Davenport Ira Erastus (1839-1911) e William Henry (1841-1877)

Davenport Ira Erastus (1839-1911) e William Henry (1841-1877). Fratelli americani, fra i più famosi medium della loro epoca. Figli di un ufficiale di polizia di Buffalo, sembra che già nel 1846 nella loro casa si udissero caratteristici raps; nel 1850, con la più giovane sorella Elizabeth, tentarono con successo esperimenti di levitazione col tavolino; seguì più tardi l’apparizione di John King, che divenne la loro guida, e si ebbero fenomeni di voce diretta. Nel 1857 il Boston Courier offrìun premio di 500 dollari per chi sapesse produrre fenomeni fisici genuini davanti a una commissione di professori di Harvard: fra gli altri si presentarono anche i Davenport, che si sottomisero a un’esperienza nella quale, per consiglio di John King, si erano specializzati: si fecero legare alle loro sedie nel modo più crudele, e il prof. Pierce, della commissione, si sedette fra loro nel gabinetto medianico. Subito si udì una musica di misteriosi strumenti e apparve una mano spiritica che accarezzò il professore; infine i due fratelli vennero trovati slegati. La commissione non pubblicò mai il suo rapporto, ma altri studiosi come il Loomis e il Mapes sostennero che nei fenomeni agivano forze ancora ignote.
Presto diedero spettacoli in teatri divenendo i più famosi medium da palcoscenico. Legati strettamente, con le mani piene di farina e numerose monete nelle scarpe, di cui venivano disegnati i contorni sul pavimento, facevano suonare vari strumenti musicali, la loro giacca o il loro panciotto venivano asportati pur rimanendo i legami intatti, la farina nelle loro mani, le monete nelle loro scarpe; e finalmente i legami sembravano sciogliersi da soli. Se qualcuno entrava con loro nel gabinetto, mentre erano legati, si sentiva togliere il fazzoletto di tasca, o la spilla della cravatta, o gli occhiali o qualche altro oggetto. Nel 1864 i due fratelli si esibirono in Inghilterra: in una prima seduta privata in casa dell’attore Dion Boucricault, fu udita la solita baraonda di strumenti che suonavano contemporaneamente mentre i medium erano legati, fu tolta la giacca a uno di loro, e infine i legami furono sciolti e gettati sulle ginocchia di uno spettatore secondo il suo desiderio. Seguirono le esibizioni in teatro; molti prestigiatori sostennero che si trattava di trucco affermando di poter fare altrettanto, ma le loro imitazioni non eguagliarono mai i fenomeni dei due fratelli. In altre città inglesi essi incontrarono però l’ostilità del pubblico; a Liverpool uno spettatore li legò con il nodo detto di Tom Fool; essi protestarono che quel nodo impediva loro la circolazione e si rifiutarono di continuare, ma un medico diede loro torto; il nodo venne tagliato e lo spettacolo interrotto. In Francia, dove ripararono, fu impedito loro per qualche tempo di dare spettacoli perché la polizia temeva disordini; poi poterono esibirsi dinanzi a un pubblico ridotto a una sessantina di persone, e qui il famoso prestigiatore Hamilton, insieme a un fabbricante di attrezzi per prestigiatori, un certo Rhys, dichiarò nella Gazette des Etrangers che con nessun trucco si sarebbero potuti ottenere gli stessi risultati dei medium americani. Dopo aver dato uno spettacolo a Saint-Cloud, alla presenza dell'imperatore Napoleone III e dell'imperatrice Eugenia, i due passarono in Belgio e poi in Russia, dove, a Pietroburgo, si esibirono nel Palazzo d’inverno davanti allo Zar prima di dare spettacoli teatrali. Nel 1868 erano ancora in Inghilterra: la Società Antropologica nominò una commissione per investigare i fenomeni, ma questa pose condizioni tali che i Davenport non accettarono. Nel 1876 erano in Australia, dove, l’anno successivo, William morì; il fratello continuò a esibirsi con successo ancora per molti anni.
Come di tutti i medium da palcoscenico, è difficile dire, dei Davenport, dove finissero le genuine doti paranormali e dove cominciasse il trucco. Contro di loro stanno l’episodio di Liverpool e una dichiarazione del prestigiatore Houdini, secondo il quale Ira Davenport gli avrebbe confessato che tutto era fondato su trucchi. A loro favore abbiamo numerose dichiarazioni di uomini di scienza che sostengono la genuinità dei fenomeni, e una lettera dello stesso Houdini a Conan Doyle in cui si legge: «Sono stato intimo amico di Ira Erastus Davenport e posso affermare che i fratelli Davenport non furono mai smascherati...». E' probabile che nei medium da palcoscenico si formi una fenomenologia composita in cui trucco e genuinità si frammischiano così intimamente da essere quasi impossibile separarli: lo stesso Houdini, che portò nella tomba il segreto dei suoi principali trucchi, forse se ne valse (U.D.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 351/352).