Reyes de Z. Maria

Reyes De Z. Maria (Maria Reyes Zierold, m. 1945). Sensitiva messicana non professionista, celebre per eccezionali fenomeni di psicoscopia. Le sue facoltà furono scoperte per caso nel 1919, dal dott. Gustav Pagenstecher, consigliere sanitario di Città del Messico, a cui ella si era rivolta essendo caduta, in seguito a un'operazione, in un grave stato di depressione accompagnata da insonnia. Il medico, dopo avere tentato invano varie cure, le propose un trattamento ipnotico, che fu accettato, e, con suo stupore, si accorse che durante l’ipnosi la paziente acquistava doti di chiaroveggenza: vedeva quello che avveniva in altre stanze della casa, seguiva i movimenti della figlia attraverso una porta chiusa, scorgeva l’aura del medico e la descriveva. Infine cominciò a narrare la storia di oggetti che le capitavano a caso nelle mani, e con tale minuzia e sicurezza che il Pagenstecher giudicò il fenomeno degno di uno studio approfondito e le chiese se era disposta a sottoporsi a un'indagine regolare. Maria accettò ed ebbe così inizio una serie di esperienze che durò vari anni. Presto la sensitiva non ebbe più bisogno di essere ipnotizzata, cadendo spontaneamente in trance all'inizio della seduta. Gli oggetti che le venivano posti nelle mani erano per lo più avvolti in fogli di carta o chiusi in scatole affinché ella non potesse riconoscerli, ma sempre le suggerivano visioni che si ricollegavano in qualche modo alla loro provenienza e alla loro storia. Toccando un frammento di aerolito, Maria descrisse un cielo stellato col sole molto vicino, e, immedesimandosi nell'oggetto induttore, vide fiamme e udì esplosioni che si susseguivano intorno a lei finché ebbe il senso di una caduta precipitosa. Un amuleto egiziano suscitò in lei la visione di una cerimonia funebre nell’antico Egitto, con processioni e danze sacre; la lettera scritta da un uomo che stava per perire nel naufragio del Lusitania (1915) e da lui gettata in mare chiusa in una bottiglia, le fece rivivere la scena del disastro e le suggerì la descrizione esatta dell'uomo: alto e corpulento, con barba e baffi neri e una vasta cicatrice sul sopracciglio sinistro. A volte le visioni si succedevano in ordine cronologico seguendo la storia dell’oggetto: una ricetta medica le suggerì dapprima la visione di una cartiera, poi quella dell’episodio in occasione del quale la ricetta era stata scritta; una moneta di Massimiliano, imperatore del Messico, le fece vedere in un primo momento l'interno di una miniera, dove, evidentemente era stato raccolto il metallo della moneta stessa, e poi le suggerì la visione della visita fatta da Massimiliano e da sua moglie Carlotta alla corte di Vienna nel 1864. Nelle sue esperienze, il Pagenstecher si rivelò indagatore intelligente e accorto: non tardò a rendersi conto che le visioni di Maria potevano essere colte da lei, telepaticamente, nella sua stessa fantasia, e, per eliminare questa ipotesi, ideò l'esperimento dei quattro pezzi di pomice di forma identica, da lui sottoposti a trattamenti diversi, avvolti in carta e mischiati in modo che lui stesso non poteva riconoscerli. La sensitiva udì il ticchettìo di un orologio toccando il frammento che era rimasto chiuso nella cassa di un orologio a pendolo, provò un gusto amaro toccando quello che era stato trattato con una soluzione di assa fetida e genziana, ebbe una sensazione di freddo quando le fu messo in mano quello che era stato tenuto per tre giorni sul ghiaccio e percepì un odore acre prendendo in mano il quarto, che era stato sottoposto a vapori di zolfo. Una commissione nominata, dietro preghiera dello sperimentatore, dalla Società di Medicina di Città del Messico accertò i fenomeni di Maria riconoscendoli di natura paranormale. Nel 1921, la Società Americana per la Ricerca Psichica inviò a Città del Messico il suo più abile sperimentatore, W.F. Prince, dinanzi al quale si ripeterono fenomeni notevoli anche se meno imponenti di quelli ottenuti in precedenza dal Pagenstecher. Il Prince dichiarò che gli studi del medico erano stati condotti in modo ineccepibile e che si doveva escludere ogni possibilità di frode. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 1064/1066).