Mumler William H.

Mumler William H. (m. 1884). Sensitivo americano, fu il primo dei cosiddetti fotografi «spiritici». Incisore presso una gioielleria di Boston, un giorno nello studio di un amico fotografo, tentò di fotografarsi da solo e, sulla lastra, apparve, oltre la sua, anche un’altra immagine. Credette di avere usato una lastra già impressionata, ma altri tentativi diedero lo stesso risultato. Alcuni suoi amici riconobbero, in una di queste immagini supplementari, una loro parente morta a dodici anni, e si diffuse così la convinzione che si trattasse di un nuovo fenomeno spiritico: il Banner of Light del 29 novembre 1862 ne parlò diffusamente. Presto il Mumler divenne fotografo spiritico professionista con grande successo. Andrew Jackson Davis, direttore dell'Herald of Progress di New York, inviò da lui un amico fotografo, il Guay, perché studiasse i suoi fenomeni: questi eseguì per alcune settimane tutte le operazioni di fotografia e di sviluppo permettendo al Mumler solo di mettere una mano sull’apparecchio al momento dello scatto, e ottenne tuttavia, fra le altre, le fotografie del padre e della moglie defunti. Anche il Black, che aveva introdotto nel processo fotografico il bagno al nitrato d’argento, studiò il medium ed ebbe la certezza della genuinità dei suoi fenomeni. Nel 1867, uno scandalo volse contro di lui gli stessi spiritisti che lo sostenevano: fra le immagini cosiddette extra da lui fotografate ve ne erano alcune di persone viventi, che egli non seppe spiegare. Si ignorava, allora, la possibilità di questo fenomeno, che venne spiegato in seguito come fotografia di immagini pensate dal soggetto o fotografie del doppio. Nel 1869, dietro denuncia del giornale The World, il Mumler fu processato per truffa, ma le testimonianze di coloro che lo avevano studiato e di altre personalità, come il giudice Edmonds e il banchiere Livermore, che avevano ottenuto da lui extra indiscutibilmente genuini, lo fecero assolvere: il Livermore, che non credeva alle fotografie spiritiche e aveva preso ogni precauzione per evitare un imbroglio, aveva avuto, proprio in quel periodo, tre fotografie della propria moglie defunta, Estelle. William Mumler descrisse la sua vita avventurosa e i suoi fenomeni nel libro Esperienze personali di William H. Mumler nel campo della fotografia spiritica (Personal Experiences of William H. Mumler in Spirit Photography, 1875). (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 799).