Guzyk Jan (1875-1928)

Guzyk Jan (1875-1928). Medium polacco a materializzazione, molto discusso, più volte colto in frode, e tuttavia studiato da ricercatori come il Richet, il Geley, l'Osty, il Flammarion, il Sudre, i quali tutti sostennero la genuinità dei suoi fenomeni, per lo meno di quelli da loro osservati.
Divenne medium professionista a 15 anni e, innegabilmente, cercò sempre di fare lauti guadagni: gli piaceva vivere bene. Dava le sue sedute al buio completo, e anche questo fece sorgere dubbi sulla sua onestà. L’Aksakov, che fu tra i primi studiosi a indagare su di lui, lo fece venire a Pietroburgo, dove diede buone prove. Ma l’Ochorowicz mantenne su di lui molti dubbi. Nel 1921 il Geley lo sottopose a uno studio sistematico durante una cinquantina di sedute condotte a Varsavia: osservò spostamenti di oggetti pesanti e la materializzazione di un volto umano parlante. Lo condusse poi a Parigi dove il Guzyk fu sottoposto a esperienze particolarmente severe nell’istituto Metapsichico Internazionale: veniva spogliato, esaminato medicamente, rivestito di un indumento a un pezzo, chiuso al collo e ai polsi; le sue mani erano legate a quelle di due sperimentatori con nastri sigillati. Dopo numerose sedute che durarono due anni, 1922-23, e durante le quali si udirono passi nella stanza, si videro luci e, con illuminazione rossa attenuata, materializzazioni di figure umane e di una specie di scimmione, o pitecantropo, che andò in giro leccando le mani ai presenti, venne firmata da 34 (in realtà 35) personalità del mondo scientifico, artistico, letterario - il cosiddetto «manifesto dei trentaquattro» - una relazione che concludeva: «Affermiamo la nostra convinzione che i fenomeni ottenuti con Jan Guzyk non si possono spiegare con una allucinazione individuale o collettiva né con trucchi». Il Mackenzie riferisce di un pianoforte a coda che fu udito risuonare con tutte le sue corde sebbene chiuso a chiave, di toccamenti e graffi come provenienti da zampe di animali e della materializzazione di un Arabo che parlò in aramaico con un dotto sceicco beduino.
Ma dopo il 1923 sembra cominciare il declino. Dieci sedute tenute alla Sorbona dànno esito negativo: i pochi fenomeni telecinetici osservati sono attribuiti a trucchi sebbene il medium non sia colto in flagrante frode. Harry Price tiene con lui sedute a Varsavia e dichiara senz'altro una frode. Nel 1924, a Cracovia, viene presa inaspettatamente una fotografia al lampo di magnesio e il medium appare in atto di frodare. Nel 1927, a Varsavia, Walter Franklin Prince tiene sedute con esito del tutto negativo. Poi il medium scompare, rovinato dall’alcool a cui si era dato come molti altri medium. Lo Schrenck-Notzing, che sperimentò con lui, affermò che indubbiamente il Guzyk ricorse più volte a trucchi: era avido di guadagno e dava fino a cinque sedute al giorno; ma con eguale certezza molti dei suoi fenomeni erano genuini. (U.D.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 582).