Miller C.V.

Miller C.V. Medium americano a materializzazione, francese di nascita, antiquario di professione, attivo fra gli ultimi anni del secolo scorso e i primi del nostro. Secondo Willie Reichel, che dedicò a lui gran parte del suo libro Esperienze occulte (Occult Experiences), i suoi fenomeni di materializzazione erano meravigliosi: egli restava davanti al gabinetto medianico dal quale uscivano in successione vari fantasmi drappeggiati di bianco, che il medium prendeva per mano e presentava agli spettatori perché parlassero con loro. Tornati davanti al gabinetto, i fantasmi si smaterializzavano sprofondando nel pavimento o scomparendo attraverso il soffitto. Il Reichel ne vide fino a dodici successivamente e una volta ne scorse sei raggruppati nel gabinetto insieme al medium. In un articolo pubblicato sul Psychische Studien, egli riferisce di una seduta del febbraio 1904, durante la quale un suo amico defunto si materializzò otto volte vicino a lui e alla distanza di tre metri dal medium: gli si avvicinò come una fiamma fluttuante che, in circa un minuto e mezzo, assunse la forma completa, gli parlò a lungo e continuò a parlare anche mentre sprofondava nel pavimento smaterializzandosi finché rimase solo la testa.
Nel 1906 il Miller venne in Francia, ma evitò di farsi esaminare dal De Rochas e da un gruppo di scienziati che era pronto a sperimentare con lui: preferì esibirsi in circoli spiritisti e fu studiato dal Delanne, il maggior esponente dello spiritismo scientifico francese, il quale sostenne che i fenomeni erano genuini. Anche il dott. Encausse, ossia Papus, venne a questa conclusione, mentre il giornalista Gaston Méry, pur ammettendo la genuinità come molto probabile, fece alcune riserve. Passato da Parigi a Monaco, il medium diede numerose sedute private in cui produsse materializzazioni e globi o nubi luminose che fluttuavano verso il soffitto. Di nuovo a Parigi, non accettò le condizioni poste dal Richet e diede sedute alcune delle quali furono riferite nel quarto volume degli Annals of Psychic Science. A una di queste sedute fu presente Cesare De Vesme il quale scrive di avere visto una palla luminosa di circa 25 centimetri di diametro scendere dall’alto e trasformarsi in una figura umana che parlò. Tuttavia il De Vesme non si pronunciò in modo definitivo sulla genuinità del fenomeno, e non lo fece neppure due anni dopo, nel 1908, in occasione di una seconda visita del Miller a Parigi, sebbene il medium fosse stato spogliato, esaminato medicalmente, rivestito di un abito senza tasche datogli dagli sperimentatori, e numerosi fantasmi si fossero materializzati e smaterializzati davanti ai presenti: dato il numero di questi, una quarantina, non potè escludere che fra loro si celasse qualche compare. Dopo il 1908 si hanno scarse notizie di questo medium singolare. (R.)

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 777).