Turvey Vincent Newton (1873-1912)

Turvey Vincent Newton (1873-1912). Singolare figura di veggente inglese. Da bambino aveva spesso visioni di fantasmi come quella di suo padre nel momento in cui questi moriva a 300 miglia di distanza; ma a dieci anni perse questa facoltà. Dopo gli studi di ingegneria, si diede esclusivamente alla sua professione, finché nel 1902, in seguito a un incidente, si trovò vicino alla morte. Ristabilitosi, si ritirò, vivendo praticamente solo nel suo giardino, sotto una tenda, e dedicando tutta la giornata alla lettura e alla meditazione. Secondo quanto affermò, queste pratiche lo fecero diventare, almeno in parte, uno yogi: aveva l'impressione che i testi di filosofia indiana che leggeva gli fossero già familiari, avendo elaborato quelle dottrine in se stesso durante la meditazione; entità orientali gli apparivano, conversavano con lui e gli davano insegnamenti nel loro linguaggio, che egli riusciva a capire. Negò sempre di essere un medium, in quanto non cadeva mai in trance, non assumeva mai un atteggiamento passivo, ma si sentiva sempre vigile e attivo. Divenuto presidente della Società degli Spiritisti di Bournemouth, spesso, durante il servizio domenicale, annunciava ai presenti che, al termine, si sarebbero presentati dati spiriti, ed essi li vedevano effettivamente. Diede numerose prove di chiaroveggenza a distanza, di precognizione, di seconda vista. Quando prediceva una sventura era il primo a soffrirne, per una comunanza di sensazioni con le vittime dell'incidente previsto. Spesso, in occasione di precognizioni, ne avvisava per scritto la rivista Light, che poteva così controllarle. Lasciò un'opera, Gli inizi della chiaroveggenza (The Beginnings of Seership), in cui descrive le sue esperienze. (R.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagina 1318).