Valiantine George

Valiantine George. Medium americano, notissimo nel primo trentennio del nostro secolo, per i suoi fenomeni di voce diretta. Era un mercante di coti da rasoio e non si era mai occupato di spiritismo né di fenomeni paranormali; aveva già 43 anni quando, mentre era in una stanza di albergo, udì bussare più volte alla porta, ma ogni volta che andava ad aprire, non trovava nessuno. Una sua conoscente lo invitò a partecipare a una seduta al tavolino: si presentò subito lo «spirito» di un suo cognato defunto, Bert Everett, il quale affermò tiptologicamente che da tempo gli «spiriti» cercavano di manifestarsi attraverso di lui. Per qualche tempo Bert divenne il suo controllo, e sembra che si sia anche materializzato; ma presto la voce diretta divenne il fenomeno tipico di questo medium. Nel 1922, in occasione di una seduta, Valiantine conobbe l'industriale inglese Dennis Bradley, il quale rimase convinto della genuinità dei suoi fenomeni: in questa seduta si manifestarono fra gli altri lo «spirito» di una sorella dello stesso Bradley, Annie, e quello di un certo Joseph Krauskopf, di Filadelfia, defunto da sei giorni, sconosciuto a tutti i presenti, il quale diede il suo nome e indirizzo pregando di far sapere ai suoi parenti e amici che il suo spirito sopravviveva sebbene il suo corpo fosse stato cremato. Nel 1923 fu studiato da un comitato della rivista The Scientific American di New York, che aveva messo in palio un premio di 2500 dollari per un medium che avesse prodotto in modo indubitabile dei fenomeni fisici. Nelle prime due sedute si manifestarono a voce diretta otto entità; nella terza fu applicato alla sedia del medium, a sua insaputa, un dispositivo elettrico che lo avrebbe denunciato se si fosse alzato dalla sedia stessa profittando dell'oscurità in cui venivano tenute le sedute. L'apparecchio rivelò che George si era alzato una volta per 15 secondi e altre volte per qualche secondo. Sebbene le voci sembrassero provenire dal soffitto, dove il medium, in ogni modo, non avrebbe potuto elevarsi, e parlassero in continuità, anche nei momenti in cui George era indubbiamente seduto, il rapporto del comitato fu negativo. Stranamente le manifestazioni imponenti si alternavano con insuccessi o addirittura con fenomeni molto sospetti. Joseph de Wyckoff, un ricco finanziere americano, ottenne da Valiantine un lungo messaggio in scrittura diretta, che un esperto dichiarò essere stato scritto dallo stesso medium. Questo volle dare allora una seduta facendosi legare strettamente. La seduta non diede alcun esito. Recatosi in Inghilterra, il Wyckoff incontrò il Bradley, il quale lo convinse dell'onestà del medium, e i due decisero di continuare le sedute invitando in Inghilterra Valiantine, che arrivò nel febbraio del 1924. Furono tenute sedute quasi ogni giorno in casa del Bradley per cinque settimane, davanti a una cinquantina di personalità: si manifestarono a voce diretta più di cento entità le quali parlarono in russo, tedesco, spagnolo e perfino in dialetto gallese, essendosi presentato il padre dello scrittore gallese Caradoc Evans, il quale parlò a lungo col figlio. Nel marzo del 1925, Valiantine era ancora in Inghilterra, ospite del Bradley e tenne due sedute davanti alla Società per la Ricerca Psichica. Nella prima furono udite cinque parole, nella seconda nessuna. In seguito, tre rappresentanti della Società parteciparono a sedute in casa di Bradley: il dott. Woolley ammise di avere udito undici voci distinte e di avere visto la tromba medianica volare nell'aria: ne riferì sul vol. XXVI dei Proceedings della Società. Il 15 ottobre 1926 avvengono le famose comunicazioni di Confucio in casa del giudice Cannon, a New York. Durante le sedute tenute dai coniugi Cannon, Valiantine produceva voci in una lingua sconosciuta, che si sospettava essere cinese; il giudice invitò allora un sinologo e poliglotta inglese di passaggio a New York, il dott. Neville Whymant, il quale pubblicò poi in un volumetto il resoconto di questa seduta memorabile. Dapprima il Whymant udì il suono di un piffero cinese, poi udì una voce che pronunciava: «K'ung-fu-T'Zu», il nome cinese di Confucio; infine questa voce si mise a parlare nel più puro stile dei classici cinesi di duemila e cinquecento anni fa. Il Whymant volle fare una prova: poiché nella raccolta di antiche poesie cinesi fatta da Confucio, il Shih King, vi sono alcune liriche il cui significato è assai oscuro, ne citò una di cui ricordava solo il primo verso e pregò l'entità di continuarla. Questa non solo lo fece, ma recitò la poesia con alcune modificazioni che la rendevano perfettamente comprensibile: mentre nella lezione a noi giunta, ed evidentemente corrotta, si può capire solo che qualcuno lamenta l'assenza di un caro amico, e in modo molto strano, nella lezione declamata dalla voce, una donna, addolorata per la morte dell'amato, ha d'improvviso la sensazione che il defunto la chiami dalla sommità di un'altura: lei vi corre, i cavalli del suo cocchio incupiscono i loro mantelli per il sudore della paura, infine i cavalli e i servi cadono prostrati e terribile risuona la voce del defunto. In questa seduta si presentò anche una personalità siciliana, quella di Cristo D'Angelo, che si era già presentata, nel 1923, alla presenza del Bradley, cantando una canzone popolare del suo paese. Nel 1927 Valiantine fu in Inghilterra per la terza volta e alle sue sedute parteciparono il marchese Centurione-Scotto, che aveva da poco perduto un figlio in un incidente aviatorio e sperava di potersi mettere in comunicazione con lui, e un altro italiano, il signor Rossi: Cristo D'Angelo si manifestò ancora annunciando al marchese che egli possedeva facoltà medianiche e che lui stesso lo avrebbe assistito come controllo nelle sedute che avrebbe tenuto in seguito in Italia: furono le note sedute di Millesimo. Una quarta visita in Inghilterra fu fatta nell'aprile 1929, ma, dopo un giorno, il medium col Bradley e la moglie di lui partivano per la Germania, dove però le sue sedute ebbero scarsissimo successo e gli valsero un'accusa di frode. Nel maggio vi furono sedute a Genova, in casa del marchese Centurione Scotto, con buon esito, ma seguite anch'esse da accuse di frode da parte del signor Rossi, del signor Castellani e dello stesso marchese, i quali però, poco dopo ritirarono le accuse o rimasero dubbiosi. Nello stesso anno, a Venezia, in casa del conte Bon, dove era già stato l'anno prima permettendo al conte di conversare con parenti defunti, il Valiantine fu protagonista, insieme con la medium Margery, di un famoso caso di corrispondenze incrociate. L'ultima visita di Valiantine in Inghilterra avvenne nel 1931 e fu disastrosa. Il medium aveva cominciato a produrre impronte digitali di persone defunte, e il Bradley volle dedicare sei sedute a questo fenomeno: risultò che l'impronta del pollice attribuita al defunto Conan Doyle era identica a quella dell'alluce del piede destro di Valiantine; quella del defunto Lord Dewar coincideva con l'impronta dell'alluce del suo piede sinistro; quelle del defunto Sir Henry Segrave e di un'altra entità corrispondevano alle impronte del suo medio e del suo gomito. Valiantine di fronte all'accusa, scoppiò in singhiozzi dicendo di non sapere come tutto questo potesse essere avvenuto. Il Bradley perse la fiducia che aveva riposto nel suo protetto, pur riconoscendo di non capire per quale ragione il medium, che si prestava gratuitamente e veniva rimborsato solo delle spese di viaggio, fosse ricorso a trucchi così facilmente scopribili sapendo che sarebbe stato controllato da un esperto della polizia. Teoricamente non si può escludere che quelle false impronte siano state genuine proiezioni delle sue dita, fenomeno che accadde talora con Eusapia Paladino. Le ultime sedute date da Valiantine con successo sembra siano state quelle col dott. Vivian e con il dott. Nimmo: nelle prime la voce del medium fu udita insieme a quella di due entità; le seconde furono tenute in piena luce. In seguito i suoi poteri declinarono ed egli finì col ritirarsi. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 1346/1348).