Paladino Eusapia (1854-1918)

Paladino Eusapia (1854-1918). Forse la più famosa e la più studiata medium a effetti fisici a cavallo dei due secoli. Il suo cognome, quasi certamente Paladino, fu scritto Palladino dai suoi primi studiosi italiani e stranieri. Nacque da genitori umilissimi a Minervino Murge in provincia di Bari, e sembra che sua madre sia morta nel darla alla luce o poco dopo. A un anno, o comunque nella prima infanzia, si fratturò l'osso parietale in seguito a una caduta: più tardi dalla cicatrice sarebbero usciti venti freddi, quasi a stabilire un rapporto tra l'incidente e la sua medianità. A otto anni assistette alla morte di suo padre assassinato dai briganti: l'episodio le riapparirà più volte in visione allucinative. Ne derivò una fancilulla evidentemente traumatizzata, di intelligenza sveglia, ma ribelle ed estrosa, incapace di applicarsi agli studi e ai lavori di casa, che rendeva perplessi i parenti e gli amici che si prendevano cura di lei. Arrivò ai sedici anni facendo un po' la donna di servizio e un po' la bambinaia, finchè, a Natoli, capitò in casa di un impiegato postale, un certo Murialdi, che a tempo perso faceva ballare il tavolino con i suoi amici: era la mania dell'epoca. La presenza di Eusapia alle sedute provoca subito fenomeni imponenti: un tavolo si alza da terra, un pianoforte si sposta. La ragazza viene presentata a un appassionato spiritista, il Damiani, che la prende sotto la sua protezione e la inizia alle pratiche spiritiste da lui apprese in Inghilterra. Appare adesso per tiptologia la personalità di John King, antico corsaro inglese, che si dichiara guida della medium: è probabile che la preparazione inglese del Damiani non sia estranea al fenomeno. Nel 1871 lo stesso Damiani porta Eusapia a Roma e la presenta alla Società Romana di Spiritismo, da poco fondata, dove si svolge la prima serie di sedute ufficiali con fenomeni controllati: raps che provengono da vari punti della stanza, fischi, campanelli che volano squillando nell'aria, macchine da cucire che si muovono da sole, mani invisibili che accarezzano gli astanti senza lasciarsi afferrare, bicchieri che saltano da ogni parte senza rompersi, levitazioni della medium e perfino melodie suonate da strumenti che non esistono nella sala. Ma dopo circa un anno, Eusapia, sempre inquieta e instabile, si stanca di questa attività, diviene cucitrice e ricamatrice e torna a Napoli dove per alcuni anni interrompe le sedute accondiscendendo solo ogni tanto alle preghiere del Damiani. Nel 1885 sposa uno stagnino, un certo Raffaele del Guiso, o del Gais, o Delgaiz, e si avvia a divenire una donna normale aprendo un laboratorio di cucito. Frattanto il Damiani era morto. Nel 1886 avviene un altro incontro decisivo: quello col medico napoletano Ercole Chiaia e con lo scrittore Federico Verdinois, i quali riescono a riportarla alle esperienze medianiche. Nel 1888, in una lettera aperta rivolta a Cesare Lombroso e pubblicata sul Fanfulla della Domenica, il Chiaia invita l'illustre scienziato, decisamente contrario a ogni fenomeno paranormale, ad assistere alle sedute della Paladino. Questo avverrà solo nel 1891, a Napoli: i fenomeni sono tali che il Lombroso, dopo aver visto, tra l'altro, levitare un grosso mobile a tre metri di distanza dalla sensitiva, confessa: «Sono tutto confuso e mi rammarico di avere combattuto con tanta ostinazione la possibilità dei fatti detti spiritici; dico "fatti", perché sono ancora avverso alla teoria». Le sedute di Napoli, divulgate soprattutto da uno studio dello stesso Lombroso, agitano il mondo dei metapsichisti in tutta Europa, e la via di Eusapia è ormai tracciata. Nel 1892 si hanno le famose sedute di Milano alla presenza del Lombroso, del Richet, dell'Aksakov, e dell'astronomo Schiaparelli: Eusapia viene sollevata con la sua sedia e posta sul piano del tavolo intorno a cui gli sperimentatori fanno catena; si hanno rumori, venti freddi, contatti con mani invisibili, l'impronta su argilla della mano della medium a distanza di qualche metro. Nel 1893-94 l'Ochorowicz, che l'aveva conosciuta a Roma, porta Eusapia a Varsavia per studiarla rigorosamente con medici e scienziati: in questa occasione egli riconosce che alcuni movimenti della medium, interpretabili come tentativi di trucco, sono inconsci e inadeguati, e non intaccano la genuinità dei fenomeni. Nel 1894 il Richet la chiama in Francia, nella sua villa di Roubaud, un'isoletta nel golfo di Marsiglia, e nel suo castello di Carqueiranne presso Tolone: sono presenti il Lodge, il Myers, i coniugi Sidgwick, l'Ochorowicz, lo Schrenck-Notzing, massimi studiosi europei dell'epoca. Del '95 sono le sedute di Cambridge in casa del Myers: un insuccesso. Eusapia viene colta nell'atto di spostare con una mano un oggetto riluttante alla levitazione. E' una frode inconscia e ingenua, ma sufficiente perché il Myers e gli altri presenti neghino in blocco la genuinità di tutti i fenomeni. Qualche mese più tardi il De Rochas, dopo una serie di sedute ad Angelas, prenderà nel modo più deciso le difese della medium. Altre sedute sono quelle di Auteil (1896), di Monfort-l'Amaury (1897), di Parigi e di Pietroburgo (1898), tutte alla presenza di personalità illustri quali il Flammarion, il De Rochas, il Richet, il Flournoy, l'Aksakov e lo stesso Myers, che deve ricredersi. E' un periodo di attività intensa che si svolge in tutta Europa e che non verrà meno negli anni seguenti. Sono del 1901 le sedute al Circolo Scientifico Minerva di Genova, dirette dal Bozzano, dove l'incredulissimo Morselli si arrende all'evidenza; del 1905-08 quelle di Parigi a cui presenziano il celebre Curie e il Bergson; del 1906 quelle di Milano dalle quali il più famoso giornalista dell'epoca, il Barzini, negatore accanito dei fenomeni, esce convinto facendo poi ammenda della sua passata ostilità con una serie di articoli sul Corriere della Sera. Nel 1907 Eusapia è a New York e viene studiata dal Carrington e dall'Hyslop. Ma ormai l'età e una nefrite trascurata indeboliscono le sue facoltà. Trascorre in Italia gli ultimi anni della sua vita continuando a dare sedute con risultati sempre più scarsi: l'ultima avviene a Napoli, il 22 aprile 1918, dodici giorni prima della sua morte. I fenomeni della Paladino furono per lo più di carattere psicocinetico: il Morselli li divise in 42 categorie, ma da un punto di vista molto esteriore. Erano spostamenti di oggetti, levitazioni, apporti e asporti, venti freddi, mani che lasciavano impronte su argilla, tentacoli informi che afferravano oggetti, fenomeni luminosi e fotografici. Nelle levitazioni veniva sviluppata una forza eccezionale: una volta venne levitato un tavolo su cui era seduto un uomo; un'altra volta Eusapia sviluppò al dinamometro, senza toccarlo, una forza di oltre 110 chilogrammi. Numerose le immagini di mani ottenute su lastre fotografiche avvolte in carta nera. Non molto frequenti i fantasmi, raramente completi, come quello di una donna con un bambino in braccio, che si manifestò durante una seduta tenuta nel Circolo Scientifico Minerva di Genova, alla presenza del Bozzano e del Morselli; più spesso parziali come la testa di Naldino, figlio del giornalista Arnaldo Vassallo, morto a sedici anni, che si manifestò nello stesso Circolo. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito di Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 865-867).