PRIME IMPRESSIONI

Trovarsi improvvisamente trasformati in un abitante permanente del mondo degli spiriti è, all'’inizio, un'’esperienza travolgente. Per quanto si possa aver letto e studiato sulle condizioni di vita nel mondo degli spiriti, rimangono comunque in serbo innumerevoli sorprese per ogni anima.

 

Quelli fra noi che sono ritornati sulla terra per raccontare la nostra nuova vita devono confrontarsi con la difficoltà di descrivere in termini terreni ciò che essenzialmente è di natura spirituale. Le nostre descrizioni sono inadeguate per esprimere la realtà, è difficile concepire mentalmente uno stato di bellezza di gran lunga maggiore di quella di cui abbiamo esperienza sulla terra. Aumentate di 100 volte le bellezze di cui vi ho parlato e sarete ancora lontani dalla rappresentazione reale.

 

La domanda che molti si potrebbero porre è pertanto la seguente: cosa mi ha colpito maggiormente e con più piacere appena arrivato nel mondo dello spirito? Quali furono le mie prime impressioni?

 

Mi metterò al posto di una persona in cerca di informazioni e intervisterò i miei vecchi amici Edwin e Ruth.

 

Come vi ho già detto, Edwin ed io eravamo preti amici quando eravamo sulla terra. Edwin non aveva alcuna conoscenza della vita nel mondo dello spirito oltre a quello che io provavo a comunicargli delle mie esperienze. Era uno dei pochi che realmente simpatizzava con me e comprendeva le mie difficoltà, cioè uno dei pochi che non mi buttava in faccia gli insegnamenti della chiesa ortodossa: poco tempo fa mi disse che era veramente felice di non averlo mai fatto. Quando viveva sulla terra lo "”aldilà"” era un mistero assoluto per lui - così come lo è, senza necessità, per molti altri. Naturalmente lui si conformò agli insegnamenti della chiesa, obbedì ai suoi "comandamenti”", assolse i suoi doveri e "sperò per il meglio" - qualunque cosa questo significasse.

 

Ma la sua vita terrena non fu piena solo di esercizi religiosi, aiutò numerose persone in molte occasioni, tutte le volte che gli venne richiesto un aiuto e che lui fosse in condizioni di darlo. Queste azioni generose lo aiutarono immensamente quando arrivò il suo momento di terminare la vita terrena: la sua gentilezza lo portò nella terra della bellezza e dell'’eterna estate.

 

Le sue prime impressioni svegliandosi nel mondo dello spirito furono - usando le sue parole - assolutamente mozzafiato. Si era immaginato le sue condizioni di vita futura, probabilmente in modo subconscio, in uno stato "nebuloso"” nel quale preghiere ed inni religiosi avevano grande spazio. Ritrovarsi in un reame di incredibile bellezza, con ogni meraviglia terrena ripulita da ogni imperfezione, raffinata ed eternalizzata, con un'enorme ricchezza di colori intorno a lui; assistere alla purezza cristallina di fiumi e ruscelli, il fascino delle case di campagna e la grandezza dei templi e dei Centri della Conoscenza nelle città; ritrovarsi al centro di tutte queste meraviglie senza avere mai avuto il minimo sentore di ciò che era in serbo per lui, fu assolutamente stupefacente. Non poteva credere di non essere nel bel mezzo di un sogno bellissimo, sogno dal quale si sarebbe presto svegliato ritrovandosi nel suo ambiente consueto. Pensò a come avrebbe raccontato questo sogno e a come sarebbe stato considerato - molto bello senza dubbio, ma solo un sogno.

 

E così rimase a osservare a lungo tutta questa esplosione di bellezza: questa fu la prima grandiosa impressione raccontata da Edwin.

 

Egli considerò parte di quello stesso sogno le vicende precedenti che l'’avevano condotto qui ad ammirare meravigliato il panorama che si estendeva a perdita d'’occhio davanti a lui. Mi raccontò di quando si risvegliò su un comodo divano in una casa molto piacevole, e vide seduto al suo fianco un vecchio amico che fece per Edwin ciò che Edwin fece per me quando venne a prendermi.

 

Il suo amico lo condusse a vedere il nuovo mondo, e qui venne il compito più difficile per lui - convincere Edwin che era "morto"” eppure ancora vivo. All'’inizio Edwin si convinse che il suo amico e la spiegazione che gli stava dando fossero parte della stessa illusione, e aspettava nervosamente che succedesse qualcosa che interrompesse il sogno e lo riportasse alla realtà. Edwin ammise che fu dura convincerlo, ma il suo amico fu infinitamente paziente con lui. Nel momento in cui fu sicuro di essere davvero e permanentemente nel mondo degli spiriti il suo cuore non conobbe gioia più grande e iniziò ad esplorare la nuova terra con la esaltante libertà del corpo e della mente che è l'’essenza della vita spirituale in questi reami.

 

Ciò che colpì maggiormente Ruth dopo il suo risveglio nel mondo dello spirito fu l'’enorme profusione di colori. La sua transizione fu tranquilla e quindi si risvegliò serenamente dopo un sonno molto breve. Come Edwin si ritrovò in una casa deliziosa, piccola, pulita e tutta sua. Un vecchio amico era di fianco a lei, pronto ad aiutarla nelle inevitabili perplessità che accompagnano molti risvegli nel mondo spirituale.

 

Per natura Ruth è molto riservata, specialmente quando si tratta di parlare di se stessa. Conoscevo Edwin e sapevo molto della sua vita terrena, quindi mi fu facile capire e tirare le mie conclusioni, ma non avevo mai visto Ruth fino a quando ci incontrammo sulla sponda del lago. Con molta delicatezza cercai di farmi dare alcuni dettagli della sua vita terrena.

 

Mi disse che non era mai stata una religiosa praticante, non perchè disprezzasse la Chiesa, ma perchè le sue convinzioni spirituali erano in contrasto con ciò che la Chiesa insegnava. Riteneva che erano richiesti troppi atti di fede e che erano date troppo poche spiegazioni; aveva visto così tanti guai e afflizioni nella vita degli uomini che sentiva istintivamente che il quadro vago ma terrificante dell'aldilà con il suo "giorno del giudizio" - continuamente ricordato negli insegnamenti religiosi - fosse profondamente sbagliato. La forte enfasi messa di continuo sulla parola "peccatore" le sembrava la condanna universale per ogni individuo ad essere tale. Non era così sciocca da credere che tutti fossero dei santi, ma, allo stesso tempo, non tutti potevano essere dei peccatori: nessuna fra le molte persone che conosceva poteva essere giudicata e condannata in quel modo. Dove sarebbe finita dunque tutta questa gente dopo la morte fisica?

 

Non poteva neanche immaginare se stessa porsi al di sopra di queste anime giudicandoli dei "peccatori", e sarebbe stato molto assurdo che lei fosse più misericordiosa di Dio, era impensabile. Così Ruth si costruì una fede personale - una pratica che i teologi consideravano altamente pericolosa e da non incoraggiare mai: avere certe idee avrebbe messo in grave pericolo l'anima immortale. Ma Ruth non pensò mai che la sua anima immortale fosse in pericolo: continuò a vivere felicemente secondo ciò che la sua natura gentile le suggeriva, aiutando gli altri nel loro quotidiano e portando un po' di luce nelle vite spente di altri. Era fermamente convinta che quando fosse giunta la sua ora avrebbe portato con sè nella nuova vita l'amore dei suoi molti amici.

 

Non aveva paura della morte del corpo fisico, nè poteva immaginare che fosse l'esperienza terrificante che molta gente immaginava e temeva. Non aveva motivi concreti per credere ciò, concluse quindi che era una convinzione dettata dall'intuito.

 

A parte la magnificenza dei colori del reame in cui si era trovata, ciò che colpì Ruth maggiormente fu la incredibile luminosità dell'atmosfera: non c'era niente di simile sulla terra. L'atmosfera era così priva della più piccola traccia di polvere e la sua stessa vista era talmente potenziata in intensità ed estensione che l'enorme profusione di colori divenne doppiamente vivida. Ruth possedeva una sensibilità naturale per apprezzare i colori e aveva ricevuto una grande educazione musicale sulla terra: quando arrivò nel mondo dello spirito queste due abilità si fusero, e i colori e la musica del nuovo mondo scoppiarono in lei in tutta la loro superba bellezza.

 

All'inizio poteva credere a malapena ai suoi sensi, ma i suoi amici le spiegarono presto cos'era successo e, poichè aveva ben poche idee preconcette sull'aldilà, non le fu difficile accettare questa realtà. Invece le occorsero diversi giorni - in termini terreni - per comprendere e assorbire pienamente tutte le meraviglie che la circondavano. Una volta realizzato pienamente il significato della sua nuova vita e che aveva a disposizione l'eternità per conoscere i prodigi di questa terra, fu in grado di calmare la sua eccitazione e, come disse, "prendere le cose con un po' più di calma". Fu in questa fase che c'incontrammo per la prima volta.

 

Un giorno, mentre eravamo seduti tutti e tre in giardino chiacchierando piacevolmente, vedemmo passeggiare sul sentiero una persona ben nota ad Edwin e a me: era stato il nostro superiore ecclesiastico mentre eravamo sulla terra, ed era noto come "il Principe della Chiesa". Era ancora vestito con i suoi abiti consueti e concordammo che erano particolarmente adatti sia al posto che alla situazione: le vesti lunghe e riccamente colorate si armonizzavano con tutto intorno a noi. Non c'era nulla di incongruo in quell'abbigliamento; poichè nel mondo degli spiriti era pienamente libero di indossare le sue antiche vesti, lo aveva fatto non per ricordare la sua posizione terrena, ma per un'antica abitudine e perchè sentiva che, in piccola misura, contribuiva alla bellezza dei colori della sua nuova dimora.

 

Nonostante l'alta carica che occupò con distinzione sulla terra non abbia alcun significato nè controparte nel mondo degli spiriti, qui era molto conosciuto per la sua reputazione: questo gli fornì un ulteriore buon motivo per mantenere il suo vecchio stile di abbigliamento, almeno per il presente. Appena arrivato nel mondo degli spiriti rifiutò totalmente la deferenza che la sua posizione aveva sempre evocato sulla terra: non la voleva, e insisteva molto con tutti coloro che lo conoscevano - e anche con coloro che non lo conoscevano - perchè lo accontentassero. Era molto amato sulla terra ed è naturale che, con il suo arrivo nel mondo degli spiriti, coloro che lo conoscevano gli dimostrassero la stessa devozione di prima. Il rispetto è una cosa - noi ci rispettiamo tutti in questo reame - ma la deferenza dovuta a coloro che possiedono un grado spirituale superiore è un'altra cosa. Egli ci disse che subito fu infastidito dalla deferenza altrui e, conoscendo personalmente la sua innata umiltà, immagino che sia vero.

 

Dopo il nostro primo incontro ne seguirono molti altri - e molti ne seguiranno - in cui lui si unì a noi per chiacchierare in giardino o per passeggiare insieme. Fu durante una di queste passeggiate che chiesi al mio vecchio superiore di dirmi quali furono le sue prime impressioni del mondo degli spiriti.

 

Quello che lo colpì con grande forza quando arrivò qui non fu solo l'immensità e la bellezza di questo mondo, ma la sua relazione con la terra e, in particolare, la sua relazione con la vita che si era lasciato alle spalle. Prima di tutto provò la sensazione schiacciante di aver sprecato la sua vita terrena in attività non essenziali, irrilevanti e in una gran quantità di formule e formalismi del tutto inutili. Ma alcuni amici corsero al suo salvataggio intellettuale assicurandogli che il suo tempo non era stato sprecato; sebbene la sua vita avesse incluso anche la pompa magna e le esibizioni tipiche del suo ruolo, lui non li aveva lasciati però diventare il fattore predominante - a differenza di altri intorno a lui: questa riflessione gli fu di grande conforto.

 

Ma il pensiero che maggiormente lo disturbava era la non validità delle dottrine che aveva sostenuto per tutta la sua vita terrena: molte di queste crollavano in rovina di fronte a lui. Ma ancora una volta i suoi amici lo guidarono in modo semplice e diretto, esortandolo a dimenticarsi gli insegnamenti religiosi della vita terrena e a interessarsi alla vita spirituale e alle sue leggi: dimenticare il vecchio e accettare il nuovo. Egli fece quindi ogni sforzo per raggiungere, con pieno successo, questo obiettivo. Ripulì la sua mente da tutto ciò che non corrispondeva alla verità e fece la piacevole scoperta che, alla fine, era in piena armonia e in assoluta libertà spirituale. Scoprì che era molto più facile obbedire alle leggi naturali del mondo dello spirito che obbedire ai "comandamenti" ecclesiastici, e fu molto felice di essersi liberato dalle formalità della sua posizione terrena. Poteva finalmente parlare liberamente con la sua vera voce, e non con la voce della Chiesa.

 

Quindi - ci disse il nostro precedente superiore - ciò che più lo impressionò dopo il suo arrivo nel mondo dello spirito fu questo splendido senso di libertà della mente e del corpo, tanto maggiore nel mondo dello spirito quanto totalmente assente nel mondo terreno.