Gruzewski Marian

Gruzewski Marian (n. 1898). Medium polacco a effetti fisici e, soprattutto, a pittura automatica. Singolari fenomeni nervosi gli impedirono di seguire studi regolari. Nel 1915 cominciò ad avere manifestazioni medianiche: produceva movimenti di tavoli, apporti, scrittura diretta, voce diretta, materializzazioni di mani, braccia e figure complete: le mani materializzate erano per lo più unite al corpo del medium da prolungamenti tangibili. Le prime pitture e disegni ebbero inizio nel 1919, per suggerimento dell’ing. Prospero De Szmurlo, che fu il primo a studiarlo. Dipingeva e disegnava in trance profonda, a occhi chiusi, al buio o a luce rossa, ottenendo composizioni per lo più simboliche, di un fantastico spesso volto all’orrido, con una colorazione intensa in cui consiste il meglio della sua opera. Faceva anche ritratti dal vero o per chiaroveggenza psicometrica, raffigurando cioè persone a lui ignote e lontane, solo col contatto di oggetti di loro proprietà. Studiato dall'Osty, nel 1927, si esibì all’istituto Metapsichico Internazionale di Parigi producendo vari disegni di grande formato, al buio e in non più di cinque o dieci minuti. Anche i suoi quadri, a olio o a pastello, venivano eseguiti con grande rapidità, da dieci a quaranta minuti, senza cancellature né ripensamenti, cominciando dai particolari. Da ragazzo aveva studiato disegno, l’unico studio che avesse potuto seguire con una certa continuità, dimostrando una notevole disposizione; la sua produzione medianica, tuttavia, è del tutto diversa dalle opere giovanili e di carattere inequivocabilmente paranormale. Per un certo periodo fu anche capace di improvvisare composizioni poetiche su temi dati, e, del resto, molte delle sue pitture vennero eseguite egualmente su di un tema a lui proposto. Le sue opere furono esposte in varie mostre a Varsavia e a Wilno. (R.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 574).