LA CASA DI RIPOSO

Mentre camminavamo, almeno due di noi meditavano su ciò che avevamo visto e sulle sue implicazioni. La nostra giovane amica - che ci disse di chiamarsi Ruth - ci fece molte domande, ma lasciai rispondere il mio amico - Edwin - poichè io stesso ero un nuovo arrivato.

 

Ruth ci spiegò che non era mai stata un'osservante religiosa nella sua vita terrena, ma era evidente che era un'anima gentile e la sua mancanza di fede religiosa non aveva avuto alcuna importanza nell'assegnazione della sua destinazione post-mortem. Le sue azioni nei confronti degli altri avevano contribuito alla sua crescita spirituale molto più di qualunque forma esteriore di fervore religioso, poichè spesso si tratta di FORMA esteriore. Come me era molto stupita di trovare qui la rappresentazione completa della religione ortodossa. Edwin le rispose che aveva visto un solo esempio, ma ce n'erano molti altri. Comunque, visto uno, visto tutti - più o meno. Ogni dottrina naturalmente conservava il suo credo e le sue cerimonie peculiari come sulla Terra, con poche differenze, come avevamo visto.

 

Questo sonno spirituale non è una novità in questo mondo. La colpa è della Terra: le controversie e le dispute religiose sono il centro dell'ignoranza e della mancanza di conoscenza che molte persone portano con sè nel mondo dello spirito, e se le menti di queste persone sono ottuse e incapaci di pensare da sole, rimangono legate alle loro meschine visioni religiose ritenendole verità assolute, fino a quando non arriva il giorno del loro risveglio spirituale. Allora capiranno che la cieca aderenza ai loro credi sta impedendo la loro crescita. Ma per ogni persona che lascia per sempre queste congregazioni fuorvianti ce ne sarà sempre un'altra che arriva a prendere il suo posto - fino a quando la Terra non saprà la verità sul mondo dello spirito. Ovviamente non fanno del male a nessuno, se non a se stessi ritardando il loro sviluppo spirituale. Una volta che realizzano quello che stanno facendo e muovono il primo passo per uscirne, la loro gioia non ha confini e comprendono quanto tempo abbiano - apparentemente - sprecato.

 

Ci si può chiedere cosa possa sostituire queste comunità religiose, una volta acquisita la conoscenza della verità. Nessuna forma di adorazione? Niente affatto, noi abbiamo i nostri incontri "religiosi" ma privati di ogni traccia di credi insignificanti, di dottrine e di dogmi: adoriamo il Grande Padre Eterno con grande sincerità e con verità assoluta. Siamo una sola mente e nessuno è chiamato a credere ciecamente in qualcosa che è incomprensibile. Qui ci sono moltissime cose che non capiamo e ci vorranno eoni prima di poterne comprendere una minima parte. Ma non ci viene chiesto di comprenderle, ci viene detto di prenderle come sono, non fa differenza alla nostra progressione spirituale. Saremo in grado di progredire moltissimo prima di sentire anche solo il bisogno di capirle. Così siamo una sola mente nell'adorazione dell'Altissimo.

 

Di questo ci parlava Edwin mentre passeggiavano nell'aria fresca del Paradiso divino.

 

Ruth fu colpita da un solido edificio situato su un terreno alberato che attirò anche la mia attenzione. Edwin ci disse che era una casa di riposo per coloro che erano arrivati nel mondo dello spirito dopo una lunga malattia o dopo una morte violenta e che di conseguenza erano sotto shock. Ci domandammo se era possibile visitarla senza sembrare curiosi. Ci assicurò che non c'erano problemi poichè lui aveva prestato i suoi servizi in quel luogo ed era quindi una persona gradita. Inoltre sapeva che noi possedevamo la necessaria simpatia per allontanare ogni sospetto di curiosità morbosa.

 

Avvicinandomi, potei osservare che l'edificio non aveva affatto l'aspetto di un ospedale in senso stretto, qualunque fosse la sua funzione. Era in stile classico, alto 3 piani e interamente aperto ai lati; cioè non aveva finestre. Era costruito con un materiale di colore bianco, ma immediatamente sopra di esso c'era un grande fascio di luce blu che lo inondava e lo avvolgeva, conferendo all'intero edificio una tonalità blu. Questo grande raggio era la sorgente della vita - una luce guaritrice - mandato a coloro che erano arrivati ma che non si erano ancora svegliati. Quando si sarebbero ristabiliti spiritualmente pienamente, avrebbero avuto uno splendido risveglio e sarebbero stati accompagnati nel loro nuovo mondo.

 

Notai che diverse persone erano sedute sull'erba o passeggiavano intorno all'edificio. Erano i parenti di coloro che erano sotto trattamento nella casa di riposo il cui risveglio era imminente. Sebbene potessero facilmente farsi trovare lì quando era il momento, preferivano seguire i vecchi istinti terreni aspettando nelle vicinanze quel felice risveglio. Come si poteva notare dalle espressioni dei loro volti, erano pieni di gioia e molto eccitati: ricevemmo molti sorrisi amichevoli camminando in mezzo a loro. Molti vennero a salutarci, pensando che fossimo lì per gli stessi loro motivi, ma gli spiegammo i nostri veri propositi.

 

Notai che la maggioranza delle persone che aspettavano nei giardini non indossava i loro abiti terreni e pensai che la maggior parte di loro abitavano queste terre da molto tempo. Edwin ci disse che non era necessariamente così: potevano indossare i loro abbigliamenti spirituali in virtù del fatto che erano abitanti di questo reame, e i loro vestiti erano adatti sia al luogo che alla situazione. E' difficile descriverli perchè non è possibile paragonarli a nulla di terreno: qui non ci sono i tessuti che conosciamo e l'aspetto non è determinato dalla lavorazione della stoffa, ma dalla qualità e dal livello della luce che costituisce l'essenza di un vestito spirituale. Quelli che stavamo osservando erano lunghi e fluenti e i colori - blu e rosa in varie tonalità - sembravano sfumare l'uno nell'altro; apparivano molto comodi da indossare e, come ogni altra cosa in questo luogo, non richiedevano alcuna attenzione per mantenerli in uno stato perfetto, dipendendo interamente dalla spiritualità di colui che li portava.

 

Poichè noi tre indossavamo ancora I nostri abiti terreni, Edwin suggerì che sarebbe stato meglio cambiarli con quelli naturali per questo luogo. Io e Ruth desideravamo farlo, ma entrambi ci chiedevamo come fare.

 

Probabilmente qualcuno sul piano terreno ama credere che questa situazione implichi una cerimonia ufficiale e una presentazione in abiti spirituali alla presenza di esseri celesti che ci invitano al nostro "eterno riposo"! Non era affatto così: quello che accadde fu molto semplice: appena espressi il desiderio di seguire il suggerimento di Edwin, i miei vestiti svanirono, si dissolsero, e mi ritrovai vestito con i miei abiti spirituali, uguali a quelli degli altri intorno a me. Anche Edwin si era cambiato e notai che sembrava emanare colori più vivaci dei miei. Il vestito di Ruth era uguale al mio e, manco a dirlo, si sentiva piena di gioia per questa nuova manifestazione dello spirito. Il mio vecchio amico aveva già sperimentato questo cambiamento in precedenza, e il suo costume non era nuovo per lui. Parlando per me e - ne sono sicuro - anche per Ruth, non ho mai provato il minimo imbarazzo o disagio per questo rivoluzionario cambiamento del mio aspetto. Al contrario, mi sentivo perfettamente in ordine e naturale, in sintonia con il luogo: nulla sarebbe stato più stonato di un'apparenza terrena in questo edificio che non presentava niente di simile a quelli sulla Terra.

 

Appena entrati Edwin fu salutato e accolto da un vecchio amico che ci venne incontro. Spiegò brevemente la sua missione e i motivi della nostra presenza e fummo invitati a vedere tutto ciò che desideravamo. Un vestibolo esterno conduceva a un ambiente di considerevoli dimensioni: lo spazio che normalmente è riempito dalle finestre era occupato da alte colonne poste a media distanza l'una dall'altra e questa disposizione era presente su tutte e quattro le pareti. Le decorazioni erano molto scarse, ma questo non deve far pensare che l'appartamento avesse un aspetto freddo o da caserma. Era tutto fuorchè questo: il pavimento era coperto da tappeti soffici ornati sobriamente e qui e là pendevano dalle pareti pannelli di tappezzeria meravigliosamente decorati. L'intero pavimento era occupato da confortevoli divani su ognuno dei quali giaceva una persona immobile e profondamente addormentata. Alcuni uomini e donne si muovevano con calma, intenti ad osservare i diversi divani e i loro occupanti.

 

Notai che in questo ambiente eravamo sotto l'influenza del raggio blu: il suo effetto era fortemente energizzante, ma contemporaneamente infondeva molta calma e serenità. Un'altra qualità degna di nota era la completa mancanza di qualunque istituzione con la sua inevitabile burocrazia. Non c'erano dubbi sulla prassi da seguire, e non mi sentii mai in mezzo estranei. Coloro che vigilavano sui dormienti sembravano compiere un atto di amore felici di farlo, piuttosto che eseguire un lavoro per dovere. Il risveglio di queste anime addormentate era una gioia continua per loro, così come per coloro che erano venuti ad assisterlo.

 

Seppi che tutti i "pazienti" in questa stanza erano passati attraverso malattie lunghe e debilitanti prima della loro morte: immediatamente dopo il loro passaggio vengono spinti gentilmente in un sonno profondo. In alcuni casi il sonno segue istantaneamente la morte fisica, senza soluzione di continuità. Malattie prolungate prima della morte hanno un effetto debilitante sulla mente, che , a sua volta, influenza negativamente il corpo spirituale. Mentre quest'ultimo si riprende rapidamente, la mente necessita riposo assoluto di varia durata. Ogni caso viene trattato individualmente e risponde perfettamente al trattamento. In questo stato di sonno la mente è completamente a riposo: non ci sono incubi, febbre o delirio.

 

Mentre ero testimone di questa splendida manifestazione della Divina Provvidenza, non potevo fare a meno di pensare a quelle assurde idee terrene di "eterno riposo", "sonno perpetuo" e ad altre ugualmente fuorvianti: nulla a che vedere con lo stato di torpore lunghissimo che la religione ortodossa insegna essere presente fino all'arrivo dell'odioso "giorno del giudizio". Qui c'era la prova evidente che questa credenza era senza senso.

 

I miei amici mi dissero che nessuno di loro si era risvegliato nella casa di riposo: come me non avevano sofferto di malattie debilitanti e la fine dei loro giorni terreni era sopravvenuta velocemente e in modo piacevole.

 

I pazienti che riposavano sui loro divani avevano un'aria molto serena: erano costantemente osservati e, al primo segno di un risveglio imminente, venivano chiamati coloro in attesa perchè tutto fosse pronto per il benvenuto. Alcuni si risvegliavano parzialmente e risprofondavano nel sonno; altri si svegliavano di colpo e in questi casi le anime in attesa avevano un compito difficile: dovevano spiegare al nuovo arrivato che era "morto", ma che era ancora vivo. Di solito ricordavano la loro malattia, ma non erano coscienti di essere passati nel mondo degli spiriti, e quando veniva gentilmente spiegata la realtà della situazione, spesso sentivano il desiderio urgente di tornare sulla Terra, sia da coloro che li stavano piangendo, sia da coloro per i quali si sentivano responsabili. Veniva loro spiegato che non si poteva tornare indietro e che altri più esperti si sarebbero presi cura di ciò che li faceva sentire così angosciati. Questi risvegli non erano così felici come quelli di chi si svegliava con la piena coscienza di quello che era successo. Se la terra fosse più saggia e più illuminata, questi ultimi sarebbero i casi più frequenti e ci sarebbe molto meno stress per l'anima.

 

La Terra ritiene di essere molto evoluta, molto civilizzata: questo concetto è segno di cieca ignoranza. Il mondo terreno e tutti i suoi abitanti sono ritenuti di primaria importanza, mentre il mondo dello spirito è visto come qualcosa di distante ed evanescente. Quando un'anima nasce ha abbastanza tempo per pensarci, ma non ha voglia di annoiarsi sull'argomento fino a quando non arriva la sua ultima ora: questa è l'attitudine mentale di migliaia e migliaia di anime incarnate, e qui, nella casa di riposo, vedemmo molte persone svegliarsi dal loro sonno spirituale, assistite da spiriti gentili e pazienti che tentavano continuamente di convincerle che erano realmente "morte". E questa è solo una delle tante case di riposo dove lo stesso servizio è portato avanti incessantemente, tutto perchè la Terra è tanto superiore in conoscenza!

 

Ci mostrarono un'altra area simile dell'edificio, dove dormivano coloro che avevano avuto un passaggio improvviso e violento. Questi casi di solito erano più difficili da gestire di quelli visti in precedenza, poichè la rapidità della loro dipartita aggiungeva molta più confusione alla loro mente. Invece che con una transizione graduale, in molti casi il corpo spirituale viene espulso violentemente dal corpo fisico e precipitato nel mondo dello spirito: il passaggio è così improvviso che l'anima non avverte nulla. Queste persone sono prese in carico rapidamente da anime che dedicano tutto il loro tempo e tutte le loro energie a questo compito e nella casa di riposo potemmo vedere i risultati del loro lavoro. Se molte di queste anime avessero avuto anche solo una piccola conoscenza della spiritualità, questi risvegli sarebbero stati molto più felici.

 

Vi assicuro che non è piacevole vedere questi aiutanti gentili e pazienti lottare mentalmente - e a volte anche fisicamente - con persone che ignorano completamente di essere "morte". E' una visione molto triste, e di chi è la colpa? Molte di queste anime incolpano se stesse dopo essere state qui sufficientemente a lungo per apprezzare la loro nuova condizione, o, alternativamente, incolpano il mondo che hanno appena lasciato per la sua cecità e stupidità.

 

Edwin osservò che forse avevamo visto tutto quello che volevamo e, per dire la verità, sia a me che a Ruth non dispiaceva andarcene: dovete ricordare che eravamo entrambi appena arrivati e non avevamo ancora sufficiente esperienza per sopportare situazioni stressanti. Quindi uscimmo all'aperto e prendemmo un sentiero che costeggiava un grande orto di alberi da frutto, molto più grande ma simile a quello dove avevo gustato il mio primo frutto celestiale. Era a disposizione di coloro che si erano appena risvegliati e, naturalmente, di chiunque desiderasse gustare una porzione dei frutti stimolanti.

 

Mi resi conto che Edwin ci stava dedicando molto tempo, forse a spese del suo stesso lavoro, ma lui mi rassicurò dicendomi che quello che stava facendo era proprio il suo lavoro, che consisteva nell' aiutare i nuovi arrivati a familiarizzare con il nuovo mondo e nell'aiutare tutti a liberarsi delle loro vecchie idee religiose evitando che potessero unirsi alle comunità ortodosse locali. Fui molto felice di saperlo, poichè questo significava che avrebbe continuato a farci da cicerone.

 

Ora che eravamo di nuovo all'aperto mi domandai se avessimo dovuto continuare ad indossare i nostri abiti spirituali o se avessimo dovuto tornare ai nostri vecchi abiti. Ruth non ne voleva sapere di tornare al vecchio stile e dichiarò di sentirsi perfettamente soddisfatta con quello che indossava ora, chiedendoci quale vestito terreno poteva essere migliore di questo: fummo felici di imitarla! Ed Edwin? Il mio amico aveva indossato i suoi abiti terreni solo per tenermi compagnia e farmi sentire a casa, così decisi che sarei rimasto con la mia veste spirituale.

 

Mentre passeggiavamo cominciammo a chiacchierare sulle idee terrene che riguardavano l'aspetto degli spiriti. Ruth ci ricordò che spesso le creature sprituali venivano raffigurate con grandi "ali". Tutti fummo d'accordo che questa idea era davvero ridicola: potrebbe un mezzo di locomozione essere più difficoltoso, faticoso e poco pratico? Gli artisti dei giorni antichi erano largamente responsabili di questa visione: ritenevano probabilmente che qualche mezzo di locomozione fosse indispensabile per gli abitanti del mondo dello spirito e che il consueto modo di usare le gambe era troppo terreno per essere considerato anche una remota possibilità.

 

Non avendo nessuna conoscenza della potenza del pensiero in questo mondo e della sua diretta applicazione, ritennero che il solo modo di spostarsi nello spazio era attraverso l'utilizzo di ali. Ci domandammo se sulla terra ci fossero ancora persone che pensavano a noi come a una specie di grandi uccelli!! Per fortuna la scienza moderna ha provveduto a far piazza pulita di molte assurde concezioni per lungo tempo prevalenti.

 

Edwin ci chiese se eravamo interessati a visitare la città che potevamo vedere non troppo lontano. Quando dico "non troppo lontano", potrebbe dare l'idea che la distanza sia di qualche conto qui: sicuramente non è così!! Ruth e io fummo subito d'accordo che ci sarebbe piaciuto raggiungerla, poichè una città spirituale era davvero una grande rivelazione.

 

Ci domandammo se avessimo dovuto camminare o se avessimo dovuto utilizzare un sistema di trasporto più veloce: entrambi volevamo provare la potenza del pensiero, ma come già in altre circostanze, non sapevamo come mettere in azione queste forze. Edwin ci spiegò che una volta che ci fossimo allenati in questo semplice processo del pensare, non avremmo più avuto alcuna difficoltà in futuro. Per prima cosa era necessario avere fiducia, e secondariamente dovevamo concentrarci: per fare un paragone terreno, dovevamo desiderare di essere LA', ovunque fosse, e LA' noi ci saremmo trovati. Per i primi tentativi era necessario uno sforzo cosciente, ma poco dopo avremmo potuto muoverci ovunque volessimo - si potrebbe dire quasi senza pensare! Per cercare di chiarire il concetto: quando volete sedervi, camminare o eseguire qualunque azione così familiare sulla Terra, non siete coscienti di fare un grosso sforzo di pensiero per portare a termine i vostri desideri. Il pensiero "desidero sedermi" passa rapidamente attraverso la vostra mente e, semplicemente, vi sedete, senza dover controllare gli innumerevoli movimenti muscolari coinvolti in questa azione: essi diventano una seconda natura. E qui è precisamente la stessa cosa: semplicemente pensiamo che vogliamo essere in un certo posto e lì ci troviamo. Bisogna dire però che non tutti i luoghi ci sono accessibili: esistono molti reami dove noi non possiamo entrare se non in particolari circostanze o se il nostro livello di progressione spirituale lo permette. Ciò non altera comunque il nostro modo di locomozione ma lo restringe a certe definite direzioni.

 

Per essere pratici, chiesi a Edwin come potevamo indirizzare i nostri pensieri in un luogo ben definito in modo da essere là tutti e tre insieme e contemporaneamente. Edwin ci disse che c'erano diversi fattori da tenere in mente in queste circostanze particolari - un fattore era che questa era la nostra prima esperienza di locomozione attraverso il pensiero - ma comunque si sarebbe preso cura di noi. Avremmo dovuto rimanere in stretto contatto l'uno con l'altro fino a quando lui non avrebbe dato voce al desiderio e all'intenzione di fare ciò. Questi due fattori insieme erano sufficienti a garantire un arrivo sicuro e in compagnia alla nostra destinazione desiderata! Quando saremmo diventati sufficientemente esperti in questa metodologia non avremmo più avuto difficoltà a mantenere questa connessione.

 

Devo ricordarvi che qui il pensiero è istantaneo e non c'è possibilità di perdersi nello spazio infinito. Avevo già sperimentato come viaggiare in questo modo nello spazio subito dopo la mia "morte", ma allora mi ero mosso lentamente e con gli occhi chiusi. Edwin suggerì di tentare un esperimento da soli, assicurandoci che non avrebbe potuto nuocerci in nessun modo. Ci propose di proiettarci in un piccolo gruppo di alberi distanti circa un quarto di miglio - misura terrestre. Ci sedemmo sull'erba tutti e tre guardando il nostro obiettivo, suggerendoci di tenerci per mano. Ruth ed io dovevamo andare là da soli, mentre lui sarebbe rimasto dov'era. Prima di pensare che volevamo essere là vicino agli alberi ci guardammo con divertimento, entrambi chiedendoci cosa sarebbe successo, mentre nessuno dei due osava prendere l'iniziativa. Allora Edwin disse: "Andate!". La sua frase deve aver fornito lo stimolo necessario: io presi la mano di Ruth e improvvisamente ci trovammo sotto gli alberi!.

 

Ci guardammo sbalorditi,e vedemmo Edwin che ci salutava con la mano nel punto dal quale eravamo partiti. Poi accadde una cosa strana: entrambi vedemmo un lampo di luce davanti ai nostri occhi, non era accecante, nè ci infastidì in nessun modo, semplicemente catturò la nostra attenzione proprio come fa il sole quando esce da una nuvola sulla Terra. Il lampo illuminò il piccolo spazio dinanzi ai nostri occhi e noi rimanemmo immobili e pieni di aspettativa. Udimmo chiaramente al di là di ogni dubbio - non potrei dire se con le orecchie o con la mente - la voce di Edwin che ci chiedeva se ci era piaciuto il nostro breve viaggio e di tornare indietro da lui esattamente nello stesso modo in cui lo avevamo lasciato. Entrambi commentammo quello che avevamo sentito cercando di capire se era veramente la voce di Edwin: eravamo ancora molto perplessi per quest'ultima dimostrazione dello spirito quando la voce di Edwin parlò di nuovo, assicurandoci che ci aveva sentito rimuginare sull'intera faccenda!!. Così, sorpresi e deliziati da questa manifestazione della potenza del pensiero, decidemmo di ritornare da Edwin all'istante per farci dare spiegazioni. Ripetemmo la procedura e ci trovammo lì seduti sull'erba accanto al mio amico che rideva della nostra meraviglia.

 

Ci disse che aveva voluto farci questa sorpresa e noi lo bombardammo di domande. Questa era un'altra dimostrazione della concretezza del pensiero: se potevamo spostarci solo con la forza del pensiero, allora potevamo inviare anche i nostri stessi pensieri a qualunque distanza. Nel mondo dello spirito quando focalizziamo i nostri pensieri su una persona, sia che siano in forma di messaggio definito, sia che siano di natura affettiva, raggiungeranno la loro destinazione senza fallo, e saranno recipiti dal destinatario. Questo è ciò che accade, ma come accade Edwin non era in grado di dirlo: era un'altra delle manifestazioni dello spirito che diamo per scontate e che apprezziamo così come sono. Fino a questo momento avevamo usato "organi della voce" per parlarci l'un l'altro; era naturale, e Ruth ed io non avevamo pensato che fossero disponibili mezzi di comunicazione a distanza. Non eravamo più limitati dalle condizioni terrene, ma fino ad allora non avevamo osservato nulla che potesse prendere il posto degli ordinari mezzi di comunicazione.

 

Sebbene noi possiamo inviare i nostri pensieri in questo modo, non si deve supporre che le nostre menti siano libri aperti dentro ai quali ognuno può leggere. Niente affatto, possiamo tenere i nostri pensieri per noi, ma se vogliamo possiamo lasciarli andare senza controllo in modo che possano essere visti e letti da altri. Una delle prime cose da imparare quando si arriva qui è che il pensiero è concreto, che può creare e costruire, quindi il nostro primo sforzo è quello di controllare i nostri pensieri. Ma nel mondo degli spiriti impariamo presto ad adattarci alle nuove condizioni, se lo vogliamo, e non manca mai chi ci aiuta in qualunque difficoltà, come io e Ruth avevamo scoperto con sollievo e gratitudine.

 

Ruth era ora molto impaziente di visitare la città e insistette perchè Edwin ci portasse là subito. Così, senza ulteriore indugio, ci alzammo e, atteso l'ordine dalla nostra guida, partimmo.