere e come arrivarci mi misi interamente nelle sue mani e lui mi disse che era lì proprio per quello!

 

Non potei resistere all'impulso di girarmi e gettare un ultimo sguardo alla stanza della mia transizione. Aveva ancora l'apparenza nebbiosa; coloro che prima erano intorno al mio letto se ne erano allontanati e potei avvicinarmi e guardare "me": non fui minimamente impressionato da ciò che vidi, l'ultimo residuo del mio "sè fisico" sembrava abbastanza sereno. Il mio amico mi suggerì di andare e insieme ci muovemmo.

 

Appena ci allontanammo la stanza divenne sempre più nebbiosa finchè non svanì completamente dalla mia vista. Avevo ancora l'uso delle gambe e la possibilità di camminare, ma il mio amico disse che, in considerazione della mia ultima malattia, avrei avuto bisogno di un periodo di riposo e che sarebbe stato meglio non utilizzare i mezzi di locomozione ordinari - le nostre gambe. Mi disse di tenere stretta la sua mano e di non aver paura, se volevo potevo chiudere gli occhi e mi disse che sarebbe stato meglio farlo. Presi il suo braccio e mi affidai a lui, facendo ciò che mi aveva chiesto. Subito avvertii la sensazione di fluttuare come quando si sogna, sebbene fosse tutto molto reale e privo di qualsiasi timore. Il movimento sembrava diventare sempre più rapido, mentre io tenevo gli occhi saldamente chiusi. E' strano con quale determinazione si possano fare certe cose qui. Sulla Terra, se fossero possibili simili circostanze, quanti di noi chiuderebbero gli occhi in completa fiducia? Qui non c'era il minimo dubbio che tutto andava bene, che non c'era niente da temere, che nulla di spiacevole sarebbe potuto accadere, e che il mio amico aveva il completo controllo della situazione.

 

Dopo poco tempo il nostro moto sembrò rallentare e sentii qualcosa di molto solido sotto i piedi. Mi fu detto di aprire gli occhi: quello che vidi era la mia vecchia casa terrestre; la mia vecchia casa ma con una differenza: era stata migliorata in un modo che non ero stato capace di fare sulla sua controparte terrestre. Ad una prima occhiata la casa in sè stessa sembrava ringiovanita piuttosto che restaurata, ma erano i giardini intorno ad attirare la mia attenzione: erano molto vasti e in uno stato di perfetto ordine e manutenzione. Con questo non intendo l'ordine regolare che siamo abituati a vedere nei giardini terreni, ma erano meravigliosamente tenuti e curati. Non c'era traccia di erba o foglie secche, ma dominava la più incredibile profusione di fiori meravigliosi ordinati a mostrare la più assoluta perfezione. Quando esaminai i fiori più da vicino mi resi conto che molti di quelli in piena fioritura erano sconosciuti sulla Terra; naturalmente ce n'erano diversi di aspetto familiare, ma la maggior parte era completamente nuova per me. Non erano solo i fiori e il loro range di colori superbi ad attirare la mia attenzione, ma l'atmosfera di gioia e vita eterna che gettavano intorno in ogni direzione; avvicinandosi a qualsiasi gruppo di fiori, persino a ogni singolo bocciolo, essi sembravano spargere torrenti di energia vitale che sollevavano l'anima spiritualmente conferendole forza, mentre i profumi parasidiaci che emanavano erano tali che nessun'anima terrestre può comprendere. Tutti questi fiori vivevano e respiravano ed erano eterni ed incorruttibili, come mi disse il mio amico.

 

C'era un'altra caratteristica sorprendente che notai avvicinandomi a loro, ed era una musica che li avvolgeva, creando un'armonia che corrispondeva esattamente ai colori meravigliosi dei fiori. Temo di non essere sufficientemente educato dal punto di vista musicale per darvi una spiegazione tecnica di questo bellissimo fenomeno, ma spero di potervi dare successivamente qualche spiegazione in più con l'aiuto di qualcuno che conosca meglio la materia. Per il momento accontentatevi di sapere che questi suoni musicali erano in perfetto accordo con tutto ciò che vedevo e che ovunque regnava una perfetta armonia..

 

Ero già consapevole dell'effetto rivitalizzante di questo giardino paradisiaco ed ero ansioso di vedere di più, così, in compagnia del mio vecchio amico che mi faceva da guida, passeggiai nei viottoli e sull'erba deliziosa, la cui consistenza e sofficità erano tali da sembrare di "camminare sull'aria", cercando nel contempo di realizzare che tutta questa superlativa bellezza faceva parte della mia casa.

 

C'erano molti alberi splendidi, nessuno dei quali con difetti di forma come li vediamo abitualmente sulla Terra, ma comunque diversi tra loro: semplicemente ogni albero cresceva in condizioni perfette, libero dalle tempeste di vento che contorcono i giovani rami terrestri e libero dalle invasioni di insetti e dalle altre cause che deformano gli alberi terreni. Come i fiori anche gli alberi erano incorruttibili ed eterni, ammantati da un folto fogliame con ogni sfumatura di verde e emanando energia vitale a tutti coloro che si avvicinano.

 

Osservai che non c'era l'ombra sotto gli alberi, infatti non sembrava esserci un sole come lo conosciamo, ma c'era una luce radiante che penetrava ogni angolo: il mio amico mi disse che tutta la luce proveniva direttamente dalla Sorgente di ogni Luce, era Luce Divina che illuminava l'intero mondo degli Spiriti dove vivevano coloro che avevano occhi spirituali per poterla vedere.

 

Notai anche che un piacevole tepore pervadeva ogni atomo di spazio, un calore perfettamente uniforme e costante. L'aria era quieta ma pervasa da brezze profumate e delicate che in nessun modo alteravano la temperatura deliziosa.

 

E lasciatemi dire a coloro che non amano i profumi che non può esserci nulla in Paradiso che vi sia sgradito: aspettate di gustare questi profumi e la penserete in modo molto diverso.

 

Ho descritto tutto ciò in maniera dettagliata perchè sono certo che molte persone si sono poste domande al riguardo.

 

Sono stato colpito dal fatto che non c'erano siepi o staccionate, niente che potesse segnare i limiti dei miei giardini. Mi fu detto che non c'era bisogno di stabilire confini perchè ogni persona sapeva istintivamente senza dubbio alcuno dove terminava il proprio giardino. Non c'erano pertanto sovrapposizioni con i giardini altrui, sebbene tutti fossero aperti a chiunque volesse attraversarli o passeggiare all'interno. Io ero il benvenuto ovunque volessi andare senza temere di invadere l'altrui proprietà: questa era la regola, e anch'io avrei apprezzato che altri passeggiassero nel mio giardino. Espressi infatti il mio desiderio che chiunque potesse entrare nel mio giardino per aprezzarne le bellezze: non avevo sentimenti di possesso personale e questa è l'attitudine comune in questo luogo, possesso e condivisione allo stesso tempo.

 

Vedendo il magnifico stato di manutenzione e cura dei giardini, chiesi al mio amico chi era il genio che se ne occupava così assiduamente e con questi splendidi risultati. Prima di rispondere alla mia domanda mi disse che, a causa del mio arrivo recente, era consigliabile per me un po' di riposo; propose di trovare un luogo piacevole - tutto per me era PIU'che piacevole - dove sederci e dove avrebbe risposto alle mie domande.

 

Passeggiammo finchè non trovammo un posto "piacevole" sotto i rami di un albero magnifico dal quale potevamo vedere un ampio tratto di campagna, con il fogliame lussureggiante che ondeggiava sopra di noi. L'intero paesaggio era immerso in una luce gloriosa e celestiale, e potevo scorgere molte case di varie forme e dimensioni situate, come la mia, in mezzo ad alberi e giardini. Ci sdraiammo sul terreno soffice come un letto di piume e mi stiracchiai vigorosamente. Il mio amico mi chiese se ero stanco: non avevo la sensazione ordinaria della fatica come sulla Terra, ma sentivo la necessità di rilassarmi fisicamente. Mi spiegò che la causa di questo desiderio era la mia malattia terminale e che, se volevo, potevo passare in uno stato di sonno profondo. Al momento non sentivo la necessità assoluta di dormire e gli risposi che preferivo starlo ad ascoltare. Così cominciò a parlarmi:

 

"Tutto quello che si semina, si raccoglie", queste poche parole descrivono esattamente il grande processo eterno attraverso il quale tutto quello che vedi è quello che ti sei guadagnato. Gli alberi, i fiori, i prati, le belle case di gente felice - tutto ciò è il risultato visibile di "ciò che si è seminato". Questa Terra dove viviamo io e te è la Terra del Grande Raccolto, i semi del quale furono piantati durante la vita terrena. Tutti quelli che vivono qui si sono guadagnati l'esatta dimora che si sono meritati con le loro azioni terrene.

 

Stavo cominciando a capire molte cose, la principale delle quali che mi toccava più da vicino era la totale mancanza di verità da parte della religione in relazione al mondo spirituale. La verità era che io, sdraiato qui, rappresentavo la più completa falsità di tutto quello che avevo insegnato e sostenuto durante la mia vita ecclesiastica sulla terra. Interi volumi di insegnamenti ortodossi, credi e dottrine non erano più di alcuna importanza, perchè non contenevano la verità e perchè non descrivevano affatto il mondo eterno dello Spirito e il Grande Creatore che lo genera e lo mantiene. Ora vedevo chiaramente quello che prima vedevo solo in parte, che l'ortodossia è un prodotto umano mentre l'universo è un dono di Dio.

 

Il mio amico continuò a raccontarmi che nelle case che vedevamo vivevano persone di ogni genere e condizione, le cui convinzioni religiose sulla terra erano ugualmente varie. Il fatto è che le anime sono esattamente le stesse nell'istante del passaggio alla vita spirituale di come erano un istante prima: i pentimenti sul letto di morte non sono di alcuna utilità, poichè la maggior parte di questi non sono altro che un atto di codardia nato dalla paura di ciò che sta per accadere - la paura dell'inferno eterno, costruito dai teologi come arma in mano all'esercito ecclesiastico, arma che ha causato probabilmente più sofferenza di qualunque altro credo. Le dottrine pertanto non hanno nessuna importanza nel mondo spirituale, ma poichè le persone portano con sè tutte le loro caratteristiche, i credenti fervidi di qualsiasi religione continueranno a praticare i loro riti e i loro culti fino a quando le loro menti non si illumineranno. Il mio amico mi informò che qui c'erano intere comunità che ancora coltivavano le loro vecchie religioni terrene. Religiosamente parlando, la bigotteria e i pregiudizi erano ancora tutti lì: non facevano del male a nessuno, se non a coloro che li praticavano, confinati a se stessi. Qui non esiste nulla di simile alla pratica della conversione.

 

Supposi quindi che la nostra religione fosse ben rappresentata qui, e lo era! Le stesse cerimonie, gli stessi riti, le stesse vecchie credenze erano tutte praticate con lo stesso zelo bigotto in chiese costruite per tale scopo. I membri di queste comunità sapevano di essere "morti", e pensavano che parte della loro ricompensa era continuare a praticare le loro forme di adorazione: avrebbero proseguito in questo modo fino a quando il loro spirito si sarebbe in qualche modo risvegliato. Su queste anime non viene esercitata alcuna pressione; la loro resurrezione mentale deve venire dal loro interno e, quando questo accade, possono sperimentare per la prima volta il reale significato della libertà.

 

Il mio amico mi promise che se avessi voluto mi avrebbe fatto visitare uno di questi luoghi religiosi più tardi, ma, poichè c'era molto tempo a disposizione, mi suggerì di abituarmi prima alla mia nuova vita. Non aveva ancora risposto però alla mia domanda, chi fosse cioè quell'anima gentile che aveva curato così bene i miei giardini, ma capì il mio pensiero e affrontò lui stesso l'argomento.

 

Mi disse che sia la casa che i giardini erano il raccolto che avevo seminato per me stesso durante la mia vita terrena. Avendo guadagnato il diritto di possederli, li avevo costruiti con l'aiuto di anime generose che trascorrevano la loro vita spirituale compiendo questi atti di gentilezza e servizio agli altri. Non solo era il loro lavoro, ma al tempo stesso anche il loro piacere. Spesso questo lavoro è svolto da coloro che, sulla Terra, erano esperti in questo genere di cose e che le amavano. Qui possono continuare con la loro occupazione prediletta in condizioni che solo il Mondo Spirituale può offrire. Questi compiti sono la loro ricompensa spirituale, sebbene il pensiero di una ricompensa non sia mai nelle loro menti, ma piuttosto il desiderio di essere utili agli altri.

 

L'uomo che ha relizzato questi bei giardini era un amante di questa attività durante la vita terrestre e, come potevo vedere, un grande esperto in materia. Ma una volta che I giardini sono creati, non c'è la necessità di curarli continuamente: è il costante decadimento, la violenza dei venti e delle tempeste e numerose altre cause che richiedono questo lavoro sulla Terra. Qui non c'è decadimento e tutto ciò che cresce vive nelle stesse nostre condizioni. Mi disse che i giardini non richiedevano alcuna attenzione (nel senso che usiamo noi questo termine) e che il nostro amico giardiniere li avrebbe tenuti sotto le sue cure se lo avessi desiderato. Molto più che desiderarlo, espressi la speranza che volesse continuare. Ero profondamente grato per il suo meraviglioso lavoro e sperai di poterlo incontrare per ringraziarlo e esprimergli la mia sincera gratitudine. Il mio amico mi spiegò che era molto semplice, e che il motivo per cui non l'avevo ancora incontrato era il mio arrivo recente, non voleva essere invadente fino a quando non mi fossi sentito completamente "a casa".

 

La mia mente ritornò alle mie occupazioni terrene, alla gestione quotidiana dei doveri di un ministro della Chiesa. Poichè tale occupazione mi sembrava del tutto inutile qui, mi domandavo cosa aveva in serbo per me il futuro. Mi fu ricordato ancora che c'era un sacco di tempo per meditare sull'argomento e il mio amico mi suggerì di riposare ancora prima di accompagnarlo in un giro d'ispezione - c'era tanto da vedere e tanto cose che avrei trovato stupefacenti. C'erano anche molti amici che aspettavano di incontrarmi dopo la nostra lunga separazione. Calmò il mio desiderio di iniziare subito dicendo che prima dovevo riposare e, quale posto migliore di casa mia per questo?

 

Seguii il suo consiglio e tornammo verso la casa.