Gazzera Linda

Gazzera Linda. Medium italiana non professionista, scoperta verso il 1910 dal dott. E. Imoda, che tenne con lei una serie di importanti esperienze a Torino, in casa della marchesa Ruspoli. Fu studiata inoltre dal Richet, dallo Schrenck-Notzing e dal De Fontenay. Produceva fenomeni di telecinesi, apparizioni luminose e, soprattutto, materializzazioni. Il Richet afferma che Linda, con le mani, la testa e le ginocchia trattenute da lui stesso e dal dott. Imoda, faceva muovere oggetti e produceva mani materializzate che lo toccavano e accarezzavano. In trance, rimaneva perfettamente immobile facilitando così i controlli. L’Imoda, nel suo libro Fotografie di fantasmi (1912) pubblicò una numerosa serie di fotografie di forme fantomatiche, fra le più belle e distinte che siano mai state ottenute, tutte provenienti dalle sedute di Torino. Queste sedute si svolgevano al buio, ma, a un certo momento, si udiva un segnale annunciante la materializzazione avvenuta, e allora veniva presa la fotografia con un lampo al magnesio. Questa modalità poteva suscitare sospetti, tanto più che spesso le immagini fotografate risultavano piatte e talora con le ombre spostate rispetto alla sorgente della luce: si poteva insomma pensare che si trattasse di ingrandimenti fotografici opportunamente disposti dalla medium durante l’oscurità. Ma tanto l'Imoda quanto il Richet scartarono questa ipotesi, anzitutto perché non si poteva spiegare come Linda, esaminata prima della seduta dalla marchesa Ruspoli, riuscisse a portare con sé questi ingrandimenti nella stanza delle sedute, secondariamente perché durante la seduta stessa la medium era tenuta sotto severo controllo dai presenti e non poteva praticamente muoversi. Non si può negare che a volte questi fantasmi hanno tutto l'aspetto di grandi fotografie incollate su cartoni e avvolte da veli; ma il Richet, che ospitò Linda nella propria casa ed esaminò il contenuto della sua valigia, pur avendo notato il fenomeno escluse l’inganno: per lui si trattava di immagini create dalla fantasia della medium e da lei materializzate in forma piatta. D’altra parte altre immagini apparivano nettamente tridimensionali. Una volta, in una seduta, furono apportati due orecchini che erano apparsi alle orecchie di un bel fantasma femminile fotografato in una seduta precedente. Recentemente il Tocquet ha sostenuto l’ipotesi degli ingrandimenti fotografici, ma senza dare alcuna nuova spiegazione convincente. (U.D.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 533/534).