LA MUSICA

La musica è un elemento talmente vitale nel mondo degli spiriti che non stupisce che un edificio imponente sia interamente dedicato alla pratica, all'insegnamento e all'incoraggiamento verso ogni tipo di musica: Il Centro successivo in cui ci portò il nostro amico era infatti totalmente dedicato a questo importante soggetto.

 

Sulla Terra non mi sono mai considerato un musicista in senso stretto, ma apprezzavo questa arte senza tuttavia comprenderla molto. Durante il mio breve soggiorno ho ascoltato alcuni splendidi cori in una delle nostre cattedrali metropolitane, ma avevo un'esperienza molto scarsa di concerti. La maggioranza di ciò che vidi in questo Centro era nuovo per me, e la maggior parte molto tecnico: da allora ho imparato in maniera apprezzabile, poichè ritengo che la conoscenza della musica aiuti a capire molti aspetti di questa vita, dove la musica gioca un ruolo importante. Non sto dicendo che la gente dello spirito dovrebbe diventare musicista per comprendere la sua propria esistenza: imporre una tale condizione non sarebbe in armonia con la legge naturale. Ma la maggior parte degli individui ha qualche dono musicale innato e latente che, incoraggiato e sviluppato, può portare grande gioia: e questo è esattamente quello che feci. Ruth possedeva già una vasta educazione musicale, e in questo grande college si sentì nel suo ambiente naturale.

 

Il centro della musica seguiva lo stesso principio degli altri centri artistici: la libreria conteneva libri e partiture di una grande quantità di musica scritta sulla terra da compositori passati nel mondo degli spiriti o ancora viventi nel piano terreno. I grandi capolavori musicali erano interamente rappresentati negli spartiti sulle mensole e seppi che era difficile trovare un lavoro che non fosse stato modificato dal suo stesso compositore una volta giunto nel mondo degli spiriti (parlerò più avanti della ragione per questo "miglioramento"”). Come negli altri Centri, la libreria conteneva la storia musicale completa dell'umanità fin dai tempi più antichi e coloro che erano in grado di leggere la musica e di comprendere ciò che le note stampate indicavano, potevano vedere i progressi che questa arte aveva compiuto attraverso le ere. Come in altre arti il progresso era avvenuto lentamente e occasionalmente si intromettevano anche forme bizzarre di espressione: inutile dire che queste ultime non erano rappresentate per gli stessi motivi che avevano ispirato il compositore ad alterare i loro lavori dopo il passaggio a questo mondo.

 

La libreria conteneva anche moltissimi libri e composizioni musicali scomparsi dalla terra da lungo tempo o presenti in quantità molto scarsa e fuori dalla portata di molti. L'amante dell'antiquariato musicale trova qui tutto ciò che aveva così a lungo desiderato sulla terra e può consultare liberamente opere talmente preziose che non avrebbe mai potuto maneggiare prima. Erano allineate molte stanze per gli studenti che potevano imparare ogni ramo musicale, dalla teoria alla pratica, sotto la guida di maestri famosi in tutto il mondo terreno. Probabilmente ci sarà qualcuno che ritiene che persone così famose non siano disponibili a regalare il loro tempo all'insegnamento di forme musicali semplici, a semplici amanti della musica. Ma deve essere ricordato, come per i pittori, che i compositori hanno un apprezzamento molto differente del loro talento dopo il passaggio nel mondo degli spiriti. In comunione con tutti noi, loro vedono le cose esattamente come sono - incluse le loro composizioni. Scoprono anche che la musica del mondo spirituale porta a risultati molto differenti rispetto alla musica suonata sulla terra: in molti casi la loro conoscenza musicale deve subire drastici cambiamenti prima che essi possano iniziare ad esprimersi artisticamente. Nel campo della musica si può dire che il mondo spirituale inizia ciò che sulla terra finisce. Qui ci sono leggi musicali che non hanno applicazione sulla terra, perchè la terra non è sufficientemente evoluta e perchè questo è un mondo di spirito-pensiero, mentre la terra è un mondo materiale. E' molto improbabile che il mondo terreno possa diventare sufficientemente etereo da poter riprodurre la musica dei reami più alti: ci sono dei tentativi, ma il risultato è barbaro e puerile. Le orecchie terrene non sono sintonizzate sulla musica, che è prodotta essenzialmente nei reami spirituali: la gente della terra si cimenta nel riprodurre questa musica ma non potrà mai farlo pienamente fino a quando le loro orecchie non saranno andate incontro a una fondamentale mutazione.

 

Nel centro della musica si trovavano molti tipi di strumenti musicali familiari sulla terra e studenti ai quali veniva insegnato come usarli. La destrezza delle mani è essenziale, ma l'apprendimento non è mai arduo o noioso e il miglioramento è quindi molto rapido. Quando uno studente ha acquisito la capacità di suonare uno strumento può unirsi ad una delle numerose orchestre che esistono qui, o può limitare le sue esibizioni agli amici. Non stupisce affatto che molti preferiscano la prima opzione perchè così possono produrre insieme ai loro compagni l'effetto tangibile della musica su grande scala, e molte più persone possono godere di questi risultati. Eravamo molto interessati agli strumenti che non hanno una controparte terrena: la maggior parte è adattata per le forme particolari di musica che sono esclusive del mondo spirituale e per questa ragione sono molto più elaborati. Questi strumenti sono suonati solo con altri del loro tipo per la loro musica distintiva, mentre gli strumenti tradizionali sono sufficienti per le forme musicali più consuete.

 

E' ovvio che questo Centro possedeva una sala-concerti: questa era molto vasta e in grado di accogliere molte migliaia di persone. Era di forma circolare, con sedili che originavano dal pavimento in file continue. Naturalmente non c'è reale necessità che questa sala sia al coperto, ma è semplicemente un'altra abitudine che manteniamo in questo reame. Le nostre case, per esempio: non ne abbiamo realmente bisogno, ma ci piacciono, siamo cresciuti sulla terra abituati ad averle, sono perfettamente naturali anche in questa vita, e così le abbiamo.

 

Osservammo che il centro della musica si trovava su un terreno molto più esteso rispetto a quelli che avevamo già visitato e la ragione ci fu presto chiara. Dietro all'edificio si trovava il grande centro dei concerti pubblici: consisteva in un grande anfiteatro a forma di sfera incuneata sotto il livello del terreno, ma era così grande che la reale profondità non era immediatamente apparente. I sedili più lontani dal palcoscenico erano esattamente a livello del terreno; immediatamente intorno a questi sedili c'erano grandi quantità di fiori meravigliosi di ogni possibile sfumatura contornati da erba verde, mentre l'intera area di questo tempio musicale all'aperto era coperta da piantagioni di alberi alti e pieni di grazia. Sebbene i sedili fossero numerosissimi, molti più di quanti avrebbero mai potuto essere disponibili sulla terra, anche occupando i posti più esterni non c'era la sensazione di essere troppo lontani dai concertisti: dovete ricordare che la nostra visuale non è ristretta come sulla terra.

 

Edwin suggerì di assistere ad un concerto e ci fece una strana proposta: non avremmo dovuto sederci all'interno del teatro, ma posizionarci ad una certa distanza; la ragione, ci disse, ci sarebbe stata evidente appena fosse incominciata la musica. Poichè era programmato un concerto di lì a breve, seguimmo il suo misterioso suggerimento e ci sedemmo sull'erba a una distanza considerevole dall'anfiteatro. Mi domandavo se, così lontano, saremmo stati in grado di sentire bene, ma il nostro amico ci rassicurò. Fummo presto raggiunti da molta gente che aveva senz'altro il nostro stesso scopo: l'intero luogo, deserto quando Edwin ci condusse lì, ora conteneva molte persone, alcune delle quali passeggiavano, mentre altre, come noi, erano sedute sull'erba in attesa. Eravamo in un punto delizioso, con alberi, fiori e gente piacevole intorno a noi, e non ho mai provato un sentimento di gioia così profonda: ero in perfetta salute e in perfetta armonia, insieme a due compagni deliziosi, libero da ogni preoccupazione e da ogni pensiero, libero da ogni limitazione legata alle nostre vecchie vite incarnate.

 

Edwin ci disse di avvicinarci al teatro e di guardare in basso: fummo sorpresi nel vedere l'intero anfiteatro gremito di gente, là dove non c'era un'anima solo pochissimo tempo prima. I musicisti erano al loro posto aspettando l'ingresso del direttore d'orchestra e questa enorme folla sembrava arrivata lì per magia. Appena fu chiaro che il concerto stava per incominciare tornammo subito da Edwin, chiedendogli come una tale folla fosse potuta arrivare così improvvisamente e senza che ce ne rendessimo conto. Ci rispose ricordandoci i metodi utilizzati dal pastore della chiesa visitata all'inizio del nostro viaggio per chiamare la congregazione dei fedeli alla funzione religiosa. Nel caso del concerto gli organizzatori avevano semplicemente inviato i loro pensieri alle persone che erano interessate allo spettacolo e loro si erano assemblate prontamente. Quando Ruth ed io avevamo espresso il desiderio di assistere al concerto, avevamo stabilito un legame che ci permetteva di essere raggiunti da questi pensieri appena formulati.

 

Naturalmente non potevamo vedere gli orchestrali dalla nostra posizione ma quando sentimmo intorno a noi un invito al silenzio, capimmo che il concerto stava per avere inizio. L'orchestra era composta da 200 musicisti che suonavano strumenti ben noti sulla terra, così fui in grado di apprezzare bene lo spettacolo. Appena la musica incominciò percepii una differenza notevole da quello che ero abituato a sentire sul piano terreno: i suoni emessi dai vari strumenti erano facilmente riconoscibili, ma la qualità del tono era incommensurabilmente più pura, e l'equilibrio e l'armonia erano perfetti. Fui informato che il concerto sarebbe stato piuttosto lungo e sarebbe continuato senza interruzioni.

 

Il brano di apertura aveva toni sommessi e notammo che nell'istante in cui cominciò la musica un fascio di luce luminosa sembrò nascere dall'orchestra fino a fluttuare al livello dei posti più alti, coprendo l'intero anfiteatro con una luminosità iridescente. Mentre la musica continuava, questa lamina di luce cresceva in forza e densità formando una solida base per quello che sarebbe seguito. Ero così attento a osservare questa straordinaria formazione che non prestai eccessiva attenzione alla musica: ero cosciente del suono, ma nulla più. Poi, ad intervalli regolari intorno alla circonferenza del teatro, quattro torri di luce si innalzarono nel cielo formando pinnacoli di luminosità straordinaria: rimasero immobili per un momento, poi lentamente discesero aumentando la loro circonferenza fino ad assumere l'aspetto di 4 torri circolari, ognuna sormontata da una cupola perfettamente proporzionata. Nel frattempo l'area centrale del fascio di luce era diventata ancora più spessa e iniziava a salire lentamente assumendo la forma di un'enorme cupola che copriva l'intero teatro. Continuò a crescere fino a quando raggiunse un'altezza molto superiore a quella delle 4 torri, mentre i colori più delicati si diffondevano attraverso l'intera struttura eterica. Ora capivo perchè Edwin ci aveva suggerito di sedere fuori dal teatro e potevo anche comprendere perchè i compositori sentivano l'impulso di modificare le loro opere terrene dopo essere arrivati qui. I suoni musicali creavano sopra le teste degli orchestrali questa immensa forma-pensiero e l'aspetto e la perfezione di questa forma dipendevano interamente dalla purezza del suono e delle armonie e dalla mancanza di qualunque stonatura. La musica deve essere pura per produrre una forma pura.

 

Non si deve pensare che fosse assente ogni forma di imperfezione, ma era rapidamente gestita e risolta.

 

Il grande pensiero-forma arrivò alla sua massima altezza rimanendo immobile e solido: la musica stava ancora suonando e, in risposta ad essa, il colore della cupola cambiava da una sfumatura all'altra in una miscela delicata di colori in accordo con la variazione della melodia.

 

E' difficile descrivere in modo adeguato la bellezza di questa meravigliosa struttura musicale: essendo l'anfiteatro sotto il livello del terreno, non vedevamo gli spettatori nè i musicisti, e la cupola di luce e di colori sembrava poggiare sul terreno solido intorno a noi.

 

Ho descritto questo evento in poche parole, ma il pensiero-forma musicale si protrasse per l'intera lunghezza del concerto. In questo intervallo di tempo assistemmo alla formazione e allo sviluppo dell'effetto esteriore della musica: a differenza della terra dove la musica può essere soltanto ascoltata, qui si può ascoltare e VEDERE contemporaneamente. La bellezza dell'immensa forma creata aveva la sua influenza spirituale su tutti coloro che entravano nella sua sfera: potevamo percepirla nonostante fossimo seduti all'esterno del teatro. Gli spettatori all'interno avvertivano benefici ancora maggiori, godendo del suo splendore e dell'energia dei suoi raggi sublimi: decidemmo così che alla prossima occasione avremmo preso posto all'interno dell'auditorium.

 

La musica arrivò al gran finale e terminò, mentre i colori dell'arcobaleno continuarono a danzare e a mescolarsi. Ci domandammo quanto a lungo sarebbe sopravvissuta questa struttura musicale e ci fu detto che sarebbe svanita più o meno nello spazio di tempo di un arcobaleno terreno. Avevamo ascoltato un'opera importante, ma quando erano suonati brani più modesti l'effetto e la durata della forma-pensiero erano simili, mentre ne variava l'aspetto e la grandezza. Poichè la forma-pensiero persisteva per un certo tempo dopo che la musica aveva cessato di suonare, se fosse stato iniziato un nuovo brano musicale la nuova forma avrebbe interagito con la precedente, dando un risultato visivo simile a quello acustico quando due differenti brani musicali sono suonati contemporaneamente.

 

Il musicista esperto può comporre le sue opere sapendo già quale forma produrranno le melodie e i suoni. Può costruire edifici magnifici con i suoi spartiti, conoscendo esattamente quale sarà il risultato: aggiustando attentamente i suoi temi e le sue armonie, la lunghezza dell'opera e le varie caratteristiche espressive, egli può costruire una forma maestosa grande come una cattedrale gotica. Questo è un aspetto delizioso dell'arte della musica spirituale, ed è chiamato "architettura musicale"”. L'allievo non studia la musica solo acusticamente, ma impara a costruirla architettonicamente, e questo è l'aspetto più affascinante e coinvolgente.

 

Ciò di cui abbiamo parlato è stato il risultato di un concerto di una certa importanza, ma il singolo musicista o il singolo cantante possono creare in una scala più ridotta la loro forma-pensiero, è infatti impossibile emettere qualsiasi suono musicale senza che si crei una tale forma. La musica può non assumere forme definite come quelle descritte se manca l'esperienza necessaria, ma induce comunque la formazione di molte miscele di colori: nel mondo dello spirito tutta la musica è colore, e tutto il colore è musica, l'una non esiste senza l'altro. Questo è il motivo per cui I fiori emettono suoni così piacevoli quando vi si avvicina; l'acqua che scintilla e spruzza colori crea anche suoni di purezza e bellezza immensa. Non si deve pensare però che tutta questa galassia di colori generi anche una musica incessante e fastidiosa: così come gli occhi non sono accecati dalla ricchezza dei colori, così le nostre orecchie non sono assordate dai suoni che i colori emanano. I suoni sono in perfetto accordo con i colori e i colori lo sono con i suoni, e la combinazione di vista e suono è PERFETTA ARMONIA.

 

Qui l'armonia è la legge fondamentale, non esistono conflitti. Non sto dicendo che siamo in uno stato di perfezione, saremmo in un reame molto più alto se lo fossimo, ma siamo in uno stato di perfezione relativo a questo reame. Se un individuo diventa più evoluto del reame in cui vive, ipso facto avanza a uno stato più alto; ma intanto che siamo qui viviamo in uno stato di perfezione in accordo con i limiti di questo reame.

 

Ho descritto a lungo la nostra esperienza musicale per la grande importanza che la musica ha nelle nostre vite e nel reame in cui viviamo. L'attitudine alla musica che viene coltivata da molta gente sulla terra va incontro a grandi cambiamenti all'arrivo nel mondo dello spirito: infatti la musica sul piano terreno è vista come una pura diversione, una piacevole aggiunta alla vita, ma in nessun caso come una necessità. Qui è parte della nostra vita, della nostra esistenza naturale, così come lo sono gli alberi e i fiori, l'erba e l'acqua, le colline e le valli: è un elemento della natura spirituale, senza di essa perderemmo una grande fonte di gioia. Non abbiamo bisogno di diventare maestri-musicisti per apprezzare la musica che ci circonda e che genera colori e suoni, e, come per molte altre cose, le accettiamo e godiamo come sono, e nel godimento della nostra eredità possiamo sorridere a coloro che persistono a credere che noi viviamo in un mondo vuoto.

 

Un mondo vuoto? Che shock provano in molti dopo il loro arrivo qui! E come sono immensamente felici e sollevati quando vedono che è un luogo molto piacevole, tutt'altro che un posto terrificante o un tempio religioso dove si cantano inni per l'eternità, e nella terra della loro nuova vita si sentono subito a casa. E come sono contenti nello scoprire che è così "materiale"”!! I musicisti suonano strumenti molto reali, molto solidi, musica reale; il direttore è una persona molto reale e dirige la sua orchestra con una bacchetta molto materiale! Ma la bella forma-pensiero musicale NON è altrettanto materiale, ma simile ad un arcobaleno terreno provocato dal sole e dalla pioggia.

 

Rischiando di essere noioso, voglio ricordare ancora una volta che l'idea di un mondo spirituale vago e popolato da ombre è del tutto erronea. E' curioso che alcuni rifiutino di concepirlo popolato da fiori e piante e da migliaia di altre delizie: c'è la nozione radicata che tutto ciò sia esclusivo del mondo terreno. Comunque, se qualcuno ritiene che questi aspetti non siano degni di esistere in un mondo spirituale, è libero di astenersi dal vederli e dal goderne, ritirandosi in qualche posto desolato dove la sua suscettibilità non possa essere offesa da visioni materiali di alberi, fiori, acqua (e persino altri esseri viventi), e qui può dedicarsi a uno stato di beata contemplazione, circondato dal nulla che ritiene appropriato al suo concetto di Paradiso. Nessuna anima qui è obbligata ad accettare alcunchè o alcun ambiente che non ritenga congeniale. Mi permetto di asserire che non passerà molto tempo prima che questa anima emerga dal suo ritiro e si unisca ai suoi simili assaporando tutte le delizie del Paradiso Divino. C'è un grosso difetto - oltre ad altri uno o due - nel mondo terreno: la presunzione di vivere in un mondo superiore a tutti gli altri, e principalmente al mondo dello spirito. Quest'idea ci diverte molto, sebbene il nostro divertimento si trasformi in tristezza quando vediamo l'angoscia che alcune anime provano arrivando qui, quando realizzano che sono al cospetto della verità eterna al di là di ogni dubbio. Ed è in questo momento che si sentono molto umili! Ma noi non biasimiamo mai nessuno, il biasimo proviene da loro stessi.

 

Vi chiederete: cosa ha a che fare tutto ciò con l'esperienza musicale descritta? Solo questo: dopo ogni esperienza ho avuto gli stessi identici pensieri e espresso le medesime parole di Ruth ed Edwin. Ruth ha sempre fatto eco alle mie parole; Edwin è sempre stato in accordo con i miei pensieri, naturalmente ciò che vedevamo ora non era nuovo per lui, ma ancora provava grande meraviglia per ogni cosa, come noi tutti del resto, sia che fossimo appena arrivati o che fossimo qui da molti anni in termini terreni.

 

Mentre passeggiavamo dopo il concerto, Edwin ci mostrò le abitazioni di molti insegnanti dei vari Centri del Sapere che preferivano vivere vicino ai loro luoghi di lavoro. La maggior parte erano abitazioni modeste, ci disse, e sarebbe stato facile indovinare l'occupazione del loro proprietario dal tipo di arredamento; saremmo sempre stati i benvenuti qualora avessimo desiderato far visita a qualunque insegnante. L'esclusività che circonda tali Maestri quando sono incarnati, svanisce quando arrivano nel mondo degli spiriti: qui tutti i valori subiscono un radicale cambiamento. Gli stessi insegnanti non smettono di studiare, ma sono sempre alla ricerca di un apprendimento e di una conoscenza più profondi e trasmettono ai loro allievi ciò che hanno così imparato. Alcuni sono progrediti in un reame più alto, ma mantengono ancora l'interesse per la loro prima sfera e la visitano di continuo incoraggiando molti amici a continuare i loro insegnamenti.

 

Ma abbiamo già parlato a sufficienza di questo argomento, ed Edwin ci aspettava per condurci in un altro posto importante della città.