PREFAZIONE

La conoscenza è il miglior antidoto per la paura, specialmente se questa paura deriva dall'ignoranza sullo stato di esistenza dopo la cosiddetta "morte".

 

Per scoprire cosa ci aspetta dopo la morte fisica dovremmo chiederlo a qualcuno che ha già compiuto questo passaggio e registrarne la comunicazione: questo è ciò che è stato fatto nel presente volume.

 

 

Conobbi il "comunicatore" nel 1909, 5 anni prima del suo passaggio nel mondo degli Spiriti; nella vita terrena era Monsignor Robert Hugh Benson, figlio di Edward White Benson, Arcivescovo di Canterbury. Fino alla stesura dei presenti libri non comunicò mai con me direttamente, ma tramite uno spirito amico venni a sapere che Robert avrebbe voluto chiarire e correggere alcuni argomenti che gli stavano a cuore. Nonostante le grandi difficoltà di comunicazione con il piano terreno, Robert mantenne fermo il suo proposito e quando i tempi furono maturi, gli fu detto che poteva entrare in contatto e comunicare attraverso un amico dei suoi giorni terreni; divenne mio privilegio essere il suo ascoltatore.

 

 

Il primo scritto fu composto sotto il titolo di "Oltre questa vita"; il secondo sotto quello di "Il mondo invisibile". Nel primo il comunicatore dà una visione generale del suo passaggio e dei successivi viaggi attraverso varie parti della Terra degli Spiriti; nel secondo descrive con molta maggiore profondità una serie di fatti ed eventi della vita degli Spiriti, sui quali aveva prima solo accennato. Ad esempio, in "Oltre questa vita" parla dei Reami Alti e Bassi; ne "Il mondo invisibile" visita e descrive ciò che vede e che avviene in entrambe le regioni. Sebbene ciascuno dei due scritti sia completo in sé, il secondo approfondisce notevolmente il primo e insieme formano un'unità completa.

 

 

Siamo vecchi amici, e il suo passaggio non ha incrinato la nostra amicizia terrena, al contrario l'ha aumentata e fornito molte più opportunità di incontro di quanto sarebbe stato possibile se fosse rimasto sulla Terra. Lui esprime continuamente il suo piacere nella possibilità di ritornare alla Terra in modo naturale, gradevole e salutare e di dare alcuni accenni sulle sue avventure ed esperienze nel mondo degli Spiriti: colui che "è morto" (come molti lo definirebbero) è tuttavia capace di parlare.

 

 

Anthony Borgia