Stead William T. (1849-1912)

Stead William T. (1849-1912). Giornalista, sensitivo e spiritista inglese, direttore, dal 1883, della Pall Mail Gazette di Londra, fondatore della Review of Rewiews nel 1890 e del periodico spiritista Borderland nel 1893. Naturalmente interessato all'insolito e al misterioso, nel 1891 pubblicava sulla sua rivista le Storie vere di fantasmi (Real Ghost Stories), a cui seguì, l’anno successivo, Ancora storie di fantasmi (More Ghost Stories). Nel 1892 si accorse di potere ricevere comunicazioni per scrittura automatica: queste comunicazioni provenivano in particolare dall'entità di una giornalista a lui nota, Julia Ames, direttrice del The Woman’s Union Signal di Chicago, morta di recente. Nel 1893 pubblicò tali messaggi nella sua rivista Borderland col titolo Lettere di Julia (Letters from Julia), che apparvero poi in volume nel 1897 sotto il titolo Dopo la morte (After Death). Fu la stessa Julia a fargli sapere che avrebbe potuto avere, sempre per scrittura automatica, messaggi da amici e conoscenti viventi, e lo Stead iniziò così una serie di colloqui a distanza, su qualsiasi argomento, con persone che gli confidavano i propri pensieri, i propri desideri e i propri guai con una confidenza e una sincerità che non avrebbero certo avuto in un dialogo diretto. La morte del figlio maggiore, Willie, avvenuta nel 1907, e le insistenze di Julia lo indussero a creare una sorta di ufficio, il Julia’s Bureau (aprile 1909), in cui due medium. Robert King e Vout Peters, si alternavano nel fare avere gratuitamente comunicazioni con l’aldilà a coloro che erano in pena per la scomparsa dei loro cari: ogni visitatore aveva diritto a tre sedute. Le spese di questo ufficio, che durò fino al 1912, anno della sua morte, erano a carico dello Stead. Accanto a Julia, si manifestava un’altra entità sotto il nome di Caterina II: una scelta delle sue comunicazioni fu pubblicata, nel 1909, nella Contemporary Review sotto forma di una sorta di manifesto indirizzato da Caterina agli Slavi, e che risultò singolarmente profetico. Nel 1908, mentre scriveva la recensione di un libro di Sir Oliver Lodge, La sopravvivenza dell'uomo (Survival of Man), ebbe l’idea di fare un singolare esperimento, chiedendo a un amico defunto del Lodge di scrivere la conclusione dell’articolo attraverso due medium, distanti fra loro settanta miglia, l'uno dei quali aveva letto il libro e l'altro no. L’esperimento riuscì perfettamente: il primo medium scrisse, in modo molto coerente, una parte della conclusione e il secondo la portò a termine con non minore coerenza cominciando dal punto stesso in cui il primo si era fermato. Spiritista convinto, fu sempre ostile alla Società per la Ricerca Psichica e ai suoi rigorosi metodi di indagine che, a suo parere, impedivano ogni colloquio coerente e umano con i comunicanti dall’aldilà. «E' come», scrisse, «se stessi per annegare e chiedessi aiuto, e sentissi gridarmi: "Chi sei? Come ti chiami?" "Sono Stead! W.T. Stead! Sto annegando. Gettatemi una fune! Presto!" Ma, invece di gettarmi una fune, quelli continuassero a gridare: "Come sai di essere Stead? Dove sei nato? Dicci il nome di tua nonna?"». E' singolare come l’idea di un naufragio si affacciasse ripetutamente alla sua mente. Nel 1893 aveva pubblicato nella Review of Reviews un racconto, Dal vecchio mondo a New York, in cui un grande transatlantico, il «Majestic», durante la traversata urtava contro un iceberg e affondava: il suo comandante era descritto con tutte le caratteristiche proprie del capitano Smith che, diciannove anni dopo, avrebbe comandato il «Titanic» nella sua traversata fatale. In altri scritti sottolineò più volte la necessità di fornire i grandi transatlantici di un numero sufficiente di scialuppe di salvataggio. Nell’aprile del 1912 si imbarcò sul «Titanic» in America; il 14 dello stesso mese l’enorme piroscafo urtava contro un iceberg al pari dell'immaginario «Majestic» e andava a picco: la scarsità delle scialuppe di salvataggio provocava 1600 vittime tra cui lo stesso Stead. Pochi giorni dopo, la medium Wriedt riceveva messaggi da un’entità che si presentava come il defunto giornalista, il quale tornò a manifestarsi più volte per scrittura automatica, voce diretta, materializzazioni e fotografie paranormali. James Coates, nel suo libro W. T. Stead è tornato? (Has W.T. Stead Returned?), sostenne che non vi erano possibili dubbi sulla sua identità. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 1222/1223).