Eddy Horatio e William

Eddy Horatio e William. Fratelli americani, noti fra il 1870 e l’80 per i loro fenomeni di materializzazione. Semplici contadini, non si allontanarono mai molto dal loro villaggio di Chittenden, nel Vermont. I fenomeni si manifestarono in loro fin dall'infanzia, e i due fanciulli furono allora vittime del fanatismo del padre, il quale, per svegliarli dalla trance, non esitava a gettare loro addosso acqua bollente o a bruciarli con carboni accesi; in seguito pensò bene di sfruttarli facendoli operare come medium per denaro. Nelle mani di rozzi sperimentatori, che li legavano crudelmente e sigillavano i nodi con ceralacca ardente in tale abbondanza da ustionarli seriamente sulle braccia e sulle gambe, i due giovani svilupparono una medianità scarsamente controllata, spesso violenta e brutale.
Nel 1874 il colonnello Henry Olcott, inviato dal Daily Graphic di New York, si recò nel loro villaggio per studiarli e vi si trattenne per dieci settimane: espose poi le sue esperienze in quindici articoli che vennero in seguito inseriti nel volume Gente dell'altro mondo (People from the Other World). L’Olcott riferisce di avere osservato, in quelle dieci settimane, circa un centinaio di fantasmi fra cui i più frequenti erano un gigante indiano, Santum, e una donna indiana che si faceva chiamare Honto; giunse a misurare l’altezza e il peso di questi fantasmi, che variavano regolarmente dall’uno all’altro, e ne notò anche la diversità di lineamenti, di sesso e di razza, giungendo alla conclusione che non si poteva pensare a un camuffamento del medium. Chi produceva queste materializzazioni era William, che rimaneva dietro la tenda del gabinetto medianico; Horatio era sempre in vista fuori dalla tenda che non formava un gabinetto vero e proprio non giungendo fino al soffitto. Dietro di essa si udirono più volte suoni di strumenti musicali che non esistevano e si vedevano sporgere dall’alto mani e braccia spiritiche. Una volta esplose lo strepito di una frenetica danza indiana che fece tremare il pavimento, accompagnata da urla bestiali. Le conclusioni a cui giunse l’Olcott furono tuttavia molto caute.
Anche C.C. Massy studiò i due fratelli per una quindicina di giorni, e la sua relazione è molto meno pittoresca: egli vide solo dei volti indistinti sporgersi dalla tenda, e in essi i presenti si sforzavano di riconoscere un loro parente o conoscente defunto. Il Podmore, su questa base, considera del tutto immaginario il racconto dell’Olcott, che fu anche astiosamente criticato dal famoso medium Home, nel suo libro Luci e ombre dello spiritismo (Lights and Shadows of Spiritualism, 1877). Il Fodor considera invece sincera la relazione dell’Olcott ed esprime l'opinione che i fratelli Eddy fossero dotati di una vera e potente medianità. (R.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 408/409).