Hope William (1863-1933)

Hope William (1863-1933). Medium inglese a fotografia, forse il più noto nel primo quarto del nostro secolo. Nel 1905, dopo aver fotografato un amico, trovò sulla lastra, accanto all’immagine di lui, quella trasparente di una giovane donna in cui l’amico riconobbe la sorella defunta. Si dedicò allora alle fotografie dette «spiritiche» con un circolo di amici e ne ottenne parecchie che però vennero distrutte per il timore di un’accusa di pratiche diaboliche. Hope, che era un semplice falegname, non si faceva pagare per la sua opera e sembra essere stato sempre in buonafede. Quando l’arcidiacono Colley riconobbe la propria madre in un extra da lui ottenuto, Hope non esitò ad affermare che quella immagine gli sembrava piuttosto molto simile a quella di un quadro da lui copiato due anni prima. Ma il Colley non si lasciò convincere. Nel 1922, Harry Price, il quale non aveva alcuna fiducia nelle fotografie paranormali considerandole tutte truccate, sostenne nei Proceedings della Società per la Ricerca Psichica che le fotografie del medium erano fraudolente e che Hope era stato colto nell’atto di sostituire le lastre. Ma un’indagine dimostrò che la sostituzione era avvenuta indipendentemente dalla volontà del medium, e lo stesso Price ammise che Hope poteva avere poteri paranormali. Del resto Sir William Crookes aveva già studiato il soggetto riconoscendo che le sue fotografie erano genuine. Anche Sir William Barrett si schierò a favore di Hope, mentre Sir Oliver Lodge rinnovò le accuse. Come per tutti i fotografi medianici, anche per William Hope le accuse e le difese si alternano in modo sconcertante: suoi decisi sostenitori, come il Barlow, cambiarono improvvisamente atteggiamento divenendo suoi non meno decisi avversari; per altri accadde il contrario. Certo è che Hope era uno spiritista convinto fino al fanatismo e che, indifferente alle accuse, talora si divertiva a fingere di frodare per beffare così lo scetticismo dei suoi nemici. Queste bizzarrie non gli furono certo di aiuto per dare la prova della sua onestà. (R.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 592/593).