Arigò (José Pedro de Freitas, 1918-1971)

Arigò (José Pedro de Freitas, 1918-1971). Sensitivo e guaritore brasiliano, nato a Congonhas do Campo, a 400 chilometri da Rio de Janeiro, in una località mineraria detta «Minas Gerais». Fu soprannominato Zé Arigó: Arigó significa «zoticone campagnolo», ma con un tono di giovialità e bonarietà. Di estrazione contadina benestante, i suoi studi non oltrepassarono la terza elementare, mentre due dei suoi otto fratelli si laurearono. Fin dall'infanzia fu perseguitato da una «luce brillante, accecante, rotonda» e da una «voce che parlava una lingua che non comprendeva». Era cattolico e fervidamente credente. In Brasile, come è noto, la dottrina cattolica è largamente inquinata da pratiche eretiche e feticiste quali l'Umbanda, il Quimbanda e, a livello intellettuale, dalle dottrine spiritiste dei seguaci di Allan Kardec. Si sposò nel 1943 con Ariete ed ebbe sei figli.

Per anni soffri di emicranie e vertigini che scomparvero quando iniziò la sua attività di guaritore. A seguito di un sogno, e poi di una vera e propria allucinazione in cui «vide» una sala operatoria e un medico che si rivolgeva a lui dicendo di essere il dott. Adolfo Fritz, morto a Monaco nel 1918, iniziò, contro ogni suo desiderio, a «operare» e curare malati di ogni specie (1950). Perseguitato dai medici e dalla Chiesa cattolica, fu condannato due volte: la prima a 9 mesi di reclusione e 5000 cruzeiros di multa il 29 marzo 1957; venne graziato dal presidente Juscelino Kubitschek, il fondatore di Brasilia, cui aveva guarito la figlia da grave calcolosi renale. La seconda volta fu condannato a 16 mesi di reclusione per stregoneria e magia nera, il 20 novembre 1964.

Durante tutta la sua attività di guaritore non si fece mai pagare e continuò a esercitare il mestiere di portiere presso la locale Previdenza Sociale. Fu studiato a fondo dal dott. Andrjia Puharich, noto scienziato americano, conosciuto per aver portato alla ribalta della notorietà il famoso sensitivo israeliano Uri Geller. Puharich formò a scopo di studio una commissione composta di sei medici americani di varia competenza, e di tecnici esperti in fotografia, cinematografia, radiologia, ecc. La commissione entrò in funzione nel maggio 1968, ma per quanto i suoi reperti possano considerarsi dimostrativi, non potè completare le ricerche che erano state programmate, causa il dannoso intervento della stampa, della televisione e della radio che, con il clamore di una nociva pubblicità, crearono un ambiente inadatto a una indagine severa.

Possiamo raggruppare in nove capoversi le note che caratterizzarono l'opera di José Arigó:

1) Fu constatata (dal Puharich e colleghi) una capacità diagnostica eccezionale (paranormale), senza necessità di visita dei pazienti, senza relativa anamnesi, con denominazioni delle malattie in termini corretti e moderni.

2) Fu constatato uno stato di trance con mutamento della voce e dell'atteggiamento; spesso amnesia per ciò che era accaduto, specie in caso di interventi molto difficili.

3) Durante gli interventi fu osservato che i movimenti erano precisi, veloci e sicuri, talora anche quando Arigó distoglieva lo sguardo dal campo operatorio, specie nelle sue famose manipolazioni entro la cavità orbitaria con un comune coltello spesso arrugginito.

4) Il paziente conservava calma e serenità e non avvertiva alcun dolore.

5) Il paziente, anche dopo interventi molto complessi (che tuttavia erano sempre della durata di alcuni minuti) si alzava e se ne andava con i propri mezzi.

6) Non si verificava mai alcuna emorragia; nel caso di un inizio di sanguinamento, l'arresto era immediato dopo una breve invocazione a Gesù.

7) La prescrizione di terapie era di una «luce verde» che le «entità» avrebbero usato per anestesia e sterilizzazione).

9) Non è mai stato dimostrato dai suoi nemici, che l'hanno ricercato in ogni modo, che si facesse pagare o accettasse regali.

Ebbe, e ha tuttora, dei detrattori agguerriti, come Padre O. Quevedo, sull'opinione dei quali ci sentiamo però di avanzare vari dubbi. La testimonianza di Andrjia Puharich ci sembra decisiva. Predisse la sua morte, che fu accompagnata da un fatto paranormale vissuto dal Puharich, allora a New York: una telefonata, rimasta di provenienza ignota, alle ore 12 dell'11 gennaio 1971, gli comunicò la morte di José Arigó: questi moriva in uno scontro automobilistico alle 12,15 esatte dello stesso giorno. (P.C.)

 

L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 95-96).