Geller Uri

Geller Uri (n. 1946). Nato a Tel Aviv, questo famoso sensitivo è figlio di profughi ungheresi: Itzhak e Margarete. La sua lingua madre è quindi l'ungherese; a scuola parlerà l'ebraico, e a Cipro l'inglese e il greco. Il padre, fin dal suo arrivo in Palestina nel 1939, ha trascorso tutta la vita sotto le armi, e quando Uri aveva otto anni divorziò dalla moglie.
Il primo episodio importante nella vita di Uri è legato a un remoto ricordo della sua prima infanzia. Quando aveva tre o quattro anni amava rifugiarsi in un giardino arabo che si trovava di fronte alla sua casa. Il giardino era abbandonato, ma ricco di una folta vegetazione e immerso in un insolito silenzio che esercitava su di lui un fascino singolare. Una sera, all'imbrunire, un rumore inconsueto riempì l'aria, mentre una vivida luce argentea scendeva dal cielo fino ad avvicinarsi sempre più diventando accecante. Uri ebbe l'impressione che qualcuno, o qualcosa - forse lo stesso raggio luminoso - lo colpisse con violenza alla fronte, così forte da fargli perdere i sensi. Per il sensitivo questo episodio ha costituito un evento importante nella sua vita. Fu sua madre ad avere i primi vaghi sospetti che nel figlio ci fosse qualcosa di inconsueto, quando si accorse che, ogni volta che rientrava in casa dopo l'abituale partita a carte con le amiche, Uri (che aveva allora cinque o sei anni) indovinava sistematicamente e con la massima precisione quanto aveva vinto o perso.
Il secondo episodio importante ha una data precisa: il 1953. Riguarda un orologio che gli era stato regalato dal padre e al quale teneva molto. Erano le 10,30 di un mattino e Uri attendeva insofferente che le ore della scuola passassero in fretta. Continuava a controllare il suo orologio, nella speranza forse che il tempo trascorresse più veloce, quando si accorse che il quadrante segnava le 12, mentre l'orologio a muro della classe faceva ancora le 10,30. Diventò famoso fra i compagni per i suoi «giuochi» con l'orologio, e si accorse che poteva riprodurre il fenomeno a volontà, ma sempre soltanto quand'era fra loro.
Nel 1957 la madre, che frattanto si era unita con un altro uomo, si trasferisce a Nicosia (Cipro) dove gestisce un piccolo albergo. Uri continua, nell'ambito della nuova scuola, a esercitare i suoi poteri paranormali, producendo all'inizio soltanto fenomeni del tipo «psicognitivo», e in seguito anche del tipo «psicocinetico», specie dopo l'interessamento dei suoi insegnanti. Diventa più tardi un agente dello spionaggio israeliano, e nel 1965 entra a far parte dell'esercito come paracadutista. Prende parte alla guerra dei 6 giorni contro l'Egitto e rimane ferito. Nell'ospedale conosce i fratelli Hannah e Shimpson (detto Shipi), e Shipi convince Uri a riprendere quelli che i suoi compagni di scuola chiamavano i suoi «trucchi» e lo induce a esibirsi durante alcune feste in famiglia, finché nel 1970 il sensitivo lascia l'attività di direttore all'esportazione, che aveva intrapreso dopo il congedo, per dedicarsi allo spettacolo. In un locale di Tel Aviv il dott. Andrjia Puharich lo incontra il 17 agosto 1971. Inizia allora con lo stesso Puharich e altri suoi collaboratori la serie di sperimentazioni che sono descritte nel libro: Uri: diario del mistero di Uri Geller (Uri: A Journal of the Mistery of Uri Geller trad. ital. Uri Geller, 1975).
Stabilita la sua residenza a New York. Geller ha continuato da allora a girare il mondo per esibirsi davanti a un pubblico di ogni tipo: dai ricercatori più seri ai più semplici curiosi. Nel novembre e dicembre 1972 è stato sottoposto a una serie di esperimenti e severi controlli allo Stanford Research Institute (SRI), a Palo Alto in California, da parte dei fisici Russell, Targ e Hal Puthoff. Gli esperimenti furono sovvenzionati per l'intervento dell'astronauta Edgar Mitchell. Una relazione dei test eseguiti venne comunicata nel corso di una tavola rotonda alla Columbia University nel marzo 1973, e dopo lunga attesa pubblicata su Nature nell'ottobre 1974. Nel giugno 1974, Uri fu sottoposto a una ulteriore serie di test da parte del prof. John Taylor presso il King's College dell'Università di Londra, e dai fisici David Bohm e John Hasted del Birkbeck College.
Ma Geller non ha mai cessato di essere al centro di una furibonda battaglia che vede schierati contro l'autenticità dei suoi fenomeni decine di illusionisti (con a capo James Randi, statunitense), e giornali della forza di un Times o di un New Scientist, mentre la sua dinamica, incontrollabile, infantile personalità finisce con il raffreddare anche gli entusiasmi dello stesso Puharich e di Mitchell.
Ecco i fenomeni che i vari studiosi e osservatori di diverse competenze e preparazione dicono di avere osservato. Ricordiamo che questi stessi fenomeni sono oggi posti tutti in discussione.
1) Deformazione di oggetti metallici o loro spezzamento.
2) Capacità di muovere a distanza selettivamente uno o più fiammiferi su di un tavolo.
3) Influenzamento dell'ago di una bussola.
4) Influenzamento di un magnetometro (Gaussmetro di Bell).
5) Influenzamento sull'equilibrio di una bilancia da laboratorio posta sotto campana di vetro.
6) Possibilità di fare avanzare o arretrare le lancette di un orologio normalmente funzionante.
7) Possibilità di rimettere in moto orologi fermi da anni e giudicati non aggiustabili da orologiai, e possibilità di mettere in moto orologi di cui artificialmente era stato manomesso il meccanismo.
8) Influenzamento sul ritmo di un apparecchio Geiger Müller (apparecchio atto a svelare la presenza in ambiente di particelle atomiche elettricamente cariche).
9) Possibilità di spezzare cristalli (monocristallo di silicio) racchiusi in una scatola, senza toccarli.
10) Voce diretta.
11) Incisione di voci sconosciute su nastri magnetici.
12) Smagnetizzazione di nastri incisi.
13) Scomparsa e ricomparsa di oggetti, anche chiusi in recipienti sigillati e controllati (cartucce per caricamento di penne a sfera, nastri incisi avvolti in bobine).
14) Teletrasporto di oggetti e animali (e di se stesso) a grandi distanze.
15) Arresto della teleferica del Monte Chiemgau (riferito dal Bild-Munchen del 12 giugno 1972).
16) Aggiustamento di un calcolatore portatile di proprietà di Werner von Braun, senza manometterlo.
17) Guida di auto in una città, bendato e con parabrezza oscurato da un cartone.
18) Accelerazione di crescita di piante.
19) Attività come guaritore.
20) Riproduzione di disegni ignoti e a lui non visibili.
21) Induzione su vari studiosi a riprodurre, a loro insaputa, disegni o numeri che essi credevano in quel momento di disegnare o scrivere spontaneamente affinché, in seguito, Geller li potesse indovinare telepaticamente.
22) Esperimenti con dadi chiusi in una scatola: rilevazione della faccia esatta dei dadi nascosti dentro le scatolette che erano state ovviamente sigillate e previamente agitate in modo che nessuno potesse conoscere quale faccia del dado sarebbe rimasta esposta in alto.
23) Indovinamente di disegni presentati al di fuori di una camera schermata a doppia parete di metallo, inaccessibile alla maggior parte delle onde elettromagnetiche, mentre Geller stazionava all'interno della stessa.
24) Indovinamente di disegni racchiusi nella camera schermata, mentre Geller stava fuori dalla camera anzidetta.
25) Indovinamente di disegni eseguiti da un computer, sia con loro comparsa sul video (in luogo non visibile a Geller) sia con il solo immagazzinamento nella memoria, sia con proiezione sul video ma con intensità luminosa zero.
26) Fotografia di UFO invisibili allo stesso Geller, dopo aver esposto l'obiettivo della sua macchina fotografica verso il cielo apparentemente vuoto, e dietro indicazione della macchina fotografica stessa che da sola si era mossa, innalzata e «offerta» alla sua attenzione.
27) Fotografia di se stesso presa con un apparecchio da lui fatto scattare e il cui obiettivo era coperto dal cappuccio protettivo fissato con nastro adesivo.
28) Il fenomeno seguente (che più di un fenomeno è un reperto di laboratorio) sembra uno dei più sensazionali fra quelli provocati da Geller e ha indotto il prof. E. Servadio a chiedersi se non si dovesse ormai usare il termine «iperfisica» per inquadrare fenomeni di tal tipo. A seguito della rottura di un anello effettuata da Uri è stata esaminata la sezione di frattura con l'elettromicroscopio. Il prof. Wilbur Franklin della Facoltà di Fisica della Kent State University dell'Ohio ha riferito che la microstruttura ha rivelato un comportamento del metallo «come se» in qualche modo si fosse trattato in alcuni punti di distorsione, in altri punti di fusione, in altri ancora di sfaldamento. «Non si conoscono attualmente metodi per cui si possano ottenere fratture di tal sorta», conclude il prof. Franklin.
Mentre scriviamo, infuria attorno a Geller e attorno ai giovani che hanno presentato l'«effetto Geller» la battaglia sulla autenticità dei fenomeni. I 28 tipi di fenomeni sopra elencati raggiungono spesso la fase aneddotica o al massimo la seconda fase sperimentale. Nessuno ha raggiunto la fase di convalida. La stragrande maggioranza dei fenomeni è stata offerta agli studiosi (così come alla commissione del Centro Studi Parapsicologici di Bologna) sotto forma di «dimostrazione» più che di esperimento vero e proprio, spesso a livello di spettacolo da palcoscenico.
La battaglia più seria e più avvelenata è stata condotta dalla rivista New Scientist (numero del 10 ottobre 1974) che ha confutato persino la attendibilità degli studiosi (fra cui gli stessi Targ e Puthoff) che hanno esaminato Geller allo Stanford Research Institute. Un altro implacabile avversario è James Randi, illusionista di grande capacità che è assurto a fama internazionale per avere dichiarato e dimostrato di potere ripetere tutti i fenomeni presentati dal Geller. Il che comunque è irrilevante per due fondamentali ragioni: anzitutto perché anche se potesse fare per mezzo di trucchi ciò che fa Uri, non è detto che Uri - la cui vita dimostra tutto il contrario - sappia e voglia frodare; secondariamente perché Randi non opera nelle stesse condizioni strettamente sperimentali in cui ha operato Uri.
Per quanto invece riguarda le opinioni favorevoli, sono centinaia gli studiosi che si sono dichiarati a suo favore e a favore della realtà dei fenomeni prodotti (i ricercatori del Centro Studi Parapsicologici di Bologna si pongono fra essi).
Per chi si vuole interessare più a fondo dell'argomento suggeriamo la lettura dell'ormai famoso numero di Nature (ottobre 1974): «Trasmissione di informazioni in condizioni di esclusione dell'uso dei sensi», relazione dei fisici Harold Puthoff e Russel Targ sulle famose  esperienze condotte allo
Stanford Research Institute, ristretta però alla sola capacità di Geller di effettuare gli esperimenti catalogati più sopra ai numeri. 22 , 23 , 24 , 25. Tali esperimenti, che hanno raggiunto il terzo stadio della più ferrea ricerca scientifica, attendono di essere ripetuti da altri studiosi per arrivare al quarto stadio della «conferma o convalida».
Come si può vedere, il caso Geller mostra ancora una volta la aleatorietà (non inutilità) degli esperimenti di un solo soggetto. La storia della parapsicologia dimostra che molti non credono se non vedono personalmente, quando si tratta di fenomenologia densa di implicazioni anche metafisiche ed escatologiche. Il caso Geller ricalca altri casi clamorosi ben noti: basterebbe quello di Eusapia Paladino per rappresentarli tutti. Si deve cessare di ricercarli e studiarli? Con questo defatigante interrogativo si chiude momentaneamente il caso Uri Geller. (P.C.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 535/538).