Slade Henry

Slade Henry (m. 1905). Medium americano a effetti fisici, noto soprattutto per le scritture dirette da lui ottenute su lavagne e per i suoi fenomeni di compenetrazione: pochi ebbero, al pari di lui, tanti sostenitori convinti e tanti accaniti avversari. Iniziò la carriera verso il 1860, quando doveva avere poco più di vent'anni, producendosi con grande successo davanti al pubblico americano. Nel 1875, un gruppo di studiosi dell'università di Pietroburgo, dove l'interesse per i fenomeni paranormali era stato risvegliato dalle sedute date da D.D. Home, lo invitò in quella città per sottoporsi a una serie di esperienze, e lo Slade accettò. Durante il viaggio fece una sosta in Inghilterra, dove giunse nel luglio del 1876, e diede molte sedute a Londra; in un articolo apparso sul World (30 agosto 1876) furono descritti i suoi fenomeni: violenti colpi sul tavolo, levitazione di una sedia, materializzazione di una mano, messaggi di vario genere scritti sulla faccia inferiore di una lavagna posta sul tavolo. Studiosi come Lord Rayleigh, Alfred Russel Wallace e lo stesso Frank Podmore, contrarissimo ai fenomeni fisici, rimasero profondamente perplessi e incapaci di dare una spiegazione normale alla fenomenologia. Ma, nel settembre, il prof. Lancaster, sicuro di una frode, volle smascherare il medium: si recò da lui con un amico, pagò la sterlina richiesta per la seduta e chiese una scrittura diretta su lavagna; poi, afferrata la lavagna prima ancora che, presumibilmente, potesse essersi formato lo scritto, mostrò che su di essa il messaggio era stato già preparato. Evidentemente il fenomeno si limitava a una semplice sostituzione di lavagne: il professore rese pubblico il fatto con un articolo sul Times e denunciò il medium per frode essendosi fatto pagare indebitamente. Ne seguì un processo accompagnato da vivaci polemiche fra gli accusatori e i sostenitori. A fianco del Lancaster si schierarono, fra gli altri, personalità come il prof. Sidgwick, Edmund Gurney e W.B. Carpenter; a favore del medium testimoniarono fra gli altri Alfred Russel Wallace, l'avvocato Cox e il dott. Wyld. Il giudice dichiarò di dover fondare la sua sentenza sulle leggi note della natura e condannò lo Slade a tre mesi di lavori forzati, che egli potè evitare solo fuggendo dal paese mentre si era in attesa del processo di appello. Trascorse alcuni mesi in Europa producendosi all'Aja, a Berlino, in Danimarca, sempre con successo. A Pietroburgo le sedute non poterono avere l'estensione che era stata progettata, data la situazione politica della Russia; ebbero però nel complesso esito positivo, specialmente una, tenuta alla presenza del granduca Costantino, dell'Aksakov e del prof. Boutlerof, che aveva già sperimentato con Home. In questa seduta furono posti, per caso, due gessetti sulla lavagna e si trovò che l'uno aveva scritto un messaggio da sinistra a destra e l'altro da destra a sinistra. Sembra però che una volta l'Aksakov abbia scoperto una frode. Sono del 1877 i famosi esperimenti di Lipsia, condotti dallo Zöllner, in cui si ebbero fenomeni rigorosamente controllati di scrittura diretta e di compenetrazione: nodi in corde circolari, anelli infilati nel fusto di un tavolino a tre piedi ecc. Passato a Parigi, si mise a disposizione del Flammarion, il quale tuttavia scrive di non avere ottenuto niente di sicuro. Per avere infine una prova concreta, l'astronomo mise un gessetto fra due lavagne sigillate l'una sull'altra con carta intestata dell'Osservatorio, in modo che non avrebbero potuto essere separate senza rivelare la frode. Queste due lavagne furono consegnate allo Slade e rimasero presso di lui per dieci giorni, ma, al termine, non fu rilevato su di esse alcuno scritto. Anche il Richet ebbe una seduta col medium: pose un gessetto su di una lavagna e la tenne sotto il tavolo mentre lo Slade la teneva, pure con una mano, all'altra estremità: si udì stridere il gessetto e sulla lavagna apparve uno scritto, ma lo scienziato non rimase del tutto convinto sia per la cattiva fama del medium sia perché gli scritti su lavagne si prestavano facilmente al trucco. Il Gibier, che sperimentò nello stesso periodo, rimase invece convinto. Dopo un soggiorno in Australia, dove furono osservati gli stessi fenomeni senza che sorgessero accuse o sospetti, Slade tornò negli Stati Uniti e accettò di essere studiato dalla Commissione Seybert; l'esito fu negativo: gli sperimentatori affermarono che il medium si valeva di un piede per ottenere gli scritti sulla lavagna quando questa era tenuta sotto il tavolo. Da parte sua J.W. Truesdell afferma di avere trovato una volta nella sala delle sedute una lavagna con su già preparato un messaggio e di avervi aggiunto un frase canzonatoria: il medium rimase molto male quando i due scritti vennero alla luce. Nel 1886 una nuova denuncia portò a un nuovo arresto dello Slade, che però fu presto rilasciato: nessuno potè accertare se la mano fantomatica che fu vista scrivere sulla lavagna in questa occasione fosse una mano materializzata o quella del medium. Tante testimonianze pro e contro da parte di uomini di scienza egualmente in buonafede ed egualmente accorti, ci lasciano perplessi. L'accusa del Lancaster fu giudicata ingiusta dallo stesso Podmore: si trattava di una persona fortemente prevenuta e non si poteva escludere che, come sostenne lo Slade, lo scritto si fosse già formato paranormalmente sulla lavagna quando questa fu afferrata dallo studioso. La Commissione Seybert era nota per la sua decisa ostilità verso i fenomeni allora chiamati spiritici: non si capisce bene come lo Slade potesse scrivere con un piede sulla faccia della lavagna rivolta verso il piano del tavolo sotto cui era tenuta. Ma il racconto del Truesdell sembra provare inequivocabilmente un trucco. D'altra parte altri resoconti, come quelli dello Zöllner, e le affermazioni di prestigiatori i quali sostennero, come il Bellachini, che era impossibile ripetere i fenomeni di Slade con trucchi, non si possono scartare come frutto di ingenuità e di disattenzione. Molto probabilmente Slade fu dotato di genuine facoltà paranormali e, al pari della maggior parte dei professionisti, cercò di aiutarle, consciamente o inconsciamente, in momenti in cui esse venivano meno. Negli ultimi anni queste facoltà erano certo diminuite: come molti altri medium, egli si era dato all'alcool, che lo portà a finire i suoi giorni in miseria e semifolle in un sanatorio del Michigan. (U.D.)

 

L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 1167/1169).