Ossowiecki Stephan (1877-1945)

Ossowiecki Stephan (1877-1945). Sensitivo polacco, uno dei maggiori dei primi decenni del nostro secolo. Fin dalla giovinezza ebbe numerose manifestazioni di telepatia e di chiaroveggenza; verso i vent'anni, prima di laurearsi in ingegneria, dimostrò anche notevoli facoltà di psicocinesi, che si presentavano, però, a danno delle facoltà telepatico-chiaroveggenti, e che scomparvero verso il suo trentacinquesimo anno con un contemporaneo rafforzarsi di queste ultime. Nel 1917 fu arrestato per reati politici avendo avuto contatti con la missione militare francese, e condannato a morte: fu salvato all'ultimo momento da un suo vecchio compagno di scuola. Questa esperienza contribuì allo sviluppo delle sue doti. Finanziariamente rovinato, si rimise presto in piedi, sposò una donna di nome Anna e divenne celebre come sensitivo in seguito alle esperienze condotte su di lui dal Richet e dal Geley: tutto questo gli era stato predetto vent'anni prima da un vecchio ebreo di nome Vorobej. Suo fenomeno caratteristico era la lettura in plichi suggellati: non solo li decifrava facilmente, ma dava anche notizie su colui che li aveva scritti, descrivendone il carattere e spesso la situazione e le vicende. Ebbe anche varie esperienze di bilocazione presentandosi ad amici lontani. Il problema che i suoi studiosi dovettero particolarmente affrontare fu se le sue letture dovessero essere considerate di carattere telepatico o chiaroveggente. Nell'insieme si dovette pensare a un frammischiarsi di chiaroveggenza e di telepatia. L'Ossowiecki faceva infatti le sue letture gradualmente, passando da immagini confuse a immagini sempre più chiare, ed egli stesso diceva di percepire le visioni avute come allucinazioni visive o auditive che si integravano le une con le altre. Una volta gli fu presentata una busta che conteneva cinque temi numerati: 1. Paesaggio orientale con cammelli. 2. Disegno di un pesce. 3. Una campana. 4. Profumo di mimosa. 5. Viva la Polonia. Il sensitivo disse: «E' talmente caotico che non riesco a capire... Vedo qualcosa riguardante un pesce. Non vi è alcuna scritta al di sotto, ma è un pesce. Che legame vi può essere tra questo pesce e la Polonia? Non posso capire. E' un grido: Viva la Polonia! Sento anche profumi, deliziosi profumi. Vi è qui qualche cosa riguardante la natura. E' ancora una cosa, tre cose. Vedo un pesce e voglio disegnarlo (disegnò infatti un pesce ma più ovale di quello disegnato e volto a sinistra invece che a destra). Perché questi profumi? Perché la Polonia? Vi è nella busta una numerazione: 1, 2, 3. 4, 5. Dopo il numero 2 non vi è scritto niente. Non vedo altro». Da questa esperienza si può supporre che il sensitivo abbia visto per chiaroveggenza la numerazione, e la frase «Viva la Polonia»; non ha invece percepito in alcun modo la campana, mentre il paesaggio orientale gli sarebbe pervenuto come idea e il profumo di mimosa come sensazione olfattiva. Un'altra volta il Geley gli presentò una busta in cui era una frase nota al Geley stesso: «Un elefante che si bagnava nel Gange fu assalito da un coccodrillo che gli morse la proboscide». Lo sperimentatore cercò di visualizzare la scena esprimendo in egual tempo il desiderio che il sensitivo non riuscisse a percepirla, e infatti solo dopo venti minuti questi riuscì a parlare dicendo: «Ho l'impressione di trovarmi in un giardino zoologico dove vi è un combattimento. Vedo un grande animale. E' un elefante. Non sta in acqua questo elefante? Lo vedo nuotare. Vi è qualcosa che riguarda la proboscide. Vedo sangue. Vi è ancora qualche cosa?». Il Geley rispose che vi era ancora qualche cosa, e l'Ossowiecki: «Aspetti, l'elefante non è ferito alla proboscide? Sì, da un coccodrillo». Questa volta si potrebbe concludere per una pura telepatia, mentre in altri casi apparirebbe una pura chiaroveggenza. Nel 1923. in un esperimento tenuto a Varsavia dallo Schrenck-Notzing, questi gli presentò una busta che conteneva una frase a lui ignota, scritta a Londra da un altro studioso, il Dingwall, del tutto sconosciuto al sensitivo, che la lesse con assoluta esattezza. E' difficile in questo caso supporre un contatto telepatico fra l'Ossowiecki e lo scrivente. Si aggiunga che non di rado il sensitivo si comportava come se leggesse realmente le parole, ma in modo indistinto: a esempio una volta la parola non fu da lui interpretata come «un numero di tre cifre con in mezzo uno zero»; un'altra volta la parola inglese wonderful, meraviglioso, fu da lui letta come il francese vendredi, venerdì, per evidente somiglianza formale. D'altra parte l'Ossowiecki riusciva a leggere solo messaggi scritti a mano, non mai frasi stampate o dattiloscritte, come se gli fosse necessario ottenere un contatto diretto con lo scrivente. Tutto questo potrebbe far supporre che telepatia e chiaroveggenza siano in realtà un fenomeno unico, che dovrebbe essere però impostato in un modo molto diverso da quello comunemente accettato.

L'Ossowiecki ebbe anche doti di precognizione e di psicoscopia: nel 1937, tenendo fra le mani la sottoveste di una giovinetta uccisa, ricostruì esattamente un delitto descrivendo le persone e la località che non aveva mai visto. Fu fucilato dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 861/862).