Duguid David (1832-1907)

Duguid David (1832-1907). Famoso medium inglese che produceva una vasta gamma di fenomeni fisici: raps, movimenti di oggetti, levitazione del suo corpo, mani spiritiche, profumi, voci dirette, incombustibilità: una volta mise la mano in una stufa ardente, ne trasse un pezzo di carbone incandescente e lo tenne fra le dita per cinque minuti. Ma soprattutto divenne celebre per i suoi disegni e pitture automatici e diretti.
Era un ebanista di scarsa cultura e del tutto ignaro di disegno. Cominciò a dar prova delle sue facoltà nel 1866 durante una seduta in casa di un editore di Glasgow, sua città natale, H. Nisbet: la figlia del Nisbet, che era medium scrivente, gli mise una matita nella sinistra e poi posò su di essa la propria mano destra; in queste condizioni David disegnò rozzamente un vaso con dei fiori. In seguito si perfezionò: alternava grandi composizioni, disegnate o dipinte, con piccolissime miniature che spesso dovevano essere osservate con una lente di ingrandimento e che venivano eseguite al buio, per pittura diretta, mentre egli veniva tenuto dai presenti o addirittura legato sulla sedia. Queste miniature apparivano dopo solo otto o dieci minuti, ancora fresche, su foglietti di cui era stato strappato un angolo per poterli poi controllare e accertarsi che non fossero stati sostituiti con altri già dipinti. Una volta la pittura sarebbe avvenuta su di un foglio chiuso in una busta sigillata e su cui tre dei presenti tenevano le dita.
Un controllo del Duguid, che si faceva chiamare Marcus Baker, si dichiarò poi il pittore olandese Jacob Ruysdaël (1636-1681): un grande quadro a cui David lavorò per quattro giorni, risultò essere la copia di un’opera del Ruysdaël, La cascata. Nella copia mancavano alcune figure, che il controllo disse essere state aggiunte in seguito da un altro pittore, cosa che risultò esatta.
Secondo il Podmore il segreto delle pitture del Duguid consisteva nel fatto che il medium non permetteva ad alcuno di toccare i foglietti su cui apparivano le miniature e strappava lui stesso l'angolo che doveva servire per accertarne l’identità: così facendo avrebbe abilmente sostituito al foglio bianco quello che recava il dipinto già fatto, strappando da esso un angolo. Ma, a parte che il Podmore fu presente a una sola seduta nel 1878 e che arrivò alla sua spiegazione solo alcuni anni dopo, quando i suoi ricordi si erano probabilmente alterati anche in seguito all’ostinato desiderio di trovare un trucco, abbiamo relazioni di testimoni oculari, come il Bond, i quali dichiararono che l’angolo veniva strappato spesso, non dal Duguid ma da uno sperimentatore.
Nel 1869 intervenne nelle sedute un nuovo controllo, un certo Hafed, che sarebbe stato un principe e mago persiano vissuto 1900 anni prima e che avrebbe addirittura guidato la spedizione dei tre Magi alla grotta in cui era nato Gesù. In 46 sedute tra il 1870 e il ’71, Hafed dettò al Duguid un intero romanzo storico, Hafed, principe di Persia, che venne pubblicato nel 1876 ed è ancor oggi considerato una delle migliori opere letterarie ottenute in trance. In esso si descrivono la vita e i costumi di antiche civiltà come la persiana, greca, egiziana, giudaica, babilonese, ecc.; si parla dell’infanzia di Cristo e dei viaggi del Messia giovinetto, insieme con Hafed, in Persia, in India e in altre regioni; si narra l'incontro di Hafed con San Paolo ad Atene, i suoi viaggi di propaganda evangelica e infine la sua morte in un circo a Roma. Questo libro fu accompagnato da illustrazioni ottenute medianicamente, alcune delle quali, però, risultarono copie delle illustrazioni della Bibbia di famiglia del Cassell, cosa che suscitò polemiche. Nel 1887 seguì un altro romanzo storico: Hermes, discepolo di Gesù.
Duguid fu anche medium fotografico e, come tale, fu pure contestato: alcune sue fotografie di spiriti risultarono provenire da quadri più o meno noti. J. Traill Taylor, tuttavia, sostenne che queste fotografie, per quanto sfuocate e spesso molto imperfette, non erano truccate. Nel 1905, ormai settantatreenne, Duguid fu smascherato a Manchester: aveva prodotto pitture dirette già preparate. Ma non era la prima volta che un medium in declino cercava di rimanere alla ribalta frodando, e l’episodio non può essere invocato per mettere in dubbio tutta la sua carriera. (U.D.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 398/399).