Sambor

Sambor (m. 1902). Pseudonimo sotto cui fu conosciuto un telegrafista russo, che, fra il 1896 e il 1902, attrasse l’attenzione di molti studiosi russi con i suoi fenomeni di psicocinesi e materializzazione. Durante le sue sedute si formavano vapori luminosi in forma di colonna o di nube, che presto assumevano sembianze umane materializzate e potevano essere veduti accanto al medium in buona luce; oggetti piccoli e grandi si spostavano; un mandolino che era nella stanza vicina entrava da solo, suonando, nella stanza delle sedute. Il conte Petrovo Solovovo lo studiò in numerose sedute e, sebbene la sua fiducia rimanesse molto scossa dal fatto che una volta uno dei presenti, che doveva controllare la mano destra del medium, gliela lasciò intenzionalmente libera, ammise che molti fenomeni non potevano essere spiegati con la semplice supposizione che il medium si valesse di questa mano per compiere delle frodi: i fantasmi, il mandolino, i suoni emessi da un piano la cui tastiera era stata chiusa a chiave avevano tutta l'apparenza della genuinità. Lo sperimentatore diede relazione delle sedute negli Annales des Sciences Psychiques. Altre relazioni furono date dalla signora Youdenitch sugli stessi Annales (1904, XIV), e altre ancora apparvero sul periodico spiritista russo Rebus. (R.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 1096).