Rothe Anna (1850-1907)

Rothe Anna (1850-1907). Medium tedesca, detta la medium dei fiori (Blumen medium). Semplice operaia, manifestò la sua medianità verso il 1892, dopo la morte del fidanzato di sua figlia, vedendo continuamente il defunto sdraiato sul divano nel suo consueto atteggiamento. In seguito ebbe visioni di defunti riportando ai consultanti i loro messaggi. Ma il suo fenomeno caratteristico fu l'apporto di fiori e di frutti in notevole quantità. Presto fu accusata di frode, ma, come in molti altri casi, i suoi fautori non furono meno numerosi né illustri dei suoi accusatori. Scienziati, professori universitari, alti magistrati, come il giudice George Sulzer, presidente dell'Alta Corte di Appello di Zurigo, furono dalla sua parte affermando di avere visto fiori e frutti cadere lentamente dal soffitto, in piena luce, materializzandosi da punti nebulosi. Per contro alte personalità, come il Flammarion e il Richet, presero partito contro di lei. Il Flammarion assistette a una sola seduta e vide effettivamente cadere dal soffitto mazzi di fiori di varie dimensioni, ma sempre dalla parte opposta a quella verso cui la medium riusciva a rivolgere l'attenzione dei presenti. Sicuro di una frode, incaricò un investigatore privato di partecipare il più possibile alle sedute da lei date, e questi affermò che in una seduta, essendosi posto alle spalle della medium, la vide prendere fiori e arance di sotto la sua veste e lanciarli abilmente nell'aria. Il Flammarion propose allora una seduta conclusiva in casa sua, ma la medium e il suo manager, un certo Max Jentsch, lasciarono bruscamente Parigi e non si fecero più vedere. Il Richet asserì di essersi convinto della frode dopo tre sedute: avendo pesato la medium prima e dopo le manifestazioni, si accorse che il suo peso era diminuito di due libbre, ossia esattamente del peso dei fiori e dei frutti apportati.
Nel 1902, Frau Rothe, in Germania, fu accusata di truffa, processata e imprigionata. Degli investigatori affermarono di avere trovato 150 fiori e varie arance e mele nascosti in una tasca sotto le sue vesti.
A nulla valsero oltre quaranta testimonianze a suo favore fra cui quella dello stesso Sulzer: il giudice giustificò la sua sentenza dicendo che «le manifestazioni soprannaturali erano state dichiarate impossibili dalla scienza». Nel 1903 uno dei maggiori giornalisti tedeschi dell'epoca, Maximilian Harden, prese le difese della medium, condannata a un anno e mezzo di prigione e 500 marchi di multa, sostenendo che la frode non era stata dimostrata durante il processo e che le testimonianze a favore erano più numerose di quelle contrarie. Ma la carriera della medium rimase senz'altro spezzata. (U.D.)
 
Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito di Ugo Dettore (pagina 1084).