Forthuny Pascal (1872-1962)

Forthuny Pascal (1872-1962). Pseudonimo di Georges Pascal Cochet, famosissimo paragnosta francese, dotato di cultura superiore e di altissimo senso artistico (fu pittore, scrittore e critico d'arte fra i più noti del suo tempo). Fino al 1919. quando perse il figlio Fréderic in un incidente aviatorio, non aveva mai mostrato alcuna capacità paranormale. Nel luglio di quell'anno, mentre stava scrivendo un romanzo, la sua mano all'improvviso cominciò a tracciare aste e lettere per proprio conto. In breve tempo egli fu in grado di avere delle perfette scritture automatiche, nelle quali si manifestavano due personalità: l’una che affermava essere la sua guida e l'altra che dichiarava di essere suo figlio Fréderic. Il fenomeno durò, quasi continuo, per un anno, poi scomparve per dare luogo a notevolissimi fenomeni di chiaroveggenza e di precognizione, manifestatisi per la prima volta durante una seduta all'Institut Métapsychique International, allora diretto da G. Geley e che perdurarono per quasi tutta la sua lunga vita. Da uomo di cultura e di ricerca, egli fece in modo di sviluppare e coltivare queste sue facoltà con un allenamento costante e metodico. Durante i suoi esperimenti non andava mai in vera trance, ma si poneva solo in uno stato di lieve concentrazione, di cui l’unica manifestazione saliente era una certa fissità dello sguardo e delle palpebre, mentre egli passeggiava fra la gente a lui sconosciuta. Tipica sua manifestazione era la ricostruzione del passato, a grandi linee oppure in minuti particolari, di persone che vedeva per la prima volta o che addirittura non aveva mai visto, oppure di conoscenti di qualcuno dei presenti alla seduta, e di cui riusciva anche a dire correttamente il nome. Talvolta narrava episodi che il consultante non conosceva affatto e che spesso si avveravano dopo breve tempo, quasi che egli confondesse il passato con il futuro.

Talora le sue visioni sembravano essere innescate da particolari simbolici o da immagini parassite, che lo portavano a dire frasi apparentemente del tutto estranee al consultante, ma che a un controllo critico accurato si rivelavano insolitamente esatte. - A esempio per un giovane al quale egli disse che lo vedeva fare minuziose ricerche alle dipendenze di un Cardinale della Curia, la realtà era che egli lavorava come ricercatore nel laboratorio di fisica della Signora Curie; per una signora alla quale egli senza alcuna ragione chiese scusa ad alta voce, dicendo Pardon, la realtà era che ella si chiamava di cognome appunto Pardon. Era molto sincero e disinteressato e non cercava mai di tirare a indovinare, né usava mezzi o stratagemmi per raggiungere il successo; le sue informazioni, a suo dire, gli pervenivano attraverso intuizioni improvvise o visioni, oppure per mezzo di una voce interiore, se non addirittura con la visione di uno scritto che si presentava improvviso alla sua mente. Le sue prestazioni erano sempre ad altissimo livello, pur avendo giornate buone e meno buone; il pubblico numeroso lo stimolava, come lo stimolavano una buona cena, un buon bicchierino di cognac o il buon andamento dei primi esperimenti della serata, che gli servivano da rodaggio.

Oltre a particolari riguardanti le persone viventi, presenti o lontane, Forthuny aveva spesso visioni di particolari concernenti persone defunte, delle quali coglieva il nome, il grado di parentela con la persona presente e i più salienti fatti della vita antecedente al decesso.

Celebre nella storia della parapsicologia resta il fatto occorsogli nel 1924. Nella primavera di quell'anno egli, come riferì, fu spinto irresistibilmente ad abbandonare un lavoro urgente per precipitarsi a Parigi dal dott. Geley, allora direttore dell’I.M.I. Quando Geley lo ricevette lo vide tutto trafelato, agitato e tremante e gli chiese la ragione della sua imprevista visita e soprattutto del suo stato. Forthuny allora gli raccontò di aver avuto la terribile visione di una catastrofe aerea, nella quale uno scienziato in Polonia aveva trovato la morte, e gli disse che costui si chiamava forse Voronoff, ma il nome non era per lui sicuro. Poiché Geley era di origine polacca, il sensitivo aveva «sentito» di doverlo avvertire, sia per raccontargli il fatto da catalogare come eventuale precognizione, sia perché temeva che il fatto stesso potesse riguardare proprio lui. Lo scienziato, che non aveva in quel momento in programma alcun viaggio aereo in Polonia ringraziò il soggetto, e i due, rinfrancati, ci risero sopra. Il 14 luglio di quell’anno stesso Gustave Geley, che si era recato a Varsavia per una riunione, periva in una sciagura aerea insieme al pilota perché, richiamato da urgenti impegni a Parigi, aveva noleggiato un aereo per tornare in Francia con maggiore rapidità, rinunciando al treno su cui aveva viaggiato all’andata e col quale avrebbe dovuto poi tornare. E' da notare in questo episodio la singolare analogia tra il fatto che scatenò la paranormalità di Forthuny (la morte del figlio in una sciagura aerea) e quello che provocò la grandissima agitazione del paragnosta e il suo improvviso e pressante desiderio di vedere Geley per raccontargli la visione, il che confermerebbe l’ipotesi di W. Tenhaeff circa una sorta di - «preferenza» o di «specializzazione» dei paragnosti nei riguardi di certe visioni o di certi meccanismi di scatenamento delle visioni stesse.

Il nome di Forthuny è però consacrato alla storia delle ricerche e degli studi sul paranormale per essere stato egli il primo a produrre il fenomeno della precognizione a «sedia vuota» (chaise-vide o chair-test degli autori di lingua inglese) e che da lui prende il nome di «fenomeno Forthuny». Ideato da Eugène Osty nel 1926 (quando egli era diventato direttore dell’I.M.I. come successore del defunto Geley), l’esperimento fu poi tentato con successo da altri paragnosti tra cui Croiset e la nostra «Venia». Due ore prima di una seduta pubblica all’Institut, alla quale avrebbero partecipato circa 200 persone. Osty fece scegliere casualmente da due persone sue amiche, nella sala ancora vuota ove avrebbe dovuto avere luogo l’esibizione, una sedia e poi invitò il sensitivo a descrivere alla sua segretaria, che stenografava, la persona che vi si sarebbe seduta di lì a poco. Forthuny si concentrò sedendosi sulla sedia e dettando alla segretaria le sue visioni. Registrati e copiati i protocolli, dopo l’inizio della sessione ne fu data lettura alla presenza della persona che si era nel frattempo seduta sulla sedia prescelta. I responsi di Forthuny furono giudicati sconvolgentemente esatti dall’interessata (una signora) che vi si riconobbe fin nei minimi particolari, somatici, psicologici, familiari e riguardanti anche la salute (M.I.).

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 499/501).