Bailey Charles

Bailey Charles. Medium australiano, attivo dal 1889 al 1932 circa, famoso in Australia e in Europa per i suoi apporti di reperti archeologici e di animali viventi. Per alcuni anni operò solo per un ricco spiritista di Melbourne. Welton Stanford, che raccolse tutti gli apporti ottenuti dal Bailey fondando il primo museo del genere, ancora esistente alla Leland Stanford University, in California. Verso il 1902 cominciò a prodursi pubblicamente e fu studiato da uno dei principali medici di Sydney, il dott. C.W. McCarthy, che nel 1904 diede una relazione delle sue esperienze. Queste avvenivano in condizioni di controllo molto severo: il medium veniva perquisito, spogliato, rivestito con altri abiti, chiuso in un sacco sigillato da cui uscivano le mani per raccogliere gli oggetti apportati; nella stanza non esisteva altro mobilio che delle sedie e un tavolo.

Operava in stato di trance controllato da tre spiriti guida: un certo Whitcombe che asseriva di essere stato medico a Melbourne; un professor Robinson che sarebbe stato professore di letteratura siro-caldea a New York, e l'indiano Abdul. Secondo il rapporto del dott. McCarthy, furono apportati uccelli che talora scomparivano ma altre volte restavano e venivano mantenuti in gabbia, pesci, un serpente che scomparve in piena luce. Gli apporti si materializzavano sotto una coperta o cadevano dal soffitto, lungi dal medium. Ma in particolare furono prodotte tavolette di creta con scritture cuneiformi, e monete egiziane e indiane. Gli esperti del British Museum dichiararono che le tavolette erano imitazioni, le monete genuine ma di scarso valore.

Dal febbraio all'aprile del 1904 il Bailey fu a Milano e venne studiato dalla Società per gli Studi Psichici durante diciassette sedute. Veniva spogliato dell'abito e delle scarpe e chiuso in un sacco di seta stretto al collo e ai polsi e sigillato col sigillo della Società. Tuttavia non si lasciò mai spogliare completamente affermando che si sarebbe preso un raffreddore. Gli apporti consistettero in uccelli vivi col nido e le uova, un pesce e una tavoletta babilonese; inoltre Bailey fece germinare rapidamente un seme in un vaso e produsse luci e forme luminose. Non si poterono ottenere, invece, trasporti di oggetti da una stanza a un'altra come gli sperimentatori avrebbero desiderato. Il rapporto delle sedute, firmato dagli sperimentatori Baccigaluppi, Brioschi, Clericetti, Cipriana, Ferrari, Marzorati, Odorico, Redaelli e Griffini, fu molto cauto, considerando che il medium non aveva accondisceso a spogliarsi completamente e aveva preteso la piena oscurità al momento in cui gli apporti apparivano; ma in definitiva ammise che i fenomeni potevano essere genuini anche se non definitivamente provati.

Nel 1910, accogliendo l'invito del colonnello De Rochas, il Bailey si esibì a Grenoble, ma l'esito delle sedute fu decisamente negativo: un negoziante riconobbe in lui l'uomo che aveva comprato i tre uccelli prodotti in una seduta e che il suo controllo Abdul aveva affermato provenire direttamente dall'India.

Un anno dopo era a Londra, di fronte a una commissione scelta dal dott. Abraham Wallace e di cui facevano parte due rappresentanti della Società per la Ricerca Psichica. Il Bailey fu spogliato, esaminato e chiuso in una gabbia: apparve nelle sue mani un nido che fu però subito fatto a pezzi dal suo controllo indiano, e due piccole uova, che vennero egualmente rotte; in un'altra seduta furono apportati due uccellini, ma il medium, vacillando, ruppe la rete della gabbia. Gli sperimentatori si rifiutarono di considerare sicuramente provati questi fenomeni.

Nel 1914, invece, durante una serie di sedute tenute a Rothesay, in Scozia, e dirette da James Coates, fu apportato un nido di passero indiano con due uova e vennero ottenute impronte di mani e di piedi su plastilina. I fenomeni furono considerati genuini. Nel 1931 era ancora attivo in India, nel Punjab, e il magistrato H.L. Williams riferiva di apporti quali un elmetto saraceno, varie statuette cinesi di avorio, un abito completo da mandarino caduto dal soffitto, uccelli vivi, tavolette babilonesi, monete ecc. La figura del Bailey rimane alquanto problematica, ed è difficile dire se nei suoi fallimenti fu vittima dello scetticismo degli sperimentatori o se, nei suoi successi, furono gli sperimentatori a rimanere vittime di una sua singolare abilità. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 142).