Wood C.E.

Wood C.E. (1855-?). Medium inglese a materializzazione, della quale si valse, dal 1873 al 1876, la Società Spiritista di Newcastle. Cominciò col produrre fenomeni psicocinetici e fantasmi parzialmente materializzati, che si presentarono infine a figura completa. T.B. Barkas, che sperimentò anche con la D’Espérance, scrisse di lei, nel Medium and Daybreak del 4 maggio 1877: «Ho visto, con la medianità della signorina Wood, in una casa privata, forme viventi uscire dal gabinetto medianico, al di fuori di ogni possibilità di frode. Ho visto fanciulli, uomini e donne di varie età da lei prodotti, e ho visto una forma materializzata insieme alla stessa medium. Un fanciullo è rimasto al mio fianco per circa mezz’ora: mi ha passato un bracciò intorno al collo e mi ha permesso di fare altrettanto, ha respirato sul mio volto, mi ha accarezzato come qualsiasi fanciullo avrebbe potuto fare con suo padre. E tutto ciò non al buio ma in piena luce, alla presenza di professori di una delle principali università del nostro regno (l'università di Newcastle). In queste condizioni, e dopo avere toccato la forma psichica, l’ho vista smaterializzarsi e svanire nel centro della stanza». Lo Smedley, nei suoi Ricordi scrive di avere visto il fantasma «Bennie», mentre la Wood era chiusa in una gabbia, immergere il suo piede sinistro nella paraffina e ricavarne uno stampo perfetto che lui stesso diede a uno dei presenti. Con tutto ciò, nel 1877, un fantasma prodotto dalla medium fu afferrato e risultò essere la stessa Wood. L’anno successivo la medium fu studiata dal prof. Sidgwick all’università di Cambridge e in casa di Arthur Balfour, alla presenza del Myers e del Gurney. Il Wallace, nella sua opera autobiografica La mia vita (My Life, 1905), scrive di avere visto le note del Myers su queste sedute, note che non furono pubblicate: la medium fu distesa su di un materasso con le mani legate da un nastro i cui capi vennero sigillati al suolo; e tuttavia si ebbero fenomeni di materializzazione. Nel 1882, comunque, la Wood fu nuovamente smascherata a Pietroburgo: l'entità materializzata Poka, una bambina indiana, si rivelò essere la medium stessa, in ginocchio e avvolta in veli di mussolina. Il Fodor nota che questo episodio non si può conciliare con descrizioni come quella di Morrel Theobald nel suo libro Operatori spiritici nel Circolo familiare (Spirit Workers in the Home Circle), in cui egli scrive che Poka, «un vivace spiritello alto tre piedi» uscì dal gabinetto medianico e si avvicinò a sua moglie abbracciandola e baciandola: poi si ritirò dopo avere stretto affettuosamente la mano ai presenti. Ancora una volta, per quel che riguarda i medium a effetti fisici di questo singolare periodo, fra il 1870 e il '90, ci troviamo dinanzi a resoconti assolutamente contraddittori e inconciliabili. (U.D.)

 

Fonte: L'Uomo e l'ignoto: enciclopedia di parapsicologia e dell'insolito diretta da Ugo Dettore - ARMENIA EDITORE (pagine 1375/1377).